Tuesday, 16 July 2019 - 14:47

Calamità: quando è l’app che ti salva la vita. Sviluppata da Larin per le emergenze e donata al Comune di Belluno

Mar 28th, 2014 | By | Category: Prima Pagina, Società, Associazioni, Istituzioni

Jacopo Massaro 115L’app ti salva la vita. In caso di calamità, l’ansia principale di chi è coinvolto è trovare un rifugio sicuro per sé e per i propri cari. Ma in situazioni di emergenza è decisivo mantenere la calma e sapere cosa fare. Alzi la mano chi conosce dove sono i punti di raccolta del proprio comune. Nessuno? Ecco perché è nata “Keepcalm Belluno”, un’app che mette chiunque nelle condizioni di “fare la cosa giusta”, per sé e per gli altri.

L’app riporta nel dettaglio le 44 aree di attesa e di riunione previste nel piano di emergenza comunale, indica i numeri di emergenza a cui rivolgersi e contiene una sezione news per le comunicazioni urgenti alla popolazione.

L’app è stata realizzata grazie ad una sinergia tra l’Amministrazione comunale, l’azienda Larin, giovane startup bellunese (l’età media dei dipendenti è 25 anni) e l’ingegnere Marco Bogo (30 anni, specializzato nell’area sicurezza e volontario di protezione civile).

«Grazie all’app sono state georeferenziate le 44 aree di attesa alla popolazione e di ricovero previste dall’attuale piano comunale», spiega Bogo. «Accedendo all’applicazione con uno smartphone dotato di GPS viene individuata immediatamente l’area più vicina alla propria posizione, che è visualizzabile su una mappa”. Nell’app sono indicati tutti i numeri di emergenza del territorio comunale e vi è una sezione “News” che ora carica le notizie del sito “Adorable Belluno” ma che potrà essere utilizzata per comunicare con la popolazione in caso di emergenza.

«L’app è stata sviluppata con la filosofia della prototipazione rapida», spiega Marco Da Rin, amministratore delegato di Larin. «La prototipazione rapida è un paradigma spesso utilizzato dalle startup della Silicon Valley per valutare quali sono le idee migliori e funzionali. Sommando le ore di sviluppo e inserimento dati, si arriva a circa una settimana lavorativa. Un tempo infinitamente inferiore a quello necessario per sviluppare un’applicazione, con un guadagno immediato in termini di contenimento dei costi e di efficienza».

«E’ un esempio del modello di collaborazione tra pubblico e privato nel futuro», afferma il sindaco di Belluno, Jacopo Massaro. «Sfruttando il concetto di Open Data, le pubbliche amministrazioni condividono la loro risorsa più preziosa, le informazioni. Da qui la fantasia di privati e aziende è spesso sufficiente, come in questo caso, a generare nuovi servizi utili ai cittadini».

L’app, disponibile per tutti gli smartphone dotati di sistema operativo Apple o Android, è stata ceduta gratuitamente da Larin al comune di Belluno ed è attualmente candidata a ICT 2014 Nord-Est, il premio SMAU dedicato ai prodotti innovativi.

Informazioni aggiuntive al sito: www.keepcalmapp.it

 

Share

4 comments
Leave a comment »

  1. Nessuno conosce dove sono le aree di rifugio in caso di calamità perché il sindaco non rende operativo tra la popolazione il Piano di Protezione Civile Comunale, non appongono le tabelle previste per legge nelle aree di accoglienza e ammassamento, non divulgano ai cittadini le disposizioni e le conoscenze necessarie ad applicarle correttamente, previste dallo stesso piano. Non diciamo fesserie, ben venga la app (se veramente gratuita) ma non serva da scusante per le inefficienze del sindaco. E chi non ha o utilizza uno smartphone cosa fa? Rimane sepolto dalle macerie? Forza sindaco si dia da fare e non stia li a giocare col telefonino…

  2. Il Piano di Protezione Civile Comunale è pubblicato e disponibile a chiunque sul sito del Comune di Belluno all’indirizzo http://bit.ly/1hKcGRq, oppure cliccando il pulsante “Protezione Civile” nella home page (in basso a destra) e poi il link Centro Operativo Comunale nel menu a sinistra.

  3. De Ghetto, informazione utile ma non sufficiente. Il piano va spiegato e divulgato non semplicemente pubblicato. Sfido chi non ne mastica a capire cosa deve fare, in occasione di cosa e dove si deve recare semplicemente leggendo un papiro, pur se pubblicato. E poi le aree contraddistinte da apposita tabellazione le leggiamo su internet? O cerchiamo di individuare la segnaletica come la legge prevede. Ma lavorare costa impegno e bisogna crederci. Poi le calamità succedono e come sempre la corsa a riparare i danni e contare le vittime, ma a quel punto nessun responsabile è la natura ad essere crudele ed imprevedibile. C’è lavoro da fare, ripeto, più che giocare con i telefonini. Sfido durante una scossa di terremoto un cittadino (quelli fortunati con uno smartphone) a consultare l’app per salvarsi la vita, magari di notte in preda al panico, cercare le aree di accoglienza. Uscirà di casa, di corsa, in mutande e a quel punto il suo punto di accoglienza lo deve sapere a memoria o lo deve individuare a vista.

  4. Tra l’altro non mi risulta vi sia una legge o disposizione nazionale o regionale che imponga ai cittadini di dotarsi di un computer o di uno smartphone.
    Quindi è giusto che il Comune, in questo caso, pubblichi il piano operativo, evidenzi e tabelli in loco le aree di rifugio, divulghi le disposizioni da seguire in caso di calamità, ecc.
    Forza sig. Sindaco.