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Sviluppo delle piccole e medie imprese. Piccoli: “La tutela del made in Italy non è uno slogan”

Mar 21st, 2014 | By | Category: Cronaca/Politica, Lavoro, Economia, Turismo, Prima Pagina

piccoli pmi 015Tutela effettiva del made in Italy, dichiarazione Iva standard e contratto europeo di vendita. Sono questi i tre punti sui quali la politica italiana dovrà puntare a livello comunitario per dare un aiuto concreto alle piccole e medie imprese italiane e venete soprattutto in vista della nuova programmazione comunitaria.

A ribadirlo è stato oggi il senatore di Forza Italia Giovanni Piccoli, ospite del convegno promosso dal Consiglio regionale del Veneto e dalle assemblee legislative d’Italia, d’intesa con il Senato sulla Repubblica, su “Politica industriale e finanziamento delle Pmi”.

“All’alba della Presidenza italiana al Consiglio dell’Unione europea, la nostra industria e le nostre imprese abbiano bisogno di far entrare più Italia in Europa. Dobbiamo avere coraggio, un coraggio che non nasce da un immotivato orgoglio, ma da dati, numeri che esprimono una capacità imprenditoriale che ha pochi eguali al mondo”, la premessa di Piccoli, che è poi entrato nel merito delle azioni che l’Italia dovrebbe portare avanti con maggiore determinazione, in primis la tutela del made in Italy: “Tutelare il made in Italy non è uno slogan, ma un mezzo decisivo per dotare di maggiore forza competitiva le nostre piccole e medie imprese, spesso soffocate da un’amministrazione eccessivamente intrusiva e troppo poco tutelate da forme più o meno gravi di concorrenza sleale”.

Una seconda proposta riguarda la cosiddetta dichiarazione IVA standard, che – secondo le stime – potrà ridurre i costi per le imprese dell’Unione fino a 15 miliardi di euro all’anno. “L’obiettivo di questa iniziativa”, spiega Piccoli, “è ridurre gli oneri burocratici per le imprese, agevolare il rispetto degli obblighi fiscali e rendere più efficienti le amministrazioni fiscali in tutta l’Unione”.

In ultima battuta Piccoli ha chiesto l’adozione di un regolamento che stabilisca un contratto europeo unico di vendita. “Uno strumento”, rimarca il senatore veneto, “che consentirebbe a ciascuna impresa di poter vendere in tutti i Paesi dell’Unione mediante un unico contratto standard, già tradotto nelle lingue ufficiali. Evidenti i vantaggi in termini di penetrazione di mercati, soprattutto per le piccole e medie imprese che non hanno spesso le risorse umane ed economiche per esportare i propri prodotti”.

“Tutte riforme a costo zero”, ha concluso Piccoli, “da portare avanti con priorità in vista della nuova programmazione comunitaria”.

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