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Specificità. Cappellaro: “Piccolo ma importante passo in avanti. Ma senza risorse e un ente che funziona gli sforzi potrebbero essere vanificati”

Ago 1st, 2014 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina
Gian Domenico Cappellaro presidente Confindustria Belluno Dolomiti

Gian Domenico Cappellaro presidente Confindustria Belluno Dolomiti

Belluno, 1 agosto 2014 – «Un piccolo ma importante passo in avanti verso l’autogoverno del territorio». E’ soddisfatto il presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, Gian Domenico Cappellaro, per l’approvazione in aula della legge che dà attuazione all’articolo 15 dello statuto regionale, trasferendo alla Provincia di Belluno e agli altri enti locali poteri e risorse in materia di politiche transfrontaliere, minoranze linguistiche, governo del territorio, risorse idriche ed energetiche, viabilità e trasporti, forestazione, caccia e pesca, sostegno e promozione delle attività economiche, dell’agricoltura e del turismo. «Con un apprezzabile gioco di squadra e con il sostegno della comunità bellunese – aggiunge Cappellaro – i tre consiglieri della nostra provincia sono riusciti a ottenere un risultato politico significativo. Attenzione, però, a non creare false illusioni: non c’è nulla di storico né di epocale e, soprattutto, non c’è alcun effetto pratico immediato. Il divario con i territori limitrofi a statuto speciale resta abissale».

Due le criticità che, per il presidente degli industriali bellunesi, rischiano di vanificare gli sforzi profusi e di peggiorare ulteriormente la situazione se non saranno risolte. «La prima – spiega – è relativa alle risorse. E’ fondamentale che siano garantiti fondi adeguati all’esercizio delle funzioni che la Regione Veneto ha trasferito alla Provincia di Belluno. Sino a quando non avremo la garanzia di risorse certe, la specificità continuerà ad essere un mero riconoscimento formale. Purtroppo, viste la tendenza accentratrice che si è manifestata negli ultimi anni e l’intenzione di cancellare l’ente Provincia, non c’è da stare molto tranquilli».

«La seconda criticità – prosegue Gian Domenico Cappellaro – riguarda la funzionalità dell’amministrazione provinciale, così come è stata ridisegnata con la legge Delrio. Affidare maggiori competenze, alcune anche strategiche per lo sviluppo socio-economico di un territorio, a un ente ridimensionato e depotenziato che si appresta ad essere cancellato è di per sé un paradosso, accentuato dall’incertezza che ancora permane sulle caratteristiche della governance di area vasta prevista dalla riforma al Titolo V della Costituzione. E’ arrivato il momento che il governo nazionale si esprima con chiarezza su questo aspetto decisivo».

«Dato l’attuale assetto – dice ancora Cappellaro – è comunque difficile pensare che un sindaco, per di più senza indennità aggiuntiva, possa governare funzioni impegnative come la viabilità, i trasporti o il turismo, assumendosi le responsabilità politiche che questo comporta». «Ecco perché – conclude il presidente di Confindustria Belluno Dolomiti – la proposta del primo cittadino del capoluogo, Jacopo Massaro, potrebbe essere il giusto compromesso: se il governo vuole mantenere le Province enti non elettivi, che almeno permetta all’assemblea dei sindaci di nominare un presidente e una giunta esterni, in modo che possano dedicare il tempo necessario al governo del nostro territorio. Se così non sarà, il riconoscimento della specificità rischia di essere davvero un pericoloso salto nel buio: non vorrei che la giusta esultanza per il risultato raggiunto si trasformasse presto in delusione. Sarebbe una sconfitta per tutti, questa sì storica».

 

 

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