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Dorfmann a Pieve di Cadore, l’autonomia di Belluno e l’Euregio

Apr 26th, 2014 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

 

Herbert Dorfmann (foto di Giuliano Bond)

Herbert (foto di Giuliano Bond)

Herbert Dorfmann ha incontrato i bellunesi questo pomeriggio al Gran Caffè Tiziano di Pieve di Cadore.

45enne europarlamentare uscente, membro della Commissione agricoltura e sviluppo rurale, nativo di Bressanone, laureato in Scienze agrarie, per un decennio direttore dell’associazione dei contadini altoatesini (Südtiroler Bauernbund). Professore alla scuola agraria di Ora, e direttore del Dipartimento di agricoltura della Camera di commercio diBolzano. Quale esponente della Südtiroler Volkspartei, aderente al Partito popolare europeo (PPE) con PDL e UDC.

A sostenere la sua candidatura alle elezioni europee di domenica 25 maggio è il movimento del Bard, (Belluno autonoma Regione Dolomiti). Particolare, quest’ultimo, non di poco conto, poiché, piaccia o no ai professionisti nostrani della politica, quando il Movimento Bard chiamò i cittadini a firmare per il referendum sull’autonomia bellunese, furono in 17mila a rispondere. Il Bard sostiene la necessità di avere un rappresentante che segua a Bruxelles gli interessi del Bellunese. Un uomo abituato a lavorare per e con il territorio di montagna, e indica in Herbert Dorfmann la persona giusta.

E tuttavia, la domanda che da più parti si leva è la seguente: perché mai un politico che fa parte dell’ingranaggio che consente al Trentino – Alto Adige di trattenersi 6-7 miliardi l’anno di risorse pubbliche dovrebbe rappresentare le istanze della comunità bellunese?

Un nostro lettore sudtirolese, vicino al sito http://www.salto.bz/it ci ha dato alcuni chiarimenti su come viene vissuta la questione dalle sue parti.

“Non sappiamo neanche noi Sudtirolesi se Dorfmann è bravo o meno. Di sicuro non è un rappresentante della regione italiana di nome Dolomiti. Lui è un rappresentante dell’Euregio che facciamo insieme al Tirolo austriaco e il Trentino. Magari la faremo anche insieme con il Vorarlberg. Quindi se volete participare al nostro futuro chiedete voi stessi se volete far parte all’Euregio. La regione italiana TAA non è mica una visione, è un mezzo per arrivarci. È per questo che la regione Dolomiti non è sexy per noi, ma potrebbe essere un mezzo molto valido”.

Euregio

Euregio

Tanto per capirci, le tre aree che compongono l’Euregio sono il Tirolo, l’Alto Adige e il Trentino, un progetto comune di collaborazione transfrontaliera delle regioni che componevano il Tirolo storico. Il progetto nasce il 27 gennaio 1993, quando Italia e Austria concludono un accordo sulla collaborazione transfrontaliera. Nell’ottobre del 1995 viene aperto un ufficio di rappresentanza comune alle tre provincie a Bruxelles, nonostante le critiche da parte del governo italiano. E nel 1998 le tre giunte provinciali sottoscrivono una propria convenzione sulla collaborazione transfrontaliera che coincide temporalmente all’apertura delle frontiere del Trattato di Schengen del 1985. (fonte Wikipedia, l’enciclopedia libera).

Il nostro lettore sudtirolese, per meglio farci comprendere la loro posizione, aggiunge anche alcuni interessanti particolari storici.

“Fodom, Col e Anpezo hanno sempre fatto parte della nostra unione tirolese affinché i fascisti hanno tolti loro nel 1929. (Come hanno tolti Pedemonte, Cassotto, Magasa, Valvestino). Quindi non sono i nostri cugini vicini. Sono proprio i nostri fratelli (e sorelle certamente). Dal 1919 in poi la storia dell’Alto Adige non è stata nient’altro che un difficile a faticoso bilanciamento fra i gruppi etnici. E siccome da noi c’è tanta sensibilità verso le minoranze etniche e linguistiche, i ladini delle valli alto atesini sono protetti dal nostro statuto e vediamo bene che i ladini tirolesi non hanno mai ricevuto una protezione simile dal governo provinciale di Belluno. Prima però dobbiamo trovare una soluzione per Fodom, Col, Cortina, Magasa, Valvestino, Cassotto, e solo poi possiamo generare speranze e fare promesse ad altri. Sarebbe un errore storico aprire le porte per Lamon, Taibon… Il nostro sogno non è una super regione italiana, ma è l’Euregio. L’idea dell’Euregio non è quella di spostare i confini nazionali, ma è un concetto europeo postnazionale che lascia esprimere comunità a chi la sente ( e chissà magari qualche elemento di autogoverno, chiamalo autonomia per ora). In questa definizione la super regione Dolomiti potrebbe essere quella parte dell’Euregio che sta sul territorio dello stato italiano. Avere una provincia dentro nella nostra regione italiana che non vuol far parte dell’Euregio invece, non mi pare sia una ipotesi che ci interessa”.

Più chiaro di così…

Roberto De Nart

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24 comments
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  1. Prendere l’opinione di uno e crearci attorno un articolo mi sembra un pò pochino francamente. I 18600 Bellunesi che han firmato per l’autonomia ed il 53% desgli elettori che AIRE esclusachan votato per i referendum dicono che l’area omogenea alpina ha una sua valenza. Spiace Roberto che non cosa quanto di più ci possa essere oltre il muro.

  2. ..che non si possa comprendere quanto di più..

  3. …poi spero tu possa venire Lun. Prossimo al centro Rossi per la Conferenza stampa dove potrai conoscere meglio il candidato Herbert Dorfmann. Ciao.

  4. un po scarno ed insipido per essere un articolo finito nella rubrica “riflettori”…magari si poteva tentare di accendere la luce su alcuni dei temi discussi durante l’incontro…chissà che lunedì ci sia la possibilità di dare un’informazione più dettagliata ed aderente alla realtà…

  5. Dorfmann non dorme la notte per Belluno.

  6. Magnifico, Giovanni Tessarolo, fate propaganda contro Dorfmann per difendere gli agrumi di Sicilia. A voi interessa lo sviluppo della Marmolada o dell’Etna?

  7. Sul l’articolo suggerirei a Roberto de Nart di non seguire troppo i pan-tirolesi e di riflettere sulle potenzialità di sviluppo dell’area dolomitica, contattando eventualmente Durnwalder, Dellai, Cogo.

  8. Su salto.bz c’è anche questo, allora

    in Alto Adige le cose sono state pianificate per bene, il territorio è stato valorizzato e la Sammelpartei ha fatto bene il suo lavoro. Nel bellunese di Sammelpartei neanche l’ombra e le teste fine della Dc veneta di un legame istituzionale con il vicino Trentino Alto Adige non ne hanno mai voluto sapere.

    http://www.salto.bz/it/article/19042014/la-gente-e-davvero-incazzata-nera

  9. Credo sia opportuno che invece di riportare notizie di seconda mano, si venga a intervistare direttamente il candidato Herbert Dorfmann domattina a Belluno. L’articolo è, dal mio punto di vista, poco chiaro. Grazie per la disponibilità a venire domani al centro Rossi !

  10. Solo chiacchiere da campagna elettorale …. Servono 50000 preferenze per andare a Strasburgo e vanno bene anche se vengono dai bellunesi illusi dalle stupidaggini della Euroregio e dintorni. Poi Dorfmann sparirà per altri cinque anni …

  11. Detto da un Ladino…

  12. Vincenzo…ma tu in definitiva cosa proponi?

  13. I Ladini, caro Tomaso, fra dieci anni non esisteranno più, e questo grazie ai tedeschi dell’Alto Adige. Per i quali il BARD, legittimamente si intende, oggi fa campagna elettorale. Forse che il bellunese sarà un protettorato tedesco settant’anni dopo? La domanda non è né retorica né peregrina perché a Bolzano, e questo dovrebbe essere chiaro, è la maggioranza tedesca che detta la linea. Detto questo, a proposito di Euroregio, vorrei conoscere gli atti politici impegnativi – non i comizi da campagna elettorale, non le chiacchiere, non il Dorfmann che ha bisogno di preferenze – che i Bolzanini e i Trentini hanno votato o che hanno intenzione di votare a favore di questo progetto. Quando avranno messo nero su bianco che sono a favore della Euroregio, rinunciando a buona parte dei loro privilegi, ne riparliamo. Nel frattempo il BARD intende firmare cambiali in bianco alla SVP? Si accomodi. Io, per quanto mi riguarda – per rispondere all’amico Adolfo – sono e sarò sempre della idea che il bellunese – lo dice la storia, la cultura, la geopolitica – deve recuperare il rapporto con Venezia. Se qualcuno pensa di liberarsi dal “giogo” di Venezia per raggiungere la “libertà” di Bolzano, si accomodi. Prima gli consiglio, però, di studiare un poco di storia, non solo quella recente …

  14. Caro amico Vincenzo, ognuno può pensare come vuole. A me piace pensare che di qua e di là dello spartiacque ci sia gente che vuol cambiare quella che tu chiami storia ed io chiamo passato. Perchè se non cambiamo, tempo 30 anni e non scompariranno solo i ladini, i Cimbri e le minoranze in genere. Scompariranno i montanari e con essi quel carico di sapere che rendono magici i tuoi scritti.

  15. Caro Vincenzo, sono perfettamente in linea con te quando affermi che dobbiamo studiare la storia.
    Credo però che tale studio ci porterà non su posizioni contrapposte, bensì a un livello di comprensione tale che tutte le componenti culturali “bellunesi” potranno collaborare insieme per il nostro bene.
    Sono più i punti di contatto che non quelli di frizione. Credo inoltre che solo l’unità della Provincia, pur con tutti i problemiche si trascinano da decenni, potrà portere al risultato che tutti auspichiamo.
    Non si deve assolutamente partire solo da considerazioni economiche.

  16. Essere d‘accordi e l’una, tanto conta che parliamo…

    Nella vicenda Dorfmann certo che lui sta facendo una campagna elettorale. È parte che del gioco democratico che in questa fase i politici fanno delle promesse. Quindi adesso è il tempo per chiederne (se poi ancora contano un centesimo dopo le elezione è una domanda valida che potete chiedere a lui come a altri) e l’incontro è un’occasione. Lasciatemi segnalare un articolo dove Dorfmann viene presentato come candidato dell’Euregio,
    http://www.salto.bz/de/article/25042014/dorfmann-il-candidato-transfrontaliero-che-crede-alleuropa

    e un altro (in lingua tedesca) dove proprio questo fatto viene criticato dagli altri candidati.
    http://www.salto.bz/de/article/26042014/eu-wahlen-wie-wird-man-euregio-kandidatin

    Senza volendo fare pubblicità vi lascio la notizia che anche li da noi c’è un po’ di democrazia e ci sono piú di un candidato solo. C’è il Pius Leitner dei Freiheitlichen che hanno fatto un deal con la Lega Nord e c’è Oktavia Brugger che batte con i Verdi sostenendo Tsipras. In Trentino ci sono altri ancora. Quindi dialogando con il solo Dorfmann probabilmente esclude qualche opinionista politico, ma lo dico completamente neutrale da parte mia. Il rapporto fra provincie e il rapporto fra partiti non è esattamente la stessa cosa per definizione.

    Sono grato che questo articolo introduce alle questione dell’Euregio, ma vorrei proprio lasciare un quadro un po’ più chiaro. Certamente c’è chi spera in un’Euregio che restaurisca il tirolo storico, ma c’è anche a chi non piace il nome “Euregio del Tirolo”, perché è un nome che non sembra di invitare altre zone a partecipare. Giusto, al momento l’Euregio è installato dall’alto al basso dalle tre giunte provinciali, ma il Vorarlberg ha già preso il primo passo e oggi ha un ruolo osservante e consulente. Facendo lo stesso, anche a Belluno non si venderebbe nessun’anima, come mi pare. Ci sono anche altre zone confinanti che devono sentirsi invitati ma che al momento non sono organizzati come enti politici, come Asiago, Camonica, Valtellina, Pinzgau, Mölltal, … (è decisione loro, se, come e quanto participare). Spero molto che l’Euregio diventerà una comunità in tutti i sensi senza di costringerci a muovere confini o ad usare termini nazionali soltanto per parlarne dell’idea. Semplicemente una comunità che invita e non esclude, che collabora, ma non vuole possedere.

  17. Caro Roberto De Nart,
    come detto sono grato per questo dialogo, ma chiedo di non utilizarmi per lanciare messagi mai detti. Non avevo solo scritto “Sarebbe un errore storico aprire le porte per Lamon, Taibon… “. Avevo aggiunto: “… senza di avere un masterplan come le provincie BZ, BL, TN vogliono collaborare in futuro.”
    Chiedo quanto i bellunesi (il resto dei bellunesi) sarebbero contenti se “annessimo” tutti questi comuni senza di aver architettato prima le relazioni fra le provincie e senza di pensarci del destino del resto della vostra provincia.
    Per chiarezza mando i miei saluti a Lamon, Taibon e tutti gli altri: se non ci sarà una soluzione globale sono il primo a sostenere i vostri sogni (e diritti!) a livello comunale !

  18. ma chi si credono di essere questi austro ungarici per trattarci così?!

    spero che almeno ‘sto Dorfmann si paghi l’affitto della sala.

  19. Caro bzler,
    ti ringrazio delle precisazioni. Da quello che intuisco anche tu gestisci un sito e dunque puoi comprendere che nel tagliare i tuoi interventi per facilitarne la leggibilità, qualcosa sia andato inevitabilmente perduto. Ti assicuro che non c’era da parte mia alcuna volontà di utilizzarti per messaggi impropri.

    Roberto De Nart – Bellunopress

  20. Grazie Roberto!

  21. Mi pare che la risposta che arriva da Bolzano sia la migliore alle domande di Bellunopress.

    Avanti con la Regione Alpina insieme Belluno, Trento e BOlzano (e chi ci sta)!

  22. ps: il razzismo di Cleber è di notevole spessore.

  23. quelli delle regioni a statuto speciale non dovrebbero proprio parlare . Mi auguro che siano tolti i finanziamenti al Trentino e al Friuli.- e alle restanti regioni a statuto speciale.
    per quanto riguarda Bruxelles deve portarci un piano di risanamento economico dei suoi mega ufffici e riduzione dei suoi fannulloni a bordo è tutto . Io lavoro a Roma per le votazioni ci sarò, voterò per un candidato del Cadore ……………….

  24. A bocce ferme dopo le elezioni possiamo osservare che il poderoso intervento di Agostini ha convinto proprio in massa i Ladini delle nostre valli 🙂