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domenica, Maggio 31, 2020
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Giacomo Deon presidente di Confartigianato, replica al presidente di Confindustria Belluno Dolomiti: “Che tipo di mondo ha in testa Cappellaro?”

 

Giacomo Deon
Giacomo Deon

Che tipo di mondo ha in testa Cappellaro?”.

E’ la domanda che si è posto Giacomo Deon di fronte alle dichiarazioni del Presidente di Confindustria Belluno Dolomiti alla notizia riguardante l’applicazione dell’art. 15 dello Statuto della Regione Veneto sulla specificità bellunese da parte della 1^ Commissione Consiliare e in particolare la notizia che il provvedimento potrebbe essere approvato dalla stessa Commissione entro il prossimo 22 aprile.

Le sottolineature di Cappellaro mettono le mani avanti su potenziali rischi legati all’introduzione di più ampi spazi di autonomia per la nostra Provincia. Il primo effetto che ne ricava Cappellaro è quello di mettere le mani avanti in ogni caso potrà dichiarare: io l’avevo detto !!

Ma il problema è cosa vuol dire Cappellaro?

Nel momento in cui bisogna fare delle scelte cosa dice Confindustria Belluno Dolomiti?

Sta di fatto che il disegno di legge Delrio ha riconosciuto la specificità, ovvero spazi di autonomia alle provincie totalmente montane ovvero Belluno, che la Regione Veneto a breve potrebbe varare il provvedimento di applicazione della specificità bellunese articolando in deleghe precise il significato di detta specificità, che nel panorama delle modifiche costituzionali del titolo V della costituzione Belluno potrebbe consolidare l’anzidetta specificità con un riconoscimento al più alto livello nella gerarchia delle fonti legislative. Il risultato non è ancora conseguito ma i rappresentanti bellunesi in Regione Veneto e a Roma si stanno dando un gran daffare, e, mi sia consentito sottolineare, prima di tutto come bellunesi e quindi come esponenti di parte politica. Dopo anni il risultato è alla portata di mano. Ma Cappellaro insiste sulla mancanza di risorse che metterebbero in pregiudizio tutta l’operazione. Probabilmente Cappellaro ha fonti di informazione che noi non abbiamo – insisto – cosa propone? Di restare così ? Lamentandosi contro Venezia o Roma ? In altre parole, è meglio, secondo Cappellaro, stare agganciati per non incorrere nel pericolo che ci abbandonino?

Essere sudditi di Venezia o di Roma è meglio che cominciare a camminare con le nostre gambe ? E ancora secondo Cappellaro con l’autonomia avremo meno soldi? Beh, se è così questi sono argomenti per un bel dibattito pubblico. Peccato che sono trascorsi perlomeno quattro anni dal momento in cui è stato concepito nello Statuto della Regione Veneto l’art. 15 sulla specificità bellunese e altri due per predisporre il Progetto di legge 370, oggi in discussione per dar applicazione alla specificità bellunese.

Qual è allora la proposta di Cappellaro?

Perché ad una proposta dovrebbe approdare Confindustria di Belluno. Credo, infatti, che le sue siano dichiarazioni che disorientano e tolgono quel minimo di speranza nel futuro, per non dire altro.

Per parte mia ritengo che una Provincia come la nostra così grande da avere molte difficoltà di coesione il fatto che i Sindaci debbano mettersi d’accordo per nominare un presidente, da mettere a capo di un’istituzione di area vasta che faccia sintesi delle strategie e gli impegni che gli stessi volevano assumere, la considero una buona cosa: un fatto sul quale scommettere.

Io spero, in altre parole, che la coesione territoriale si rafforzi con la partecipazione diretta dei Sindaci del nostro territorio.

Abbiamo bisogno di condividere le scelte e su queste impostare il nostro futuro.

Abbiamo bisogno di fare squadra e di assumerci le nostre responsabilità. Forse non ne saremo capaci ma lo capiremo solo vivendo, come diceva una celebre canzone. Si, Cappellaro, voglio sperare che i bellunesi guardino a sé stessi come ad un’entità unica che, dovrà certamente affrontare notevoli difficoltà, ma insieme, da Bellunesi!”.

 

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