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martedì, Luglio 7, 2020
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Potere centrale e indipendentismo veneto: alla fine sarà solo una nemesi * di Paolo Bampo

Paolo Bampo
Paolo Bampo

C’è un partito “liberista” che, dopo ciò che è successo, con una lungimiranza da retroguardia, propone un referendum sull’autonomia del Veneto ed un altro che, “democraticamente”, si dichiara pronto ad affrontare i temi scottanti della questione “Veneto”. Ambedue, però, escludono, condannano e sbeffeggiano l’indipendentismo.

Possono darsi la mano.

Destra e sinistra, (?) tra i ragli ed i mugolii dei propri esponenti, esprimono una posizione quasi identica sul tema dell’Indipendenza del Veneto. Partiti statalisti che, pur diversi (ma solo apparentemente), amano ed invocano all’unisono, il centralismo, la centralità del potere, il malgoverno di Roma, l’assistenzialismo e probabilmente anche la mafia ed il malaffare amministrativo. C’è gente che si sgola da 30 anni per avanzare richieste di autonomia e di federalismo, o anche unicamente di maggiore attenzione verso chi produce benessere a favore di tutti e, improvvisamente, solo oggi, pure lor signori si accorgono di ciò. Non contenti aggiungono la beffa al danno: sono loro ora, infatti, a spiegarci, dagli scranni consiliari di Venezia o da quelli parlamentari di Roma, che il Veneto e la montagna devono avere un ruolo istituzionale diverso, un trattamento più consono alla situazione, maggiori risorse e bla bla bla.

Troppo tardi.

Troppo comodo signori dopo tutti i tagli subiti e quelli che subiremo grazie anche alla vostra ignavia, alla vostra insensibilità ed alla vostra ottusità. Ora la richiesta è cambiata (sarebbe meglio dire “è tornata”). Ora l’unica soluzione possibile per non morire è lo Stato o Repubblica Indipendente del Veneto, che comprenderà la Regione Autonoma delle Dolomiti. 30 anni fa sorridevate ironici al solo sentir pronunciare parole quali Autonomia e Federalismo. Oggi le avete fatte vostre (ma chi vi crede?) affermando che siete autonomisti da sempre e, contemporaneamente, ghignate alla proposta indipendentista. Siete stati poco lungimiranti allora e lo siete ancora. Passate la vita a ridere degli altri, siete sempre in ritardo su tutto (volutamente?) e non vi rendete conto di quanto ridicoli ed ipocriti siate.

Ridete pure.

La storia vi travolgerà, ma questa volta non aspetteremo che voi, ipovedenti politici, vi adeguiate. Tra 30 anni l’Italia non esisterà più come Stato nazionale e molti di noi nemmeno, ma il Veneto ci sarà, eccome se ci sarà! Peccato che quel giorno, come in uno scenario già visto, anche tutti gli attuali detrattori diranno di essere stati loro, anzi, soprattutto loro, i partigiani della svolta indipendentista.

Paolo Bampo

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