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Passo di Monte Croce Comelico. Importante accordo di collaborazione culturale tra l’Università di Innsbruck e il Museo Algudnei di Dosoledo

Ago 19th, 2014 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Prima Pagina, Scuola, Società, Associazioni, Istituzioni

Visita prof GrabherrPassoMCC18agosto2014 011Con il sopralluogo, del 18 agosto, nell’ambito dell’accampamento romano di 62x 62 m. e alle aree indagate con le campagne di scavo 2012-2013 del professor Gerald Grabherr del reparto archeologia delle province romane, dell’Università di Innsbruck, si sono poste le basi di una importante collaborazione culturale , scientifica ed interregionale tra il Museo “Algudnei “ di Dosoledo e il citato Istituto universitario austriaco.

Si tratta di un rilevante risultato fermamente cercato e voluto dal gruppo di studiosi con in testa il responsabile del Museo Arrigo De Martin e formato dall’architetto Daniela Zambelli e dagli archeologi Diego Battiston e Gian Galeazzi , scopritore del sito. Decisivo anche il ruolo dell’archeologo pusterese Rupert Gietl, che oltre a svolgere la funzione d’ interprete, è stato il principale artefice della riuscita di questo primo contatto e scambio di esperienze concernenti le tecniche costruttive e dislocazioni delle strutture militari di epoca romana.

I risultati acquisiti nelle ricerche stratigrafiche dell’estate scorsa sono stati illustrati, allo specialista austriaco, da Diego Battiston che con Gian Galeazzi e i volontari del Museo Algudnei e del Circolo Amici del Museo dell’Alpago hanno eseguito le ricerche sul campo con la raccolta di reperti lignei che hanno consentito di datare al C14 la struttura militare al IV- V sec. d. C.. Sulla scorta di queste notizie anche il professor Grabherr, che era accompagnato per l’occasione dalla dottoressa Barbara Kainrath dell’Accademia austriaca delle scienze , Istituto per la storia della cultura dell’antichità, ha sostanzialmente ribadito le tesi del professor H. Ubl, anche lui austriaco,(che la scorsa estate aveva visitato lo scavo) secondo le quali ci troveremo di fronte ad una fortificazione militare romana mai portata a termine ma abbandonata. per motivazioni sconosciute, dopo le prime fasi di lavorazione delle fondazioni mediante pali , sui quali doveva poggiare il muro perimetrale con torri sui quattro lati. Allo stesso tempo, tuttavia, ci sarebbero diversi altri elementi come le tecniche di costruzione degli aggeri perimetrali mediante cassoni lignei riempiti di terra. Nonchè la presenza di buche di palo interne al quadrilatero relative, probabilmente, a baraccamenti e alloggi militari in legname , di cui è ricca la zona, che potrebbero dimostrare l’utilizzo di questo materiale al posto della pietra.

Tutta questa gamma di studi ed esperienze del professor Grabherr, nel settore delle difese militari e viabilità romane, con particolare riferimento alle diverse scoperte lungo la via Claudia in Tirolo, costituiscono tangibile portata dell’accordo i cui contenuti s’attagliano perfettamente al territorio comelicese ,ambito di confine tra la Decima regio e il Norico. Concluso l’incontro l’esperto austrico si è messo in viaggio alla volta della località romena di Troesmis dove effettuerà prospezioni in un accampamento e una città romana.

Eugenio Padovan

Nella foto: al centro il professor Gerald Grabherr, la dottoressa Barbara Kainrath, sul lato destro il responsabile del museo “Algudnei” Arrigo De Martin e a sinistra l’archeologo pusterese Rupert Gietl

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