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Autonomia. Confindustria: il progetto di legge regionale porterà più rimpianti che benefici. Cappellaro: “sarebbe stato un ottimo testo, se non fosse entrata in vigore la Legge Delrio”

Apr 16th, 2014 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina
Gian Domenico Cappellaro presidente Confindustria Belluno Dolomiti

Gian Domenico Cappellaro presidente Confindustria Belluno Dolomiti

 «Il progetto di legge regionale sulla specificità della nostra provincia, in attuazione dell’articolo 15 dello Statuto della Regione Veneto, rischia di portare più rimpianti che benefici sul territorio bellunese. Sarebbe stato un ottimo testo, da condividere e sostenere con forza, se nel frattempo non fosse entrata in vigore la legge Delrio, in base alla quale saranno trasferite competenze strategiche come la viabilità, il turismo e l’energia a un ente governato da un “club di sindaci”, sul cui futuro grava peraltro l’incognita della riforma costituzionale annunciata dal governo». Il presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, Gian Domenico Cappellaro, commenta così l’avvio, in prima commissione, della discussione sul pdl 370 «Interventi a favore dei territori montani e conferimento di forme e condizioni particolari di autonomia amministrativa, regolamentare e finanziaria alla Provincia di Belluno in attuazione dell’articolo 15 dello Statuto del Veneto», firmato da oltre trenta consiglieri regionali, appartenenti a partiti diversi.

«Le Province – afferma Gian Domenico Cappellaro – sono diventate, in sostanza, un ente di coordinamento tra sindaci, privo quindi di una vera rappresentanza politica e pensato per avere meno e non più competenze da gestire. Chi sarà chiamato a governare, quindi, non si troverà certo nelle condizioni per assumersi quelle responsabilità che invece sono richieste a chi si deve occupare di funzioni strategiche quali le politiche transfrontaliere, le risorse idriche ed energetiche, la viabilità e i trasporti, il sostegno e la promozione delle attività economiche, l’agricoltura e il turismo. Tutte materie, queste, che il testo di legge in discussione a Palazzo Ferro-Fini trasferice a un ente che la pessima legge Delrio ha reso inadatto all’autogoverno. A tutto ciò si aggiunge l’incertezza sulle risorse, visti i reiterati tagli ai trasferimenti decisi a livello nazionale».

«Per questo – conclude il presidente di Confindustria Belluno Dolomiti – ritengo che, una volta approvata, questa legge attuativa dell’articolo 15 dello Statuto del Veneto rischia di essere l’ennesima beffa per i bellunesi, che si vedono riconoscere la tanto agognata specificità dopo che l’ente che è chiamato a gestirla è stato svuotato, in attesa di essere addirittura cancellato. Mi piacerebbe che qualcuno spiegasse questa evidente contraddizione».

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5 comments
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  1. Bravo Cappellaro. le ricordo che tutto ciò era stato ampiamente previsto e preannunciato dal Bard.
    Ora per coerenza traete, lei e tutti i rappresentanti di categoria bellunesi, le logiche conseguenze.

  2. Questa volta Cappellaro non perde tempo, mette le mani avanti:
    “Meglio lamentarsi di qualcosa che ci manca piuttosto che lamentarsi di qualcosa che abbiamo”, “manca mai che poi ci tocchi fare qualcosa e prenderci qualche responsabilità”
    Ma da chi non è stato presente quando si poteva fare ancora qualcosa non c’è da aspettarsi di meglio…

  3. La nazione cui rivolgersi non è più l’Italia, pare chiaro!

    Belluno autonoma nel Veneto indipendente, subito!

    Max Vidori
    coordinatore Indipendenza Veneta Dolomiti

  4. Analisi perfetta ! Bravo Cappellaro che guarda alla realtà impietosa dei fatti ! Ora faremo partire alcuni progetti concreti sul territorio e costruiremo l’Autonomia dal basso senza aspettare che da Roma o Venezia venga qualcosa che non verrà mai…

  5. Meglio tardi che mai. La combinazione delle politiche regionali con il new deal renziano è totalmente inadeguata alla montagna. Totalmente inadeguata. La favola dell’indipendenza veneta e la leggenda delle riforme non sono che fumo negli occhi che ci fanno perdere di vista il territorio dolomitico. Costruiremo l’autonomia con le nostre mani, combattendo a Roma e Bruxelles per ottenere uno status giuriduco adeguato.