Saturday, 21 September 2019 - 02:50
direttore responsabile Roberto De Nart

L’autonomia della montagna in Costituzione. Il Senato approva emendamento frutto della collaborazione di Roger De Menech con il senatore Mauro De Barba e colleghi di diverse regioni. Anche la Lega Nord rivendica il successo

Ago 8th, 2014 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore
Roger De Menech, deputato Pd

Roger De Menech, deputato Pd

La montagna entra in Costituzione ed “è un altro piccolo storico risultato, un ulteriore passo concreto che consolida la possibilità di autogoverno del nostro territorio”. La soddisfazione del parlamentare bellunese Roger De Menech è giustificata. Nel tardo pomeriggio, il Senato ha approvato un emendamento che riconosce all’interno della Costituzione le arre vaste montane.

La formulazione prevede che “per gli enti di area vasta, tenuto conto anche delle aree montane, fatti salvi i profili ordinamentali generali relativi agli enti di area vasta definiti con legge dello stato, le ulteriori disposizioni sono adottate con legge regionale”.

Questo provvedimento, spiega De Menech “in sostanza blinda la riforma Delrio e conferma in Costituzione che lo Stato legifera sulle aree montane. Di conseguenza, le regioni devono adattare le proprie norme delegando funzioni, competenze e risorse”.

“Ora”, sottolinea il parlamentare bellunese, “la futura provincia governata dai sindaci potrà da un lato pretendere ulteriore autonomia alla Regione e dall’altro chiedere allo Stato che i provvedimenti tengano conto della montanità dei territori”.

Combinato con la legge di applicazione dell’art. 15 dello Statuto regionale, approvata la scorsa settimana, l’emendamento consolida il principio di autogoverno delle aree montane.

Al riconoscimento si è giunti grazie alla collaborazione con il senatore Mauro de Barba (primo firmatario dell’emendamento) e altri colleghi di diverse regioni. “Un particolare ringraziamento a De Barba”, conclude De Menech “per aver condotto in Senato una lunga e fruttuosa trattativa con i relatori della legge”.

 

 

raffaela bellot“La Lega Nord, dopo lo stop in Senato di mercoledì, ci riprova e questa volta va a segno – afferma la senatrice Raffaela Bellot –  . In un subemendamento presentato nel corso della discussione sulle riforme, il Carroccio strappa una maggiore indipendenza da Roma per i territori: ora saranno le Regioni a decidere sugli enti di area vasta definiti dalla riforma Delrio. Il testo è andato in votazione ed è stato approvato nel pomeriggio di giovedì, dopo che la maggioranza, ieri, aveva affossato l’emendamento del Carroccio per introdurre la piena autonomia della Provincia interamente montana di Belluno”.
“Con questa mossa la Lega Nord ha lanciato una scialuppa di salvataggio alle aree montane il giorno successivo all’abolizione delle Province – dice la senatrice del Carroccio Raffaela Bellot -. La Lega Nord, come promesso, ha fatto il possibile e l’impossibile per far passare l’autonomia, una richiesta sacrosanta. Dopo un primo tentativo, rigettato dalla maggioranza, di ottenere completa autonomia per i nostri territori, siamo arrivati a ottenere che sia la Regione ad avere competenze in materia”. “Con la chiusura su tutta la linea di Roma, ora potremo far valere le nostre ragioni a Venezia dove, per nostra fortuna, troveremo ben altri interlocutori”.
Share

4 comments
Leave a comment »

  1. ….ora potremo far valere le nostre ragioni a Venezia Dove, per nostra fortuna, troveremo ben altri interlocutori….
    ma, forse, alla signora Bellot, è sfuggito il comportamento dei Leghisti Ciambetti, assessore, e Caner, capogruppo dei consiglieri di Lega Nord, che hanno fatto di tutto per ostacolare quanto previsto dallo Statuto Veneto relativamente alle Aree di Montagna!

  2. solito fumo, siamo al nr.1.854mo “risultato politico storico” enfatizzato in tutte le salse: risultati meno di zero. Ridicoli.

  3. Ma di cosa state cianciando? Sia De Menech che Bellot , sia chiaro.
    Questo emendamento è la foglia di fico con cui vorreste coprire la vostra incapacità di fare squadra.
    Di province o aree montane non si farà più riferimento in Costituzione e dei Bellunesi si perderà traccia.
    Ben altra è stata la reazione di Sertori, presidente della Provincia di Sondrio, cui va il mio apperezzamento

  4. Ora la futura provincia dei sindaci del Bim potrà cominciare a scavare il prossimo buco.