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No alla centralina nella Valle di Franzedaz * di Daniel Sirena

Ago 26th, 2014 | By | Category: Cronaca/Politica, Meteo, natura, ambiente, animali, Prima Pagina

Due trevigiani, Alessandro Mardegan e Denis Pastro, hanno pensato che ai piedi della Marmolada nella valle di Franzedaz a 1774 mt. in uno dei posti più belli della Val Pettorina, a 150 metri dal perimetro Dolomiti Unesco e dell’area SIC Marmolada, si potrebbe costruire una centralina idroelettrica e fare profitti per circa 200 mila euro l’anno.
rocca pietore manifestazione contro centralinaProfitti che pagheremo anche noi contribuenti nelle bollette e con le imposte perché, oltre a non non essere minimamente considerati nel poter decidere se questo progetto si farà o non si farà (la decisione la prenderà la nostra cara Regione), dovremo pure pagarne indirettamente la realizzazione e i conseguenti profitti. E’ l’ennesima beffa alla montagna Bellunese!
Mentre in Trentino Alto Adige esistono norme ben più severe per contrastare queste speculazioni, in provincia di Belluno abbiamo più di cento progetti depositati, dei quali ben pochi saranno respinti, perchè queste attività sono promosse dall’Unione Europea e dalla Regione Veneto come energie rinnovabili, senza considerare minimamente i contesti dove vengono realizzate, le conseguenze irreversibili sull’ambiente e i pareri delle amministrazioni locali. I nostri comuni poco possono, di fronte ai progetti privati di questi speculatori.
La risposta degli abitanti di Rocca Pietore è stata compatta e determinata, circa 80 cittadini guidati dall’amministrazione De Bernardin insieme agli attivisti di Mountain Wilderness e Acqua Bene Comune hanno seguito la commissione tecnica durante il sopralluogo dalla piazza del capoluogo fino all’opera di presa al “Pian dela Chegarìs” sottolineando sia alla commissione che al progettista Favretto la contrarietà al progetto e gli sconvolgimenti che comporterebbe lo stesso in una zona sottoposta ad usi civici e tutelata dai beni ambientali. Dall’incontro è emerso inoltre che il tratto di 2 km dov’ è previsto l’interramento della condotta, oltre ad essere sentiero CAI dell’alta via n°2, si trova su una mulattiera costruita dai nostri alpini nella prima guerra mondiale ed ha pertanto valore storico culturale.
Va considerato inoltre il patrimonio forestale della zona con mughi e larici che sarebbero abbattuti inevitabilemnte per far passare ruspe e scavatori nella realizzazione dell’ enorme bunker di cemento che costituisce l’opera di presa a monte, la condotta interrata del diametro di 40cm per una lunghezza di 2km e la struttura della centrale produttiva.
Una valle che vive di turismo, dove il turismo è rappresentato dal paesaggio, non può permettersi nè questo nè altri nuovi scempi.
Questo come altri esempi simili sono le consegueze della nostra assenza totale di autonomia nella gestione delle nostre risorse e del nostro territorio.
Ci auguriamo che il messaggio arrivi in fretta a Venezia dove si delibera sull’approvazione di questi progetti folli e che siano messi per una volta, montagna e territorio, davanti agli interessi economici del privato.

Daniel Sirena – Rocca Pietore                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                             

 

 

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One comment
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  1. pieno appoggio.