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Quale Euregio per la provincia di Belluno?

Apr 28th, 2014 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

 

Il fiume Piave e il Ponte della Vittoria

Il fiume Piave e il Ponte della Vittoria

L’arrivo in provincia di Belluno dell’onorevole Herbert Dorfmann, la cui candidatura al Parlamento europeo è sostenuta dal movimento autonomista bellunese Bard, è un’occasione per guardare anche con gli occhi dei vicini le opzioni che giacciono nei cassetti della politica, ai quali si attinge puntualmente in campagna elettorale.

Se parliamo di Euregio vi sono almeno tre ipotesi sul piatto.

Quella pan-tirolese, come qualcuno ha definito, che vede un progetto comune di collaborazione ristretto a tre aree geografiche: il Tirolo, l’Alto Adige e il Trentino, secondo un progetto nato dall’accordo transfrontaliero Austria-Italia del 27 gennaio 1993, che vanta dall’ottobre del 1995 un ufficio di rappresentanza comune alle tre provincie a Bruxelles, oltre alla convenzione del 1998 tra le tre giunte provinciali.

E, per il momento, la nostra provincia non fa parte di questo Euregio.

L’onorevole Dorfmann proprio oggi ha illustrato l’ipotesi di una Macroregione alpina, che egli si impegna a sostenere in caso di elezione al Parlamento europeo, di cui andrebbero a far parte il Trentino Alto Adige / Sudtirol, la provincia di Belluno e altri territori ricompresi entro la Convenzioni delle Alpi (Carnia).

Ma c’è anche una terza ipotesi di Euregio in salsa veneziana nei cassetti di Palazzo Balbi, sottoscritta il 27 novembre del 2012 che coinvolge le Regioni italiane del Veneto e del Friuli Venezia Giulia ed il Land austriaco della Carinzia.

Certo, sono solo proposte e convenzioni di collaborazione transfrontaliera sovrapponibili, che contengono però delle potenzialità di sviluppo per future forme di autonomia.

E allora l’interrogativo è: quale Euregio vogliamo per Belluno?

 

(rdn)

 

 

 

 

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3 comments
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  1. ma per piacere…

  2. Credo sia più naturale ed utile quella che guarda ad ovest e al tirolo.

  3. Ringrazio la redazione per avermi messo a conoscenza dell’esistenza della “terza ipotesi”, il GECT:
    vista la cartina sembra la riedizione della veneta serenissima repubblica con mire espansionistiche in Carinzia e Slovenia (forse nel tentativo di recuperare alcune aziende delocalizate).
    Vale anche la pena di notare che nello statuto del GECT non esite la parola “montagna”.
    Certamente questo è un “modello di collaborazione” che vede la presenza di una forte area urbana egemone e una periferia subordinata o meglio asservita alle città, picerebbe molto al ministro Del Rio e ai suoi affiliati locali che vogliono proporci il modello di Lione o Barcellona come soluzione alle nostre necessità.
    Andando a votare per il parlamento europeo possiamo scegliere se farci rappresentare da uno che vive in un comune di 2700 abitanti a 851 metri slm. che sostiene un modello di vita alpino autogovernato dai propri abitanti oppure da qualche cittadino che magari si definisce amico e conoscitore della montagna perchè ci viene in vacanza due settimane all’anno.
    Se invece vi appassiona la politica di porta a porta o di ballarò allora votate pure secondo coscienza (degli altri) e dimenticate chi siete e dove abitate.
    Sani.