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Specificità e autonomia, la disperata tesi trionfale del Pd * di Tomaso Pettazzi

Ago 10th, 2014 | By | Category: Cronaca/Politica, Lettere Opinioni, Prima Pagina
Tomaso Pettazzi

Tomaso Pettazzi

Su tutti i media locali prosegue la campagna autoreferenziale del Pd, a sostegno della  tesi, che giudico disperata, che il testo scaturito dal dibattito al Senato sulle aree montane blindi il nostro territorio. Inoltre lo stesso Pd tappezza i muri della Provincia con un manifesto dove volutamente equivoca tra ‘specificità’ ed ‘autonomia’. I Bellunesi cadranno nell’inganno? La legge regionale approvata a fine luglio (il famoso art. 15) parla infatti di specificità, che è altra cosa da autonomia.

Tale esultanza si dimostra effimera, se non  menzognera, alla luce di autorevoli pareri e prossimi interventi sulla stampa o in pubblici incontri, che espressamente recitano…” con questa riforma in prima deliberazione da parte del Senato, le aree montane non sono per nulla garantite (art. 39, comma 4 del ddl 1429-A). Il che significa che, non essendo più elemento costitutivo della Repubblica ai sensi dell’art. 114, comma 1, il legislatore ordinario può disporne come vuole, accorpandole ad altre (Treviso?) e sopprimerle definitivamente”.

Non solo. In questo monologo sul proprio attivismo, il consigliere regionale Reolon e il deputato De Menech escludono dai meriti chiunque altro ha effettivamente partecipato al risultato regionale, che ha avuto più protagonisti. Ricordo loro al riguardo anche la forza delle 19.000 firme per il referendum provinciale del 2010, la manifestazione del 28 ottobre 2012 con quasi cinquemila Bellunesi in Piazza Duomo a favore dell’Autonomia (quella vera, non il simulacro del titolo V°), le decine di referendum comunali a favore dell’unione coi territori autonomi, i 10.000 voti alle elezioni ricevuti dall’Eurodeputato Dorfmann in Provincia. Caro Reolon, se questo non è spostamento di voti…

Infine stigmatizzo lo scaricabarile che lo stesso Pd esegue nei confronti della regione Veneto, addossando ad essa l’eventuale fallimento della legge 24 che attua la specificità contenuta nello Statuto. Non sono certamente un difensore dell’attuale governo regionale, ma faccio loro presente che il Veneto è governato da una maggioranza Lega-Pdl che, nonostante i distinguo, ha votato a stragrande maggioranza per la nostra specificità. Mentre a Roma la maggioranza bulgara della sinistra+Ncd+Fi ha ‘partorito il topolino’ per la montagna. Una maggioranza che procede nella creazione di uno Stato sempre più centralista,  avocando a sé la maggior parte delle funzioni (con relative dotazioni finanziarie) che Venezia dovrebbe delegarci con la specificità. Un evidente e palese controsenso. Spero che i Bellunesi se ne accorgano.

La ministra Boschi (Pd) ha detto recentemente che in politica le bugie non devono esistere. Cominci il Pd bellunese e veneto a comportarsi coerentemente. Solo in questo modo potrà esserci quella vera collaborazione tra le diverse anime bellunesi alla ricerca del nostro bene.

Tomaso Pettazzi

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7 comments
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  1. PD = pagliacci, incapaci e ora con renzi anche fascisti e bugiardi cronici!

  2. Ineccepibilile. Finora, nonostante modesti aggiustamenti, i risultati sono virtuali e non offrono alcuna garanzia. C’è ancora molto da fare.

  3. Troppa autoreferenzialita’ e zero risultati non vanno d’accordo!! La continua confusione tra specificità e autonomia giova solo alla politica e niente ai cittadini!! Tanto lavoro aspetta i bellunesi…forza e coraggio!

  4. La saggezza popolare ci impone di ricordare che vinta una battaglia, non si può considerare vinta la guerra.
    Ce lo ricordano in vero anche i moniti degli assessori Caner (rif. ai fondi a disposizione) e Ciambetti (rif. la pianificazione tempistica troppo ristretta). Ce lo ricordano anche i commentatori istituzionali e non, con un coro di “il Veneto ha fatto la sua parte, ora tocca all’Italia”. Ce lo ricorda infine il danaro: l’emendamento sui canoni idrici vale 7 milioni di euro all’anno e tutta la specificità altri 20 milioni di euro all’anno.
    Se teniamo conto che la provincia di Trento nel corso dell’esercizio 2013 ha avuto un avanzo di cassa senza destinazione d’uso, quindi soldi “avanzati”, di 260 milioni di euro abbiamo subito spiegata la differenza tra autonomia e specificità!
    Resta la totale stima per l’operato del Consiglio regionale e dei consiglieri bellunesi poiché hanno fatto il massimo con le forze a disposizione portando a casa un enorme risultato politico: il Veneto è dotato di una legge innovativa che tiene conto del parametro territoriale. Questo è il vero e proprio caposaldo per il nostro futuro!
    Ed il futuro del governo delle Dolomiti è l’autonomia (concetto chiaro a tutti!), ma raggiungibile solo con l’indipendenza del Veneto (concetto chiaro non a tutti!!).

    Massimo Max Vidori
    coordinatore Indipendenza Veneta Dolomiti

  5. Dolomiti e veneto hanno in comune solo il confine che le divide! della vostra sperata indipendenza veneta non ce ne può fregar di meno!

  6. @ panda
    Lo capirà anche lei, che parla al plurale (?)!

  7. La stupidità non ha confini e coloro che pensano ancora in chiave campanilistica sono quelli a cui il benessere della propria gente non interessa nulla, non ci vuole una mente da genio per capire l’importanza di rendere indipendente il veneto e solo con la sovranità si potrà avere un vero grande beneficio in tutta la regione sia della bassa che in quella montana interdipendenti fra loro per creare uno stato forte e completo, spero che i fautori di una propaganda falsa e di matrice catto comunista finiscano per capire che loro stessi sono i primi responsabili del disastro economico in atto e difficilmente risolvibile rimanendo agganciati ad uno stato che ha dimostrato un interesse solo venale nei confronti del veneto.