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Trasporto ferroviario bellunese. Chisso: “Le buone intenzioni e la realtà non sempre vanno a braccetto”

Mar 21st, 2014 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina
Renato Chisso

Renato Chisso

“Ho votato contro l’emendamento che prevedeva una gara a se stante per il servizio ferroviario nel bellunese e voglio spiegare il perché”. L’assessore Renato Chisso è va dritto sul tema, senza giri di parole, sulla questione della cosiddetta “proposta Reolon”: “Capisco, condivido e sostengo le esigenze di autonomia dei bellunesi – afferma – e chi fa seriamente politica deve, pur pensando in grande e in prospettiva, anche tenere i piedi ben saldi in terra, evitando che le buone intenzioni diventino cattive soluzioni”.

“Tutti sanno che sono un sostenitore della liberalizzazione del sistema del trasporto pubblico, non solo regionale, e ricordo che il Veneto è stata l’unica regione ad assegnare con gara europea parte del proprio servizio ferroviario, una decina di anni fa. Vinse Trenitalia, e ottenemmo interessanti vantaggi economici, salvo poi il dover ritornare al contratto di servizio ordinario per avere dallo Stato qualche soldo in più per il trasporto pubblico, proprietario delle ferrovie”.

“Ed è questo il punto: al di là delle sigle, l’intero sistema ferroviario italiano fa capo a Ferrovie dello Stato, che è di proprietà del Ministero delle Finanze e gestisce con società diverse il trasporto passeggeri e merci (non credo di dover fare particolari commenti), le infrastrutture (binari, manutenzione, controllo) e qualche decina di altre spa, qualcuna in compartecipazione come Grandi Stazioni. Quando la proprietà del servizio è di fatto la stessa dei binari, l’effetto immediato, più volte ribadito, alla notizia di voler andare in gara è: in attesa di vedere come va a finire io, Ferrovie dello Stato, non investo più. E magari poi mi tengo i treni che oggi corrono su quei binari. Nel bellunese, che di investimenti ne ha bisogno sempre, vedi il caso della Calalzo – Ponte nelle Alpi, è un rischio che non voglio far correre ai cittadini”.

“Ma c’è un’altra questione oggettiva da sapere – aggiunge Chisso – e riguarda i costi. Lo si voglia o no, le linee bellunesi non sono tecnicamente produttive e per far funzionare i treni: o si hanno risorse pubbliche a iosa, che non ci sono perché non ci vengono trasferite, o si devono aumentare le tariffe. Alla faccia della tariffazione unica è un peso che non voglio far gravare sui bellunesi, mentre oggi riusciamo a diluirlo dentro il contratto di servizio regionale. I sogni di sbocchi a nord, dei quali sono sostenitore, non ho la possibilità di finanziarli, nemmeno con arditi project financing”.

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6 comments
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  1. Voglio vedere chi dirà che l’ass. Chisso questa volta non ha ragione….

  2. Io invece vorrei capire quali sono gli investimenti che Trenitalia fa in provincia di Belluno e cosa toglierebbe, visto che ormai ha tolto quasi tutto…

  3. siamo un gruppo di cadorini con residenza a Pozzale di Cadore – posiamo tornare a casa ma con difficoltà-
    Da Roma a Venezia impieghiamo circa 3 ore – da Mestre a Calalzo una vita ……..da Calalzo a Pozzale hanno tolto le corriere ……..Grazie per quello che farà.

    Clementina.

  4. Secondo me Chisso si dovrebbe dimettere.

  5. Chisso si scorda di spiegare perchè nel bellunese il servizio ferroviaro attualmente fornito è il peggiore da almeno quarant’anni a questa parte; so che fare le nozze con i fichi secchi non è molto performante, tuttavia in tanti anni uno studio per vedere quali siano le esigenze di un territorio e fornire un servizio adeguato, pur in relazione alle scarse risorse, avrebbe portato dei notevoli miglioramenti nei tempi ed anche maggior affluenza con relativi introiti, invece con velocità commerciali simili o addirittura peggiori dei tempi delle locomotive a vapore, con continue rotture di carico e di cog..oni, non è decisamente il massimo. Le privatizzazioni poi mi fanno ridere, quello che non riesce al pubblico, pensiamo che possa riuscire al privato? Come mai alla gara europea non c’era la fila di concorrenti? Forse perché la polpa è inesistente e i costi elevati e i privati sarebbero disponibili a farsi carico di questi costi?
    Forse è proprio il caso di svegliarsi e chiederci perché paghiamo le tasse, oppure facciamo ancora un bel referendum e poi andiamo a dormire tranquilli.

  6. «Non c’è futuro senza il treno bellunese»

    Confindustria contro la Regione: «Il trasporto integrato tra gomma e rotaia è indispensabile per lo sviluppo del turismo»

    http://corrierealpi.gelocal.it/cronaca/2014/03/22/news/non-c-e-futuro-senza-il-treno-bellunese-1.8906509