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direttore responsabile Roberto De Nart

Serie di interventi di soccorso in montagna

Ago 7th, 2014 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

soccorso alpino cnsasDUE INTERVENTI SULLE MONTAGNE DI AURONZO

Auronzo di Cadore (BL), 07-08-14 Ieri sera attorno alle 21 la Stazione del Soccorso alpino di Auronzo è stata allertata dal 118 per un’emergenza sulle Tre Cime di Lavaredo. Due alpinisti polacchi erano infatti rimasti bloccati alla fine dello Spigolo Dibona, Cima Grande, incapaci di trovare l’uscita. Poco dopo, in una seconda telefonata si chiedeva aiuto, sempre in tedesco e sempre sulle Tre Cime. Parlando con l’interlocutore i soccorritori hanno però capito che si trattava di due situazioni diverse: nel secondo caso, padre, madre e due figlie di 15 e 12 anni della Germania erano in difficoltà non sulle Tre Cime, bensì sulla ferrata del Paterno, dicevano all’altezza circa della Forcella del Camoscio. Contattati direttamente, i due alpinisti hanno detto ai soccorritori di essere attrezzati a bivaccare in parete e poter aspettare l’intervento all’alba, visto che le squadre a piedi avrebbero in ogni caso impiegato diverse ore per risalire sulla normale e calarsi. Undici soccorritori, compresa la Forestale, sono invece subito partiti per il Sentiero delle forcelle, o ferrata Innerkofler, che dal Paterno porta al Rifugio Pian di Cengia, per raggiungere la famiglia tedesca. I quattro escursionisti, probabilmente sbagliando a leggere la relazione, erano partiti alle 16 dal Rifugio Auronzo, convinti di completare l’anello in 3 ore e rientrare, mentre in realtà per il giro completo ce ne vogliono almeno il doppio. Arrivate in jeep a Forcella Lavaredo, le squadre hanno poi proseguito a piedi, illuminando il percorso con le frontali. Giunte a Forcella del Camoscetto, hanno ritrovato la famiglia, provata dal vento freddo e dalla stanchezza, senza abbigliamento adatto alle temperature e con le bambine impaurite. I soccorritori hanno prima dato loro indumenti per coprirsi e bevande calde. L’animo si è subito risollevato e, una volta assicurati alle corde, i 4 escursionisti sono stati aiutati a ripercorrere la strada già fatta, più breve rispetto alla scelta di proseguire, fino a forcella Lavaredo e poi in jeep al Rifugio Auronzo. L’intervento si è concluso verso le 2.30. Questa mattina, invece, appena la nebbia lo ha permesso, alle 7 circa è decollato l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore in direzione della Cima Grande di Lavaredo. I due alpinisti polacchi, R.P., 37 anni, e J.R., 42 anni, residente a Londra, si trovavano una cinquantina di metri sotto la Cengia anulare, che ieri sera non erano riusciti a individuare. Recuperati con un verricello di 20 metri, sono stati trasportati al rifugio Auronzo.

 

INTERVENTI IN MONTAGNA

Belluno, 06-08-14  La Stazione del Soccorso alpino della Val Comelico, con due soccorritori della Guardia di finanza, è intervenuta sopra Passo Monte Croce Comelico, nel comune di Comelico Superiore, per la chiamata di un cercatore di funghi infortunatosi in un bosco a seguito di una caduta. Dopo aver individuato l’uomo, L.P., 62 anni, di Vittorio Veneto (TV), i soccorritori lo hanno trasportato, con un sospetto trauma alla caviglia, fino al parcheggio, dove attendeva la moglie per accompagnarlo autonomamente all’ospedale di San Candido. L’elicottero dell’Aiut Alpin Dolomites di Bolzano è stato invece inviato a forcella Lavaredo, Auronzo di Cadore. Lì una ragazza di 16 anni era stata colta da un improvviso forte malore. Raggiunta prima dal gestore del Rifugio Lavaredo, membro del Soccorso alpino di Auronzo, la giovane è stata imbarcata dall’eliambulanza sopraggiunta nel frattempo e portata all’ospedale di Brunico per le cure del caso. Lo stesso soccorritore si è poi recato da un escursionista che, caduto sempre nella zona di Forcella Lavaredo, si era sentito poco bene. L’uomo, che si stava riprendendo, è stato accompagnato dal soccorritore fino al Rifugio Lavaredo. Il 118 ha poi indirizzato l’elicottero dell’Aiut Alpin Dolomites verso il sentiero 601, che da Passo Pordoi conduce al Rifugio Belvedere, per una persona che lamentava un dolore al torace. Dopo averla imbarcata con l’aiuto di un tecnico del Soccorso alpino di Livinallongo, l’eliambulanza si è poi diretta all’ospedale di Brunico.

 

NUMEROSI INTERVENTI SULLE MONTAGNE DI CORTINA

Cortina d’Ampezzo (BL), 06-08-14   Attorno alle 14, l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore è intervenuto lungo il sentiero n.9, che da Ra Stua porta al rifugio Fodara, per soccorrere un turista di Roma, M.C., 61 anni, colto da grave malore. Prestategli le prime cure immediate, l’uomo è stato recuperato con un verricello e trasportato all’ospedale di Belluno. La Stazione del Soccorso alpino di Cortina è stata inviata dal 118 al rifugio Biella per un’escursionista, E.C., 29 anni, di Dobbiaco (BZ), infortunatasi al ginocchio e, durante il tragitto di rientro in jeep, ha inoltre caricato a bordo un ragazzo di Pescara, P.D., 19 anni, con un probabile trauma alla caviglia. Accompagnati a valle, entrambi si sono allontanati autonomamente. Nello stesso momento i soccorritori della Guardia di Finanza si recavano in fuoristrada sul sentiero che conduce a Malga Federa, dove una donna di Treviso, F.P., 68 anni, si era fatta male a una caviglia, per poi accompagnarla al pronto soccorso del Codivilla. La Stazione di Cortina e i soccorritori del Sagf sono quindi stati mandati dal 118 sul sentiero n.402, sopra Passo Falzarego, per un trauma alla caviglia. Arrivati sul luogo, l’infortunato, G.L. 56 anni, statunitense, era già stato trasportato sulla strada dal quad del personale degli impianti del Lagazuoi. I soccorritori sono comunque rimasti nella zona per eventuale supporto in una nuova emergenza. L’eliambulanza del Suem di Pieve di Cadore stava infatti sopraggiungendo in aiuto di un escursionista affaticato sulla Ferrata degli alpini del Col dei Bos. L’uomo, I.M., 37 anni, rumeno, recuperato con un verricello, è stato accompagnato all’ospedale di Pieve di Cadore per i dovuti accertamenti.

 

 

SCIVOLA SU UNA FRANA

Gosaldo (BL), 06-08-14 Partito per un giro dalle ultime case di Pattine di California, C.M., 74 anni, di Milano si è trovato ad attraversare un tratto franato del sentiero. Cercando di superare il ripido punto ghiaioso dall’alto, l’uomo è scivolato rotolando per una decina di metri, fermato dai rami di una pianta caduta. Questo accadeva verso le 16 – 16.30, ma è solo poco prima delle 20 che è scattato l’allarme, quando i famigliari, che conoscevano le sue abituali passeggiate, non vedendolo rientrare sono andati a cercarlo e lo hanno visto bloccato lungo la frana. L’uomo non era in grado di muoversi ed è quindi stato necessario l’intervento del Soccorso alpino di Agordo. In 11 hanno raggiunto il luogo dell’incidente. Una volta scesi dall’infortunato, con un probabile trauma toracico, lo hanno imbarellato, sollevato per contrappeso e spostato di traverso fino al sentiero, per poi trasportarlo a valle alla strada e affidarlo all’ambulanza diretta all’ospedale di Agordo per le cure del caso.

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