Monday, 16 September 2019 - 00:14
direttore responsabile Roberto De Nart

Belluno come Dresda? Fondazione Dolomiti, se ci sei batti un colpo. I cittadini associati nei Comitati di difesa del territorio chiedono una nuova progettazione dell’elettrodotto. Giovedì 28 agosto la manifestazione a Cortina

Ago 21st, 2014 | By | Category: Cronaca/Politica, Meteo, natura, ambiente, animali, Riflettore
traliccio 380 kvNel giugno del 2009 a Siviglia, l’Unesco ha cancellato la Valle dell’Elba dall’elenco dei siti patrimonio dell’umanità.  La decisione dei 21 Paesi che compongono il comitato venne adottata per protestare contro la costruzione del «Waldschloesschenbruecke», il ponte che attraversa l’Elba, a  qualche chilometro dal centro storico, approvato nel 2006 per  risolvere i problemi di traffico sui tre ponti di Dresda.
Qualcosa di simile potrebbe accadere alle Dolomiti, patrimonio dell’umanità, se l’impatto ambientale dell’elettrodotto progettato da Terna fosse ritenuto pregiudizievole all’incantevole panorama della Valbelluna.
Ebbene, cosa sta facendo la Fondazione Dolomiti-Dolomiten-Dolomites-Dolomitis Unesco, a fronte delle sue responsabilità istituzionali, per impedire siffatta aggressione del territorio da parte di un elettrodotto che andrebbe a sventrare la valle del Piave?
A chiederlo sono i Comitati di difesa del territorio, in campo dal 2012, che associano cittadini di alcune località del Bellunese (Castion, Levego, Sagrogna, Andreane, Limana, Ponte nelle Alpi) per chiedere una nuova progettazione dell’intervento di Terna Rete Italia spa denominato “Razionalizzazione e sviluppo della rete di trasmissione nazionale (RTN) nella media valle del Piave”. Operazione che così com’è concepita aggredisce il paesaggio dolomitico con tralicci alti fino a 60 metri.
Il rischio è che il progetto comprometta la denominazione Unesco delle Dolomiti e cancelli le montagne rosa dalla World Heritage List.
L’Unesco sostiene che non possa essere alterato l’aspetto dei luoghi Patrimonio dell’Umanità e anche ciò che da quei luoghi è visibile. Per esempio dal Monte Schiara (che fa parte del sistema numero 3, quello delle Pale di San Martino, Pale di San Lucano, Dolomiti Bellunesi e Vette Feltrine) si vedrebbe l’orrore del nuovo corridoio elettrico (una linea 380 kV) di Terna.

Il progetto di Terna, segmento della rete elettrica internazionale Lienz-Polpet-Scorzè, impatta inequivocabilmente su diversi siti dell’area Unesco delle Dolomiti.

In questo quadro – si chiedono i Comitati di difesa del territorio –  dov’è la Fondazione?

Se c’è, batta un colpo!

Per queste ragioni i Comitati di difesa del territorio organizzano una manifestazione in Corso Italia 77 a Cortina d’Ampezzo giovedì 28 agosto dalle ore 9.30 con lo slogan: “Dolomiti patrimonio di Terna?”

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2 comments
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  1. ecco la storia si ripete come per A 27, ogni iniziativa per creare lavoro e’ bandita in VAIBELLUNA, meditate!!!!

  2. Caro Antonio,
    un nuovo elettrodotto a 380.000 V in mezzo alla Valbelluna sopra i tetti delle case e una mega stazione di trasformazione nel centro di Polpet potranno senz’altro creare lavoro, come dici tu, ma soltanto per i medici e gli infermieri del reparto di ONCOLOGIA INFANTILE.
    Medita pure!!!!!
    Gigi