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Vertenza Acc. La soddisfazione di Confindustria Belluno Dolomiti per l’accordo firmato a Roma

Ago 4th, 2014 | By | Category: Lavoro, Economia, Turismo, Prima Pagina

Belluno, 4 agosto 2014 – Il presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, Gian Domenico Cappellaro, esprime grande soddisfazione per l’accordo sottoscritto oggi (lunedì 4 agosto 2014) al Ministero per lo Sviluppo Economico, che rappresenta un ulteriore essenziale passo in avanti verso il passaggio degli impianti dell’Acc all’azienda cinese Wanbao.

Gian Domenico Cappellaro

Gian Domenico Cappellaro

«Attendiamo ora la firma del preliminare d’acquisto in programma a fine mese – commenta Gian Domenico Cappellaro – con la quale si chiuderà positivamente una vertenza estremamente complessa.

Sarà così garantita la continuità produttiva e occupazionale, in un momento molto delicato per il nostro sistema manifatturiero.

Voglio ringraziare tutti i soggetti coinvolti in questa vicenda per la responsabilità e la coesione dimostrate: le forze sociali e i rappresentanti della politica locale e regionale, il Mise e soprattutto il commissario straordinario Maurizio Castro».

 

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2 comments
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  1. Mi fa piacere che Cappellaro sia soddisfatto per l’accordo,
    personalmente trovo sia una prima pietra per la totale rovina dei lavoratori Italiani,
    accettare le “regole” dei Cinesi equivale a buttare alle ortiche i diritti dei lavoratori, diritti conquistati con il sudore e con dure battaglie ed ora in nome della crisi accettiamo qualsiasi cosa,
    l’Italia sarà la Romania del domani!

  2. Ripeto quello che ho già scritto su altro post. A parte quattro mosche bianche, i industriali sono quelli che girano con il SUV pagato da noi. Perchè si, tutte le macchinone che una volta, ora meno, si vedevano sfrecciare alla volta di Cortina erano macchine aziendali, pagate cioè per il 50% da tutti noi. Dopo è arrivata l’era della cassa integrazione. Chi si ricorda quando si mandavano in cassa integrazione i lavoratori ed, il giorno dopo, si andava dagli ultimi rimasti a domandare se volevano fare straordinari perchè non riuscivano a stare dietro agli ordini? Successivamente si è arrivati alla delocalizzazione perchè, per legge, il prodotto prodotto all’estero e assemblato in Italia, è prodotto italiano. Ora siamo arrivati alla vendita. E il bello è che siamo anche soddisfatti.