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Imprese venete tra le più puntuali nei pagamenti commerciali. Belluno medaglia d’oro. Dal 2010 però crescono del 150% i ritardi di oltre un mese

Apr 29th, 2014 | By | Category: Lavoro, Economia, Turismo, Riflettore

Le imprese della Provincia di Belluno sono le più puntuali del Veneto. Nel primo trimestre 2014 il 50,7% delle imprese della provincia di Belluno ha pagato alla scadenza le fatture ai propri fornitori, mentre il 41,6% ha saldato con un ritardo fino a 30 giorni oltre il termine e il 7,7% con un ritardo superiore ai 30 giorni. Una performance migliore sia della media regionale (46,8% di imprese puntuali, nettamente superiore alla media italiana) che di quella nazionale (38% di imprese virtuose). Si segnala però il peggioramento dei ritardi gravi, più che raddoppiati in 4 anni, passati dal 3,1% del 2010 al 7,7% attuale.

Marco Preti, Ad Cribis

Marco Preti, Ad Cribis

È quanto si evince dallo Studio Pagamenti 2014 realizzato da CRIBIS D&B, la società del Gruppo CRIF specializzata nelle business information, che ha analizzato i comportamenti di pagamento delle imprese venete nel primo trimestre 2014.
La classifica della puntualità a livello regionale vede, dopo Belluno, piazzarsi la provincia di Verona con il 49,7% di imprese puntuali, Rovigo (48,6%), Treviso (47,7%), Vicenza (47%) e Padova (46,8%). Chiude Venezia con solo il 41,2% di imprese virtuose e l’11% di ritardi oltre i 30 giorni. Nel primo trimestre dell’anno in corso invece ben il 46,8% delle imprese della Regione ha saldato puntualmente le fatture ai fornitori, mentre il 43,7% ha regolato i conti con un ritardo fino a 30 giorni dai termini concordati e il 9,5% oltre i 30 giorni.
Dall’analisi del trend si osserva che, nonostante un aumento del 15,3% dei pagamenti puntuali rispetto al 2010, i ritardi superiori ai 30 giorni sono aumentati del 150%. A dimostrazione che anche in Veneto in questi ultimi anni sono cresciute le difficoltà delle imprese a onorare gli impegni assunti entro i termini concordati.

“Nel nostro Studio abbiamo registrato delle dinamiche che in questi ultimi anni hanno caratterizzato in modo significativo la vita delle imprese – commenta Marco Preti, Amministratore Delegato di CRIBIS D&B -. Prima di tutto continua il processo di istituzionalizzazione dei ritardi nei pagamenti commerciali, cioè la trasformazione dei ritardi in termini contrattuali: le imprese non vogliono perdere clienti e fatturato e quindi concedono qualcosa nei termini di pagamento. Secondariamente alcune imprese non riescono più a stare sul mercato e ritardano oltre modo il saldo delle fatture. Basti pensare all’andamento dei fallimenti, che hanno raggiunto quota 3.823 nel primo trimestre del 2014, con una media di 58 chiusure al giorno, due ogni ora. Nonostante alcuni segnali di timido miglioramento non bisogna però abbassare la guardia in quanto rimane ancora rilevante il numero di imprese che non onorano gli impegni entro i termini contrattuali”.

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