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Residenza teatrale, incontro con il sindaco * intrervento di Laura Zago, Susanna Cro e Stefano Fregni

Ago 9th, 2014 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Lettere Opinioni, Prima Pagina, Società, Associazioni, Istituzioni

 

Teatro Comunale di Belluno

Teatro Comunale di Belluno

Come molti sanno, addetti ai lavori e cittadini attenti alle vicende del nostro teatro, l’Amministrazione Comunale ha intrapreso la via dell’istituzione di una ‘Residenza teatrale’ per risolvere l’annosa questione della gestione e valorizzazione del Teatro Comunale con la relativa  programmazione, progettualità e produzione teatrale e culturale, cercando anche di appianare le dispute che da anni imperversano in città.
Per ‘Residenza teatrale’ si intende un progetto culturale in cui un soggetto (normalmente una struttura teatrale che ha vinto un bando o appalto), a cui viene dato in gestione uno spazio da curare, crea produzioni di spettacoli, attività teatrali e artistiche mettendosi in relazione e collaborando con altri soggetti legati al territorio e al teatro.
Questo fa sì che una Residenza ben avviata sia in grado di creare stabilità, partecipazione, occupazione, indotto nel territorio e turismo.
Ma il progetto avviato per il Teatro Comunale prevede che i soggetti implicati in Residenza siano tre e non uno, che questi svolgano solo attività artistica e formativa e che vi sia come gestore di servizi e coordinatore (anche artistico?) la Fondazione. Utilizzare il termine ‘Residenza teatrale’ rapportato a tale realtà risulta quindi anomalo e sicuramente fuorviante.
Infatti, nell’ “Avviso di manifestazione di interesse”, creato dal Comune in collaborazione con la Fondazione Teatri delle Dolomiti, l’utilizzo del termine ‘Residenza teatrale’ ha fatto sì che numerosi soggetti operanti da anni nell’ambito culturale e teatrale non si presentassero come interessati, in quanto, conoscendo il significato di questa terminologia, non ritenevano di avere tutte le caratteristiche (gestionali, tecniche, etc.) che la gestione di una vera Residenza teatrale
richiede.

Allo stato attuale dei fatti e per la struttura che si sta creando oggi, ci sarebbe potuta essere stata una più ampia partecipazione alla manifestazione d’interesse di singoli o associazioni operanti nel settore artistico-culturale, perseguendo così in modo più completo gli obiettivi di pluralità, di inclusione e di valorizzazione del territorio citati nell’avviso stesso. A nostro parere infatti oggi viene a mancare l’obiettivo principale che, come riferisce il Sindaco in sede di audizione, perseguiva L’Amministrazione e la Fondazione, cioè quello di mettere fine ai conflitti sul teatro dando ascolto e valore alle realtà del territorio. Obiettivo che avremmo auspicato attraverso chiari criteri di selezione delle competenze ed esperienze come accade in un vero bando per la gestione di attività culturali per conto di un ente pubblico. Constatiamo che così purtroppo non è stato.

In seguito ad un ampio e sereno confronto con il Sindaco, nel quale alcune risposte sono state date e dove sono state illustrate le difficoltà riscontrate in questo anno di lavoro, rimangono tuttavia ancora delle perplessità sui seguenti temi di discussione di cui riportiamo le principali domande:
– Visto che, nell’avviso di manifestazione d’interesse, l’uso improprio del termine ‘Residenza teatrale’ ha creato filtro interpretativo e ambiguità interpretative, cosa si intende indicare ora per Residenza Teatrale?
– in che modo la Fondazione ora coordinerà la direzione artistica dei tre soggetti scelti?
– il terzo soggetto, come Il Sindaco riferisce in sede di riunione, scelto anche per dare opportunità ai giovani in modo da permettere loro una crescita artistica, necessita la presenza di affiancamento di professionisti del settore nel loro operato. Quali sono i professionisti che affiancheranno il soggetto giovane scelto?
– quali ruoli vi saranno nella convenzione per i tre soggetti vista la diversità di competenze ed esperienze (anche rapportate al territorio stesso) e in che modo si eviteranno concorrenze interne promuovendo uniformità di intenti e partecipazione/valorizzazione del territorio?
– in che modo sarà garantita l’idea di stabilità (caratteristica che dovrebbe essere la prerogativa principale di una residenza ) con tre soggetti (di solito, nelle residenze, è scelto un unico soggetto proprio per favorire la stabilità), e in che modo sarà garantita la qualità dei progetti e dei servizi per il territorio per favorire il circolo virtuoso di partecipazione – occupazione-turismo?
– se la Fondazione avrà i ruoli che sono stati esposti, cioè i servizi e un ruolo di coordinamento tra i soggetti, (ruolo non determinato nell’avviso di un anno fa e che fa cambiare completamente i parametri dell’Avviso) ci si chiede con quali persone specifiche e con quali competenze di settore la Fondazione svolgerà il delicato ruolo di coordinamento.
– chi dovrà essere il referente per i soggetti esterni alla ‘residenza’ che vorranno in futuro presentare dei progetti artistici e culturali e chi sarà la persona o il soggetto preposto a decidere se un progetto sia artisticamente valido o meno per essere supportato economicamente e/o logisticamente dalla Fondazione o attraverso eventuali contributi ministeriali, che come afferma il Sindaco, ognuno dei soggetti selezionati ha dichiarato di essere in grado di trovare?
– con quali criteri verranno gestiti e assegnati i fondi della Fondazione?
Auspichiamo, come operanti nel settore artistico ma anche come semplici cittadini fruitori del teatro, che la visione per la ‘Residenza teatrale’ sia più concreta, chiara e definita in futuro per poter dare una garanzia di stabilità e soprattutto qualità all’interno del territorio che naturalmente sfocerebbe in un introito positivo non solo a livello culturale ma anche turistico e quindi economico per tutto il nostro territorio bellunese.
Laura Zago
Susanna Cro
Stefano Fregni

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3 comments
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  1. Sembrano domande di buon senso. Vediamo se ci saranno o se ci sono risposte convincenti.

  2. Domande che resteranno quasi sicuramente senza risposta, ma non per cattivaria o maleducazione, ma perchè chi ha creato tutto ciò ha una competenza pressochè nulla su quanto sopra descritto e dunque “ignorante” in quanto non conosce o non sa nulla, o quasi nulla sugli argomenti trattati.
    Questo accade solo ed esclusivamente per volontà politiche e per interessi politici, tutto a discapito della colettività e del bene comune dei cittadini del territorio.
    Fino a quando la politica, nel senso dei partiti e dei voti che determinano il potere, avranno un peso importante nella CULTURA, la possibilità di avere il così tanto citato PLURALISMO sarà e rimarrà un miraggio …

  3. Ottime domande ma le risposte non saranno mai del tutto esaudienti
    Visto la intricata situazione con tre soggetti primi attori che dovranno gestire sto povero teatro
    L unico che ci rimette come al solito sara proprio lui lo stabile
    Domanda provocatoria serve un teatro a belluno?
    Interessati sono sempre gli stessi
    Nessuno e in grado di creare un seguito, non basta il teatro a polpet o il giovanni XXIIII?
    Vi parla uno che anche se fuori dal giro da un po di tempo osserva e se puo cerca sempre di aiutare tutti in campo artistico
    Proposta
    Per un anno il teatro aperto a tutti
    Un funzionario pubblico con un tariffario in mano con i vari costi gestionali si mette a disposizionoe di chi vuole usuffruire il teatro per una o piu giornate e cosi riesce a capire le varie proposte culturali dopo
    Un anno si tirano le somme
    Mamma mia una proposta indecente
    A presto