Wednesday, 17 July 2019 - 02:38

Primo ok al disegno di legge Delrio di riordino delle province. Piccoli. “I bellunesi sapranno chi ringraziare. Segnale devastante”

Mar 27th, 2014 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore
Giovanni Piccoli, senatore Forza Italia

Giovanni Piccoli, senatore Forza Italia

“I cittadini bellunesi sapranno chi ringraziare”.  E’ amaro il commento del senatore di Forza Italia Giovanni Piccoli dopo che Palazzo Madama ha dato il via libera al disegno di legge Delrio sul riordino delle province.  “Belluno ne esce ridimensionata – afferma il senatore bellunese –  e la qualifica di “provincia montana” che le è stata attribuita è uno specchietto per le allodole, soprattutto se confrontata con la super-autonomia – sempre più blindata – delle province autonome di Trento e di Bolzano”.

“Come ho avuto modo di sottolineare anche nel mio intervento in aula c’è un problema cronico di rappresentatività: i territori della nostra provincia, soprattutto quelli più decentrati e spopolati, non saranno adeguatamente rappresentati dal nuovo Consiglio provinciale, dove i sindaci dei comuni più popolosi peseranno molto di più di quelli piccoli. Il pericolo è quello di un Belluno-centrismo a scapito di Agordino, Comelico, Alpago, Zoldo, Cadore, Feltrino occidentale, Basso Feltrino. Si salverebbero, per una mera questione di numeri, l’area di Feltre e la Valbelluna”.

“C’è poi il nodo della competitività: come può competere un ente di secondo grado con le autonomie speciali sia dal punto di vista politico che socio-economico?”.

“Anche per questo –  continua Piccoli –  il messaggio arrivato da Roma è devastante alla vigilia del voto referendario a Comelico Superiore e a poche ore dal via libera della Cassazione alla consultazione di Voltago”.

“Il Pd, torno a ripetere, si è assunto una responsabilità enorme nei confronti di questo territorio, svendendolo in nome di una riforma che solo apparentemente farà risparmiare qualche milione di euro e sulla quale si fanno sempre più forti i dubbi di incostituzionalità”, puntualizza Piccoli.

“Forza Italia non era contraria a un riordino delle province, anzi, ma le riforme non si fanno calando indistintamente su tutti la mannaia. Mi correggo: su tutti tranne che sulle autonomie speciali che scoppiano di salute”, conclude Piccoli.

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5 comments
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  1. Tutti distinguo e sottigliezze inutili o quantomeno tardivi, onorevole Piccoli.
    Tutti quelli che ha citato hanno portato alla situazione attuale: un piano inclinato verso l’indipendenza!
    Belluno autonoma nel Veneto indipendente, subito.

  2. Come mai Piccoli si intromette sul candidato sindaco di Ponte nelle alpi, come ha affermato il signor Idalgo De Pra?
    A che titolo?
    È il nuovo che avanza?

  3. nel frattempo l’assessore provinciale di TRENTO incontra l’ambasciatore della BIRMANIA perchè Il Trentino “vuole essere attento al nuovo corso politico ed economico che si è avviato in Birmania dopo cinquant’anni di isolamento, e incoraggiarlo affinchè il processo di democratizzazione in atto possa accompagnare e facilitare sempre più lo sviluppo delle sue relazioni con gli altri Paesi…”

    MA QUI SIAMO ALLA SCHIZZOFRENIA PURA!!!

  4. C’era una volta un ente, che aveva alcune funzioni. Grazie all’allora Ministro Bassanini, le stesse furono spalmate in settori e, ad ogni settore, fu messo un amico e/o dirigente, naturalmente ben remunerato. Il tempo passa e gli amici crescono, cosicché, si crearono i servizi (sarebbero ….i sotto settori) e così ci furono le Posizioni Organizzative. Successivamente si crearono le Alte Professionalità. Dopodiché si tolsero i politici. Gli amici comunque restarono perché la cerchia è molto ampia. E gli amici sono amici di tutti. Questo a sommi capi è il motivo per cui non serve a nulla togliere le Province, perché il costo politico è quello più ….. irrisorio. Contrario si alla abolizione della provincia ma favorevole ad una ristrutturazione seria dove non ci siano, per ogni settore, 10 generali e 2 soldati. (Per i compensi dei Dirigenti, PO, AP, andate a vedervele e ricordate …. non guardate gli stipendi ma ….. gli emolumenti accessori).

  5. l’itaglia e gli itagliani hanno la classe politica che si meritano (in democrazia vale la maggioranza…) da un popolo ladro-piagnone ed ignorante (sempre parlando in termini di maggioranza…) non si possono selezionare statisti…al limite statue…