Tuesday, 17 September 2019 - 16:59
direttore responsabile Roberto De Nart

Torna il treno a Calalzo, ma niente bici * intervento di FIAB Belluno-Amici della Bicicletta

Ago 10th, 2014 | By | Category: Lettere Opinioni, Prima Pagina, Società, Associazioni, Istituzioni

amici della biciclettaDal 1° agosto è stata riaperta la tratta ferroviaria Ponte nelle Alpi-Calalzo di Cadore, chiusa dall’inverno scorso per i gravi danni causati dal maltempo. Lavori molto impegnativi sono stati necessari in particolare per ripristinare due gallerie nella zona di Perarolo. Qualcuno temeva che la tratta, considerata “ramo secco”, non venisse più riaperta.
Notevole è stato l’impegno tecnico e finanziario per RFI (Rete Ferroviaria Italiana) e quindi grande la soddisfazione della popolazione e dei sindaci della zona, che sono saliti a Calalzo nel viaggio inaugurale. Tutto bene dunque, sembrerebbe, ma… amara sorpresa per tutti coloro che amano percorrere il territorio in bicicletta: non è più possibile il trasporto delle bici al seguito del viaggiatore su questa tratta!
Eppure essa costituisce un segmento essenziale dei percorsi cicloturistici che collegano la Pusteria (e quindi l’Austria) alle Dolomiti, alla pianura e alla laguna veneta, sempre più frequentati malgrado i tanti problemi irrisolti, relativi a sicurezza, segnaletica, informazione, organizzazione turistica complessiva.
Calalzo, stazione terminale delle linee ferroviarie che da Venezia e Padova salgono in Cadore, è anche punto di partenza della tanto decantata (ma non altrettanto ben gestita) pista ciclopedonale “Lunga Via delle Dolomiti”, che si sviluppa in gran parte sul sedime della ferrovia a scartamento ridotto Calalzo-Cortina d’Ampezzo-Dobbiaco, soppressa nel 1964.
Da anni la Provincia di Belluno ha attivato su questo spettacolare percorso il servizio estivo “Bike’n’Bus”, pullman con carrelloni porta bici che partono da Calalzo con destinazione Cortina e Dobbiaco, proprio in concomitanza con l’arrivo dei treni da Venezia e da Padova.
Lungo la valle del Piave inoltre, nei comuni di Pieve di Cadore e di Castellavazzo, proprio in questi mesi si stanno realizzando due brevi ma importantissime piste ciclabili, che permetteranno di evitare, probabilmente già dall’anno prossimo, due tratti molto pericolosi nel percorso tra il Cadore e il Bellunese. In attesa di risolvere questi due “punti neri”, la segnaletica cicloturistica REV (Rete Escursionistica Veneta – Itinerario I4), dà indicazione di usare il treno tra Calalzo e Belluno, ovviamente portandosi appresso le bici!
Incurante di tutto ciò, Trenitalia Veneto ha deciso di usare su questa linea treni dove non c’è posto nemmeno per una bici! È una decisione sciagurata, che viene dopo la drastica riduzione del numero dei treni su cui poter trasportare la propria bicicletta. Fino a poco tempo fa ciò era possibile su tutti i treni che circolano in provincia di Belluno!
In questo modo viene boicottato il cicloturismo, che per svilupparsi richiede un’integrazione efficiente con i trasporti pubblici, come dimostrano tanti esempi a noi vicini: la Dobbiaco-Lienz, la Valsugana, la Val Venosta, la Val d’Adige, ecc. ecc.
Protestiamo contro questa decisione, che danneggia pesantemente un’attività economica importante, in crescita, rispettosa dell’ambiente, utile anche per zone marginali e a scarso sviluppo turistico. Chiediamo a Trenitalia Veneto di modificare la sua decisione e di dotare tutti i treni regionali, specialmente in zone turistiche, di spazi sufficienti per il trasporto delle biciclette.
Invitiamo tutti coloro che hanno a cuore la mobilità ciclistica e pedonale, il cicloturismo e una prospettiva diversa di sviluppo del territorio, ad unirsi a noi nella protesta e nella richiesta.
FIAB Belluno-Amici della Bicicletta

Share

5 comments
Leave a comment »

  1. Cito: “Trenitalia Veneto ha deciso di usare su questa linea treni dove non c’è posto nemmeno per una bici!” Non è stata una scelta ma un passo quasi obbligato: per colpa dell’assenza di materiale rotabile adeguato e moderno, colpa da spartire tra diversi enti, l’altrenativa ai treni attuali serebbe stata quella di non avere più nessun treno. Mi auguro che gli “amici della bicicletta” non vogliano, come si suol dire, buttare via il bambino assieme all’acqua sporca.

  2. In realtà e’ una vera politica di boicottaggio nazionale; il ciclista in treno dà fastidio. Anche in questo non siamo in Europa. Anche in Emilia è stato interdetto il trasporto delle bici su una delle più belle e turisticamente interessanti linee d’Italia, la Porrettana (Bologna – Porretta). Chiedente agli albergatori quante presenze hanno avuto in meno negli ultimi 3 anni, anche a causa di questa scelta poco lungimirante, devastante per il turismo ed economicamente sbagliata anche per Trenitalia stessa.

  3. Purtroppo in italia le ciambelle non escono sempre col buco per cui anche questa mancanza sul treno come ennesimo esempio del non sapere far squadra…………mi auguro in un futuro con Belluno autonoma e non solo specifica, potremmo magari poter gestire i treni con una società ad hoc che capirà le esigenze del turismo locale, per ora accontentiamoci degli ossi che ci danno senza lamentarsi se manca un filino di carne attaccata….ahimè.

  4. Mi unisco all’appello per rimettere almeno alcuni treni che consentano il trasporto della bici.
    Ho percorso diverse volte la lunga via delle dolomiti da Calalzo a Dobbiaco e va assolutamente consentito al cicloturista di arrivare a Calalzo con il treno portandosi la bici al seguito.

  5. Basterebbe del buon senso e questi problemi si risolvono subito…..per trenitalia siamo solo una rogna a quanto pare.