Monday, 22 July 2019 - 07:30

L’ultimo treno per la specificità dei territori montani. Reolon scrive a Ruffato e Toniolo

Mar 27th, 2014 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina
Sergio Reolon

Sergio Reolon

Il Consigliere Regionale Sergio Reolon scrive direttamente al Presidente del Consiglio regionale e al Presidente della Prima Commissione per chiedere che venga immediatamente messa all’ordine del giorni della commissione la proposta di legge per l’attuazione dell’art. 15 dello statuto che vedrebbero riconosciute le condizioni particolari della provincia di Belluno ferme da oltre due anni.

“Avendo appreso che la prossima settimana la Prima commissione intende avviare l’iter d’esame della proposta di legge n. 342, presentata il 2 aprile 2013 dai consiglieri Valdegamberi, Sandri, Corazzari, Caner ed altri – scrive Reolon – avente per oggetto ”Indizione del referendum consultivo sull’indipendenza veneta” chiedo per quali motivi non sia stata data precedenza ai provvedimenti legislativi attuativi dello Statuto come la suindicata proposta di legge n. 370 e che quest’ultima sia inserita nell’ordine del giorno della prossima seduta della Commissione”.

La prima proposta era stata avanzata dallo stesso Reolon nel 2010 e no venne mai presa in esame. Successivamente è stato approvato nel 2012 lo Statuto del Veneto che riconosce le specificità dei singoli territori montani, ma ancora oggi non esiste nessun disegno di legge da parte della Giunta. Infine, il luglio scorso i consiglieri Bond, Reolon, Toscani e altri, hanno presentato la proposta di legge n. 370 relativa a “Interventi a favore dei territori montani e conferimento di forme e condizioni particolari di autonomia amministrativa, regolamentare e finanziaria alla Provincia di Belluno in attuazione dell’articolo 15 dello Statuto del Veneto”. Ora non c’è più tempo da perdere. “Entro giugno la legge va approvata” conclude Reolon.

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12 comments
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  1. Caro Reolon, perchè non parli anche dei tuoi amici Letta, Renzi, Bressa e De Menech che hanno appena votato la demolizione della nostra Provincia? Alla faccia di specificità montana e balle varie?
    O Dio! Ho toccato Reolon…Prego Lino, difesa d’ufficio.

  2. In una tipica espressione bellunese… al e pasà da un toc: direzione Roma!!! Chi poteva è salito sull’ultima carrozza disponibile… ed adesso… spara fuoco “amico”!!!
    Belluno autonoma nel Veneto indipendente, subito

  3. Belluno autonoma e basta!
    Dei venessiani indipendenti non sappiamo cosa farcene il loro slogan è comunque “prima il veneto” e poi (forse) Belluno.

  4. @ BL-Frei
    Col massimo rispetto, ma Belluno autonoma dove? In Italia? Non occorre neanchè più aggiungere aggettivi alla parola: è sinonimo di corruzzione, spreco, malaffare e soprattutto di mancato rispetto del patto sociale!
    Come fai a chiedere, fidandoti di questo baraccone?
    Belluno autonoma nel Veneto indipendente, subito

  5. Non è un trenino, è una riproduzione in scala di un treno a vapore!

  6. I pilitici Bellunesi hanno fallito

  7. assergioooooo raccontacene un’altra !!

  8. Ma perchè i nostri tre consiglieri regionali, invece di farsi le scarpe l’un l’altro ogni giorno, non invitano una buona volta il governatore Zaia a Belluno a spiegare ai bellunesi, in qualità di Presidente della Regione, faccia a faccia, perchè la (sua) Regione non vuole riconoscere nei fatti la specificità a Belluno? Perchè dopo l’approvazione dell’art. 15 (grande peccato di ingenuità dei politici bellunesi che all’indomani dell’approvazione parlavano trionfalmente di momento storico e altre amenità…) ci sono assessori regionali che affermano tranquillamente che Belluno è uguale a tutte le altre province del Veneto, di fatto negando lo Statuto e nessuno batte ciglio?

  9. Per la verità il sindaco di Feltre Perenzin ha risposto per le rime a Stival e Finozzi.

  10. I danni che il Partito Democratico sta facendo a italiani e bellunesi da tre anni a questa parte…oscurano di gran lunga i vari errori commessi dai governi di centro-destra negli anni di amministrazione a Roma.
    Credo…che tra flotte continue di clandestini,moschee ovunque,scarcerazioni facili,no ai tagli dei privilegi,tasse,tagli a pensioni,degrado ovunque vi sia e amministri un sindaco PD es:Milano,Bologna,Imola,Padova,Venezia.
    Per poi passare col salvataggio di Roma..e giu’ soldi pubblici a quel sindaco romano delPD che da indiscrezioni si impegna molto di piu per i ROM che per i romani.
    Per poi finire con la nostra provincia..che perderemo come ente grazie al voto del Partito Democratico.
    Che dire… andate ancora a dare 2 euro da chi ne ha gia’ a biseffe????

  11. DISEGNO DI LEGGE DELRIO, CONFINDUSTRIA BELLUNO DOLOMITI: PIETRA TOMBALE SULL’AUTONOMIA DELLA NOSTRA PROVINCIA

    Il presidente Gian Domenico Cappellaro: non ci serve l’ennesimo ente di secondo grado
    Belluno, 28 marzo 2014 – «Se il disegno di legge Delrio sarà licenziato dalla Camera senza modifiche rispetto al testo approvato dal Senato, si metterà una pietra tombale sulle speranze di autonomia dei bellunesi, con un provvedimento pasticciato che è effettivamente la premessa per l’abolizione definitiva delle amministrazioni provinciali». Il presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, Gian Domenico Cappellaro, commenta così il via libera del Senato al ddl sulle Province, avvenuto attraverso un voto di fiducia che ha precluso qualsiasi possibilità di modifica del testo da parte dell’assemblea.
    «Come abbiamo già avuto modo di sottolineare – afferma Cappellaro – una Provincia senza un presidente e un consiglio eletti direttamente dai cittadini non è compatibile con l’autonomia, intesa come attribuzione di nuove competenze e delle risorse necessarie per la loro gestione ottimale. Al nostro territorio non serve l’ennesimo ente di secondo grado: abbiamo già le Unioni montane e il Consorzio dei Comuni, ai quali poi si aggiunge il Consiglio delle autonomie montane, istituito dalla legge regionale 40, quale organo permanente di monitoraggio sullo stato di attuazione degli interventi, della programmazione e della legislazione regionale in materia di aree montane».
    «Anche nell’ipotesi, per la verità piuttosto remota, che a Belluno e Sondrio le Province sopravvivano all’annunciata cancellazione di questi enti per via costituzionale – prosegue il presidente degli industriali bellunesi – come possiamo pensare che un presidente e una giunta, espressione di un’assembla di sindaci all’interno della quale gli equilibri politici possono cambiare ad ogni tornata elettorale, riescano a gestire materie complesse, che richiedono una continuità di azione e una programmazione a medio e lungo termine? Come possiamo illuderci che l’assetto delle nuove amministrazioni provinciali, pensato per gestire poche materie, possa funzionare anche con enti chiamati a gestire competenze strategiche per lo sviluppo economico e sociale del territorio?».
    «Il testo licenziato dal Senato – spiega ancora Gian Domenico Cappellaro – potrebbe rivelarsi addirittura peggiorativo rispetto alle prime bozze del ddl, perché attribuisce un peso maggiore ai Comuni più grandi. Per la nostra realtà ciò significa che alcune aree rischiano di essere subalterne, con il pericolo di un’ulteriore disgregazione territoriale, se i Comuni non procederanno lungo la strada, per noi auspicabile, di una loro aggregazione».
    «Nel complesso – conclude Cappellaro – il nostro giudizio sul disegno di legge resta assolutamente negativo, perché può vanificare i pochi risultati ottenuti sino ad ora, primo tra tutti il riconoscimento della specificità nello Statuto regionale».

  12. […] questa in realtà è stata e continua ad essere comune a quella del PD che, tramite Sergio Reolon, dal 2010 sta portando avanti in Consiglio Regionale. In realtà questo è sì, “l’ultimo treno” ma non bisogna […]