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domenica, Maggio 31, 2020
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Filatelia: domenica a Longarone un annullo speciale per la riattivazione della ferrovia Padova-Calalzo dopo il disastro del Vajont 1964-2014

Poste_italianePer ricordare il ripristino della ferrovia Padova Calalzo, Poste Italiane ha realizzato un annullo filatelico speciale, che sarà a disposizione dei collezionisti a Longarone (in via del Parco 3), domenica 13 aprile, dalle 10.30 alle 15.30. La storia del Vajont verrà ricordata anche con l’emissione di un francobollo, prevista per il prossimo ottobre, cinquantunesimo anniversario della tragedia.

Il treno e la posta. Quando l’onda d’acqua travolse ogni cosa, spazzando via la piana di Longarone, non restò più traccia nemmeno della linea ferroviaria che andava verso Calalzo, inerpicandosi tra le montagne.

A Belluno, dai vagoni postali dei convogli ferroviari, la posta veniva trasferita su appositi furgoni. L’amministrazione postale aveva organizzato questo servizio sostitutivo per poter effettuare le consegne nel modo più rapido e puntuale possibile nelle zone colpite, garantendo comunque le comunicazioni, tanto più indispensabili proprio in quei frangenti.

Prima del disastro, la posta arrivava col treno nella piccola stazione di Longarone la mattina presto e una dipendente dell’amministrazione postale, una “procaccia”, la riceveva ogni giorno sotto la pensilina per trasferirla poi all’ufficio postale. Alla sera verso le sette e mezza, con percorso contrario, la “procaccia” caricava il treno che scendeva a valle o quello che saliva verso i monti con gli effetti postali da spedire.

Nel nulla della terribile alba del 10 ottobre del 1963, dell’ufficio postale non rimaneva che il ricordo. L’11 ottobre, un giovane impiegato delle Poste aveva già ripreso a lavorare la corrispondenza seduto dietro a un semplice tavolino di legno nell’edificio del Comune risparmiato da quella valanga liquida.

Si lavorava di buona lena, nonostante il dolore e quell’enorme cratere di fango e detriti. La ferrovia venne ripristinata in fretta. A fine maggio del 1964, nemmeno un anno dopo, il treno delle Dolomiti aveva ricominciato a fischiare sui binari. E con esso il trasporto della posta aveva ritrovato il suo regolare funzionamento.

 

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