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Tutela del made in Italy. La Guardia di Finanza sequestra 13 siti web per la vendita di abbigliamento contraffatto

Apr 15th, 2014 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

guardia di finanzaI Finanzieri del Comando Provinciale di Verona hanno “bloccato” la vendita di capi di abbigliamento Moncler, Peuterey, Aeronautica Militare, Gucci, Hermes, Louis Vuitton, Prada, Abercrombie & Fitch, Armani, Hugo Boss ed altri ancora, tutti abilmente contraffatti.

L’operazione ha preso il via sul finire del 2013 quando, nell’ambito di un monitoraggio della rete internet avviato ormai da tempo dalle Fiamme Gialle di Verona, sono stati individuati alcuni siti internet dove venivano venduti capi Moncler ad un prezzo particolarmente vantaggioso: circa il 60% del prezzo imposto dal produttore e praticato sullo “shop” del sito web ufficiale. Oltre al prezzo gli altri indizi che hanno portato i militari a pensare che si trovassero di fronte a “falsi” sono stati l’assenza della partiva iva e soprattutto la totale inesistenza di informazioni del venditore.

La ricerca continuata per alcuni giorni ha permesso di individuare ulteriori siti web: tra questi alcuni vendevano esclusivamente prodotti Moncler, altri numerosi marchi nazionali ed internazionali quali Louis Vuitton, Prada, Gucci, Hermes, Armani, Hugo Boss, Peuterey ed Aeronautica Militare.

Quanto ipotizzato dai Finanzieri è stato confermato da specifiche e dettagliate relazioni tecniche redatte da periti opportunamente delegati dalle aziende interessate.

I fatti cosi accertati sono stati segnalati al Pubblico Ministero di turno presso la locale Procura della Repubblica Dott. Giuseppe Pighi il quale, valutata la necessità di interrompere la vendita di prodotti contraffatti e quindi la continuazione del reato, ha emesso un decreto di sequestro d’urgenza per 13 siti web, tutti con denominazioni idonee a trarre in inganno il consumatore a motivo della loro forte similitudine con quelle dei siti ufficiali.

Il provvedimento, notificato a circa 150 ISP (Internet Service Provider), ha consentito l’inibizione all’accesso ai predetti domini sul territorio nazionale. Sono in corso ulteriori indagini volte all’individuazione dei responsabili, apparentemente stranieri, domiciliati prevalentemente in Paesi extracomunitari.

 

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