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L’anonimato nei commenti: l’invito di Tomaso Pettazzi

Apr 14th, 2014 | By | Category: Lettere Opinioni, Prima Pagina

Riceviamo e pubblichiamo la lettera del dottor Tomaso Pettazzi che ripropone la questine dell’anonimato nei commenti agli articoli di Bellunopress. La redazione, pur garantendo l’anonimato a chi ne faccia espressa richiesta anche attraverso pseudonimi di fantasia, interviene solo quando gli scritti possano configurare l’ipotesi di reato per diffamazione. O su espressa richiesta delle parti in causa. Cogliamo l’occasione per ricordare che l’origine di ogni e-mail inviata è tracciata da un indirizzo IP collegato ad un’utenza telefonica.

***

L’anonimo “Lino” ha chiesto tempo fa di sapere chi si celi dietro lo pseudonimo “chi paga?”. Nonostante l’incongruenza evidente, “chi paga?” si è dichiarato felice di svelare il mistero, chiedendogli, per coerenza, di farlo a sua volta, dandogli appuntamento dapprima al convegno di Confindustria dello scorso lunedi 7 aprile sul futuro della Provincia di Belluno dopo la legge Delrio. “chi paga?”era là , sia all’inizio che alla fine, in compagnia di Antonio Barattin, organizzatore dell’incontro, messo a conoscenza del motivo. Ma invano.

L’ha quindi invitato ad incontrarlo stamattina alle 09.00 al caffè Manin, pregandolo di fargli saper tramite Bellunopress un suo eventuale impedimento. L’ha atteso fino alle 09,20 in compagnia di due autorevoli personaggi che possono fare da testimoni, dato che ha loro accennato chiaramente il motivo della sua presenza al caffè. “Lino” non s’è presentato.

Capisco che, come dice Don Abbondio ne “I Promessi Sposi” ‘uno il coraggio, se non l’ha, mica può darselo’, quindi non infierisco su “Lino”. Semplicemente non prenderò più in considerazione i suoi interventi. Altrettanto chiedo a lui di fare nei miei confronti, dato che li firmerò col mio nome, cioè Tomaso Pettazzi. Non lo faccia se non altro per educazione.

Come già a conoscenza del gentile redattore del questo quotidiano on line, c’è stato un periodo in cui mi firmavo solo con lo pseudonimo, in quanto avevo ricevuto da alcuni anonimi espressioni offensive a seguito di miei interventi firmati. Non è il caso di “Lino”, che anzi è sempre stato corretto. Avevo inoltre fatto cenno a De Nart di un articolo apparso il 4 marzo 2013 sul “Corriere della Sera” a firma Massimo Gaggi dal titolo “I commenti cattivi in rete cambiano la notizia”. In sintesi vi si afferma che frasi aggressive alterano la nostra percezione ed inoltre distraggono dal tema in questione. Alcuni autori di blog non accettano post anonimi, altri filtrano quelli brutali. Non è, ripeto, il caso di “Lino”, e invito ancora tutti a trattenersi dal farlo. Chiedo anche al redattore se voglia fare considerazioni a riguardo. Se, dopo, tutto procederà come al solito, ognuno farà i conti con la propria coerenza.

Tomaso Pettazzi

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7 comments
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  1. Approfitto dell’intervento di Tomaso, per parlare per l’ultima volta di Lino, al quale non rispondo da molto tempo, non per l’anonimo anonimato, ma per l’anonimo apporto.
    Trattasi di denigratore seriale, che mai nulla di propositivo abbia saputo apportare a qualunque discussione divergente dal suo credo.
    Palese ed edonistico il fine onanista del rimirar il suo pseudo-pseudonimo tra i commenti di BP, so che troverà certamente in questa lettera ed i relativi commenti la sublimazione della sua attività. Sappia tuttavia che nel linguaggio dell’internauta tutto ciò si riassume tristemente in 5 lettere: TROLL!
    Per quanto mi riguardi, R.I.P. “Lino”

  2. Lino?
    Come dice Vidori: 5
    ovvero viene dopo il quarto
    LOL
    p.s.: probabilmente c’era anche al convegno. Di solito è presente a certe manifestazioni

  3. ma di che parlate?!…

  4. @ cleber :
    semplicemente……di Lino

  5. Lino chi?

  6. Vige ancora in Italia la libertà di pensiero? Ho l’impressione di no. Sono stufo di essere considerato amico di Reolon quando in realtà non lo conosco neanche. Cosa ci posso fare se spesso mi trovo d’accordo con quello che dice? Devo sentirmi in colpa? Devo essere impiccato? Quanto all’incontro con “chi paga?” mi sento solo di dire questo: gli incontri si fanno in due e per farli bisogna essere entrambi d’accordo. Io non faccio incontri al buio. Non ho mai espresso la volontà di incontrare “chi paga?”. Il 4 aprile ho scritto “Chissà chi si cela dietro a “chipaga?”!!!!”, è vero, ma era una battuta, come si evince dalla presenza di ben 4 punti esclamativi.

  7. Ma robe da matti 😀