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Il presidente della Categoria edilizia difende il Piano casa ter della Regione. Tramontin: “Il Piano casa è legge e nessun amministratore può limitarne l’uso”

Mar 19th, 2014 | By | Category: Lavoro, Economia, Turismo, Prima Pagina

edilizia-2leggera“Cittadini usate il Piano casa, perché è legge e nessun amministratore può limitarne l’uso” con questo slogan Paolo Tramontin, presidente della categoria Edilizia di Confartigianato Imprese Belluno, si rivolge alla gente per fare chiarezza su questo provvedimento, sul quale invece parecchi Sindaci veneti e bellunesi intendono intervenire con prescrizioni per limitarne la fruibilità.

“Non facciamoci del male perdendo di vista il vero obiettivo dell’intervento legislativo regionale” è, invece, l’invito che il presidente Tramontin invia ai Sindaci. “Il Piano casa ter – ribadisce Tramontin – non è il mezzo per cementificare il territorio, anzi va letto come opportunità di recupero del patrimonio edilizio esistente, che sappiamo essere per buona parte obsoleto”. In provincia di Belluno, una casa su due ha più di quarant’anni e tre su quattro hanno più di trent’anni, caratterizzandosi spesso per modalità costruttive superate, oggi carenti dal punto di vista energetico e della sicurezza.

Il Piano casa Ter nasce come norma temporanea e a carattere straordinario, pertanto a termine, e politicamente pensata per sostenere il comparto delle costruzioni – da sempre volano delle economie – di fronte a una crisi che non demorde e che dura da troppi anni. In pratica, per le aziende edili e affini, il Piano casa ter è una speranza su cui concentrarsi per il proprio futuro e per quello delle loro maestranze. Di fatto, è un’opportunità che permette ai cittadini di effettuare contenuti interventi di ristrutturazione, piccoli ampliamenti degli edifici e tra l’altro solo per edifici di dimensioni limitate, fuori dai centri storici, in aree non vincolate.

Il recente convegno organizzato a Longarone, nell’ambito di Costruire dalla categoria presieduta da Paolo Tramontin, ha portato una lettura tecnica giuridica delle legge, che ha evidenziato la piena operatività della norma assieme a una lettura economica del provvedimento, che ne ha sottolineato le potenzialità. “Al di là del numero di aziende sopravvissute grazie al Piano casa, che diversamente avrebbero chiuso lasciando a casa altre maestranze – puntualizza Paolo Tramontin – i dati elaborati da Cassa edile Veneta e da Regione Veneto mostrano che gli incrementi volumetrici medi nel settore residenziale effettuati ai sensi del Piano casa sono di circa 160 metri cubi e che si registrano 3 interventi per chilometro quadrato. Davvero poca cosa”.

“Di che cosa discutiamo, dunque – si chiede Tramontin – visto che il territorio non viene cementificato, bensì riqualificato? Effettivamente attraverso gli interventi con il Piano casa entrano meno oneri di urbanizzazione e meno contributi di costruzione nei bilanci comunali. Dobbiamo, forse, leggere l’ostilità dei Sindaci attraverso questa chiave di lettura o il mondo delle costruzioni è vittima di pure contrapposizioni politiche?”

“Di questo proprio non ne abbiamo bisogno – dichiara Paolo Tramontin – mentre il Piano casa può essere una vera opportunità per buona parte delle piccole imprese del settore edile e di tutto l’indotto: dall’impiantistica alla serramentistica, dalle rifiniture all’arredo, che in questi ultimi tempi si trovano sopraffatte da un nuovo fenomeno, quello dei concordati preventivi in continuità a cui stanno purtroppo accedendo troppe aziende anche nella nostra provincia: una nuova ‘tegola’ che il settore artigiano non può sopportare”.

“Ai Sindaci, dunque, chiedo – conclude Tramontin – di voler considerare il Piano casa come un’occasione da non perdere per le aziende del loro territorio che solo sopravvivendo potranno continuare a pagare tasse, che significano introiti per i Comuni, e mantenere occupazione in loco. Non facciamoci una guerra tra poveri, pur salvaguardando ruoli e funzioni assegnati dalla legge agli Amministratori locali”.

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