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direttore responsabile Roberto De Nart

Scuola. La lotta all’ultimo sangue dei precari per i punti e il passaggio in ruolo

Ago 6th, 2014 | By | Category: Lettere Opinioni, Prima Pagina, Scuola

Alla luce della recentissima pubblicazione delle graduatorie provinciali che ogni 3 anni garantisce o meno la sopravvivenza del popolo precario che da decenni transita da una provincia all’altra gradirei fare alcune osservazioni che altri nella mia stessa situazione, a forza di ingoiare rospi grossi quanto una casa e avendo avuto lese le corde vocali, non fanno……e riguardano prevalentemente gli inserimenti di candidati che:

a)      sono consapevoli che, in seguito ai tagli agli organici che hanno colpito prevalentemente le regioni del sud non avrebbero opportunità lavorative;

b)      inseguono il sogno di stabilizzarsi attraverso il tanto agognato ruolo.

Ritengo che il loro sia un diritto incontestabile, così come il mio che, per scelte di vita che non sto qui a raccontare, ho deciso anni fa di trasferirmi in questa città, di viverci e lavorare dove mi si offre la possibilità, anche in zone disagiate e distanti, con un contratto la cui data di chiusura coincide con l’inizio delle vacanze scolastiche (non retribuite ma allietate dal sussidio di disoccupazione che mi basta appena per pagarmi l’affitto), e non per volere del dirigente di turno ma a causa di un dispositivo assurdo nonché inquietante che sta prendendo prepotentemente piede in tutto il mondo del lavoro.

Le notizie che giravano nei giorni scorsi riguardo ad alcune province della Toscana e Lombardia erano a dir poco angoscianti: un esercito di meridionali armati solo e soltanto di “punti”, non pistole e cannoni ma “punti, numeri” maturati, acquisiti, comprati grazie a un mercato le cui dinamiche non sono molto diverse da quelle di chi tenta la fortuna al gioco per sperare in una vita migliore.

Poi la notizia è stata rettificata, non erano tutti meridionali…….è emerso che in provincia di Mantova, a precedere la prima della vecchia graduatoria, i 58 inclusi sono tutti provenienti dalle province limitrofe; la provincia di Lucca, con i suoi 154 inseriti in testa alla graduatoria, oltre a Siena con 37, Perugia con 44 e altre confermavano invece che la provenienza delle nuove iscritte era dell’ex regno borbonico.

Ma vediamo ora quali sono le strategie utilizzate (e legalizzate ) per far sì che il malloppo (dei punti) diventi sempre più consistente e riesca utile a raggiungere l’obiettivo (il ruolo):

a)      punteggio acquisito durante il servizio prestato in scuole riconosciute paritarie ma che non hanno alcun requisito per essere considerate tali, e questo per una legge scellerata che ha fatto contenta una buona fetta di elettorato, preti e monache compresi.

b)      “titoli”, nonché crediti maturati seguendo corsi on-line con relativa tesina finale che aggiungono punteggio a quello relativo al servizio, rigorosamente a pagamento.

Ora, a proposito delle scuole riconosciute paritarie ho sempre in mente una storiella che, ahimè, avrei tanto voluto registrare per offrire la prova che non è mio costume raccontare frottole: anni fa una collega campana raccontava che le scuole “santificate” dal M.P.I. usavano “confezionare” 2 tipi di contratti di lavoro:

  1. si risulta assunti, non si lavora presso la struttura ma bisogna “pagare”;
  2. si lavora in condizioni estreme ma non si viene retribuiti.

E’ chiaro che i “punti” servono, oltre ad avanzare nelle graduatorie provinciali, a cucire le bocche, e le ferite di tanti che pur non ammettendo queste modalità, accettano a denti stretti l’ignobile ricatto.

Considerando i titoli, invece, pare non sia una specialità prettamente “meridionale” ma bensì una modalità che da Trieste a Trapani si va spandendo a macchia d’olio e consiste nel foraggiare un sistema corrotto, spremere soldi ai precari che di soldi ne hanno sempre meno di chi ha fatto, meritatamente o meno, “carriera” e illudere la povera gente che staziona nelle graduatorie che aggiungendo punti (non più di 10 dilazionati in base ai crediti) potranno conquistare la stabilità lavorativa.

Siddetto sistema è chiaro ch’è stato studiato a tavolino e se l’espressione non turba gli animi più sensibili userei la parola “terrorismo”: la paura di essere superati da chi sta dietro diventa una priorità e una lotta all’ultimo sangue, ci si iscrive in gran segreto ai corsi come nei club massonici in modo da non farsi superare da chi potenzialmente potrebbe, ci si guarda in cagnesco e ci si fa la guerra per una paga da fame……..ma è così che si assoggettano gli individui…….che si lasciano assoggettare.

C’è poi un altro episodio, più recente ma non meno raccapricciante: a giugno scorso, su un treno regionale che da Roma è diretto a Napoli, ho incontrato una maestra della provincia di Caserta che lavora in una scuola comunale della provincia romana che mi diceva di aver ricevuto la proposta di poter “comprare” punti con un corso “in giornata” ossia: 3 punti/600euro/8 ore di corso: che figata!!!!

Il terrorismo che periodicamente il precario, specie quello con una coscienza civile subisce è inenarrabile…….complici anche i sindacati che dovrebbero tutelare quei pochi diritti che i nostri padri hanno faticosamente conquistato ma che, al varcare la soglia di qualunque esso sia , prima del “buongiorno” ti si chiede se si è già tesserati, o peggio, da questi angeli del soccorso civile ti viene anche rinfacciato che loro lavorano per noi, come quella che mi diceva che non fa vacanze da 10 anni…….ma come fa una che non fa valere i suoi diritti (che dò per scontato conosca) a rappresentare chi ne ha meno di lei?!? Robe da matti……..

Siamo ombre, e un stato puttanaio ci tiene in ostaggio, non possiamo fare progetti né a lunga né a breve scadenza: alcuni giorni fa sul sito dell’UST di Belluno compariva l’avviso che la graduatoria sarebbe stata pubblicata probabilmente dopo il 5 agosto, il giorno dopo era stato corretto al 1……e i tempi per fare un eventuale ricorso sono stati ridotti a 5 giorni…..c’è da andare in giro con il P.C appeso al collo, niente vacanze, niente svaghi, così come la sindacalista che lamentava (o si vantava?) di non prendersi ferie da un decennio……e in più, ogni anno, bisogna affilarsi gli artigli per difendersi dalla tracotanza di alcune colleghe i cui anni di anzianità spesso non collimano con la professionalità e il cui obiettivo primario sembra essere quello di farti sentire “provvisoria”.

Belluno per questa volta non è stata “invasa”, ma come andrà quando le graduatorie verranno aggiornate, e riaperte,  e l’ansia, la rabbia, la diffidenza, il sospetto condizionerà le nostre fragili esistenze a servizio di un manipolo di furfanti al potere?

Buoni giorni.

Annamaria Fiume

 

 

 

 

 

 

 

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2 comments
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  1. Al supermercato ci sono due numeri distinti uno per il banco del pane e l’altro per il banco dei salumi, non esiste che io prenda il numero del pane perchè c’è meno gente e poi mi metta in fila ai salumi; nella scuola invece è così.

  2. La speranza è che questo articolo sensibilizzi le persone a far valere i propri diritti da uno stato che di giorno
    in giorno ci sta togliendo libertà e dignità!
    Franco