Monday, 16 September 2019 - 00:15
direttore responsabile Roberto De Nart

Calabria tradita

Ago 23rd, 2014 | By | Category: Lettere Opinioni, Prima Pagina

Pentedattilo (Reggio Calabria)Sollecitata da una forte curiosità provocata dalle polemiche sorte all’indomani di inchini di madonne, incursioni notturne nelle case di presunti “ndranghetisti” della Locride e militarizzazione di una regione che tutto sembra fuorché appartenere alla repubblica italiana, pur non avendo titoli né direttori predisposti a fare luce su quanto e come viene scritto, ho deciso di andare in Calabria, disarmata……e senza cucirmi i soldi nella piega della gonna….. sono tornata tutta intera, e con una consapevolezza che la Calabria ha avuto e ha, dall’unità d’Italia a oggi, un ruolo storico, una funzione specifica: quella di assorbire tutti i mali italiani, se non del mondo intero.

Si parla di Calabria e dei metodi bestiali che vengono utilizzati per eliminare persone “scomode”, il triste caso di Lea Garofalo è ancora utilizzato a mò di bandiera ma, c’è da chiedersi cosa cambia tra una donna sciolta nell’acido e una povera ragazza incinta al nono mese che viene seppellita viva dall’uomo con cui ha una relazione………è successo nel civilissimo nord-est e se n’è parlato molto meno, mi pare di ricordare……una volta ho letto che l’assassino era sposato e non sapeva come affrontare la situazione con la moglie, quasi giustificando la gravità del gesto…….e che dire di quel ragazzo che sterminò la famiglia per potersi godere l’eredità……è stato scritto che era  figlio del suo tempo, dove il benessere lo si deve conquistare il prima possibile, perché la vita è breve e va vissuta tutta intera, senza perdere tempo per pensare a quello che è costato a un genitore in termini di rinunce e fatiche……..in Calabria invece, percepisco da quanto leggo sui giornali che si limitano a riportare le notizie di cronaca, la colpa è sempre dei calabresi……un po’ come a Gaza dove, se i bambini muoiono nella culla perché Israele bombarda, è sempre colpa di Hamas……

E’ colpa dei calabresi se ci sono infiltrazioni mafiose per l’allestimento dell’Expo, lo dice il figlio di un generale a cui hanno attribuito il merito di aver sconfitto, grazie al collaborazionismo ricattatorio dei pentiti, la lotta armata, che però ha il limite di non distinguere i calabresi “studiati” da quelli che sguazzano nell’illegalità, ignorando il fatto che gli intrallazzi si fanno nel momento in cui ci sono persone e condizioni che lo consentono. E per calabresi “studiati” intendo quelli che lavorano onestamente, che danno lustro al loro territorio, che conservano la loro identità e la difendono con i denti, quelli che tra mille difficoltà urlano la loro verità, che non è quella che vogliono farci credere, ma che ha origini molto lontane…..persino il sindaco di Milano non è intervenuto nel correggere questa superficiale ma offensiva dichiarazione, e dal cognome si evince che ha origini meridionali……..

La Calabria è come una figlia illegittima, di cui ci si vergogna perché nata da un amore incestuoso o da una madre libertina o meglio ancora “libertaria”, dove il padre potrebbe essere uno tra i tanti, e questo fa sì che appaia sottomessa e sfrontata, violenta e rassegnata, misteriosa e spavalda.

I soprusi che questa terra ha dovuto subire nei secoli, attraverso dominazioni straniere e sfruttamento dei “baroni”, feudatari che pretendevano che la prima notte di nozze la sposa si concedesse a loro, ha coltivato la rabbia di un popolo tradito anche da chi arrivava con la camicia rossa e le promesse mai mantenute…..si racconta che Garibaldi, alla notizia dei massacri che i bersaglieri perpetuarono ai danni delle popolazioni insorte, pianse……chi era costui? Per alcuni un mercenario, per altri…..un eroe, e pure dei 2 mondi, dicono……ma queste cose le lasciamo agli storici, meridionalisti e non.

La questione meridionale è stata boicottata,rimossa da ogni agenda di governo e di partito: invece di proporre una politica di riscatto, strategie socio-economiche, investimenti pubblici mirati al potenziamento sul piano culturale si è scelta la via della repressione: carceri, manette, 41 bis, uso spregiudicato dei pentiti…….lo dice Ilario Ammendolia, sindaco di Caulonia fino a 2 anni fa dopo 2 mandati, nel libro pubblicato da Sensibili alle foglie: “Lettere dalla Locride, la Costituzione tradita”.

Interi paesi criminalizzati, scioglimento dei consigli comunali, sottrazione dei bambini alle famiglie ritenute mafiose: è un sistema spettacolarizzato che non preoccupandosi di diffamare i calabresi onesti usa i poteri locali per rafforzarsi……i bambini della Calabria hanno gli stessi occhi e capelli scuri dei Palestinesi, non hanno cicatrici o arti mancanti come loro ma lo sguardo che gli si rivolge è condito dal sospetto di chi pensa, come Lombroso, che avere determinate caratteristiche somatiche predispone al crimine…….condizionandone le esistenze…….e purtroppo la tendenza è quella di dare risposte facili e superficiali anche quando i fenomeni risultano complessi…….

In Calabria, dove le spiagge sono popolate più da gabbiani che da bagnanti, ci sono sindaci che hanno presentato una proposta di legge sull’accoglienza agli immigrati con l’approvazione del diritto di voto degli extracomunitari del paese promuovendo iniziative di solidarietà e accoglienza dei profughi, qui, nel civilissimo nord-est, danno la caccia ai “vù cumprà” sulle spiagge inseguendoli persino in mare, dove si sono rifugiati tenendo sulle spalle quello che vendevano per tutto il tempo, sotto il sole di luglio, davanti a famiglie che non hanno nascosto il loro disappunto con le forze dell’ordine, portando loro da bere fino a quando è finito l’assedio.

Cosa avranno pensato quei bambini nell’assistere alla scena? Gli adulti in genere, di fronte alla cattiveria del mondo guardano dall’altra parte, i bambini no, loro vogliono sapere, capire, e fanno domande, e ascoltano le risposte che gli si danno con fiducia, e i messaggi di egoismo che passano attraverso parole, comportamenti, azioni non fanno che devastare le loro e le nostre anime e stravolgere irrimediabilmente la nostra identità di esseri umani.

L’obiettivo primario di tutti noi è quello di praticare la solidarietà trasmettendola ai bambini fin dalla loro più tenera età, informandoli su ciò che accade non solo nel proprio territorio, favorendo l’emancipazione dall’ignoranza e dalla povertà di cui diventiamo vittime inconsapevoli a causa del circo mediatico che taluni giornali e trasmissioni televisive propongono quotidianamente…….dove non subire il condizionamento è pressoché impossibile quando non si posseggono gli strumenti per poterne fare un’analisi critica personale e non omologata.

Quanti anni dovranno ancora trascorrere prima che la criminalità venga eliminata del tutto, soprattutto dove il tasso di disoccupazione sfiora il 70%, dove si evade l’obbligo scolastico, dove la manovalanza è costituita da disturbati mentali, giovani a rischio di devianza, analfabeti, drogati e alcolizzati?

Quando si restituirà alla Calabria quella dignità che lo stato italiano non le ha mai riconosciuto? Come appartenenti a questo stato ne siamo tutti coinvolti, anche se il peso dell’impotenza ci sovrasta…..ma potrebbe anche risultare sufficiente iniziare un percorso per capire in piena autonomia come e perché tutto questo è accaduto e accade……..ai potenti, esecutori e custodi della Costituzione, spetta invece il compito di trovare le strategie perché in questa bellissima regione che tanto conserva dell’antica Grecia, la luce risplenda così come il sole per restituire fiducia a un popolo abbandonato dallo stato e prigioniero di sé stesso.

Annamaria Fiume

Nella foto, il paesino abbandonato di Pentedattilo  in provincia di Reggio Calabria

Share

2 comments
Leave a comment »

  1. Grazie per aver posato uno sguardo su territori a noi “così lontani, così vicini” con occhi attenti e fuor di automatismi stereotipati (nel bene e nel male).

  2. parole che valgono mille volte più dei fiumi di inchiostro spesi da tanti giornalisti intellettuali che si limitano a ribadire stereotipi inesistenti nella realtà, senza mai indagare la storia per capire il presente, quello vero. Condivido tutto