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Un nuovo rifugio sul Monte Zovo. Il progetto da 600mila euro illustrato a San Nicolò.

rifugio monte zovoPartiranno fra pochi giorni i lavori di realizzazione del rifugio escursionistico nell’area di Monte Zovo, dove attualmente si trova il vecchio hangar utilizzato come malga. Un progetto ambizioso, dal costo complessivo di 600 mila euro, che sarà portato avanti dalla Regola di Costa, proprietaria del terreno dove sorgerà il nuovo manufatto.
Dei 600 mila euro necessari, 150 mila sono stati messi a disposizione del Gal Alto Bellunese, grazie anche a una sinergia con la Regione del Veneto, promossa dal consigliere regionale Dario Bond, nell’ambito della progettualità “Dal bosco al legno”. I restanti 450 mila arrivano da risorse proprie della Regola di Costa.
Il nuovo rifugio escursionistico è stato illustrato ieri sera nella sede della Regola di Costa in comune di San Nicolò dal progettista Michele Festini, dal presidente del Gal Alto Bellunese Flaminio Da Deppo e dal capo regola Gianpietro Ianese.
“Si tratta di una grande opera di riqualificazione”, illustra Festini. “Il nuovo immobile sarà strategico perchè sorgerà tra la Val Visdende e l’Alta Pusteria, sarà facilmente raggiungibile anche in auto e a piedi. Quanto ai materiale, saranno tutti di ultima generazione”.
“Con questo progetto”, sottolinea Festini, “si va anche a valorizzare la cosiddetta “filiera corta”. Tutto il legno occorrente arriva dai boschi della Regola”.
Stando al cronoprogramma, i lavori dovranno concludersi entro la fine dell’anno: l’obiettivo della Regola è quello di trovare un gestore – magari un giovane imprenditore del posto – interessato a lanciarsi nella valorizzazione di uno degli angoli più suggestivi del Comelico.
“Una struttura del genere può essere un volano per l’intera area”, afferma Bond. “Accanto alla struttura si dovranno studiare nuovi percorsi escursionistici e nuove attività: nel farlo sarà cruciale la nuova programmazione comunitaria”.
Un altro aspetto da non sottovalutare è quello di impulso all’economia, come sottolinea lo stesso Bond: “Per la realizzazione di questa opera la Regola ha contattato diverse imprese locali, si tratta di una boccata d’ossigeno in un momento di forte difficoltà”.
“Con questo progetto la Regola di Costa dimostra lungimiranza e amore per il territorio. Un’opera del genere porterà benefici a tutto il Comelico e dimostra l’elasticità dell’istituzione regoliera capace di evolversi e di lavorare per il bene della comunità”, conclude Bond.

 

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