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Demanio militare. Piccoli: “La vendita si accompagni a una strategia di valorizzazione. Si favoriscano gli accordi di programma con le associazioni”

Mar 18th, 2014 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina
Giovanni Piccoli, senatore Forza Italia

Giovanni Piccoli, senatore Forza Italia

“Ogni proposta di valorizzazione e vendita del patrimonio immobiliare del demanio militare deve essere concertata con gli enti locali e le associazioni di volontariato che in questi anni hanno operato per la manutenzione stessa delle strutture. Si favoriscano anche strumenti come gli accordi di programma”.

A dirlo è il senatore di Forza Italia Giovanni Piccoli a pochi giorni dall’annuncio del Governo di voler vendere le caserme dismesse.

In particolare, l’esponente politico ha depositato una interrogazione a risposta scritta indirizzata al Ministro della difesa Roberta Pinotti dove chiede precise spiegazioni su quali siano le mosse che intende fare il Governo per “liberare” un patrimonio dal valore – non solo economico – inestimabile.

Solo in provincia di Belluno ci sarebbero due siti da mettere in vendita, ovvero l’ex caserma Zannettelli di Feltre e la caserma Fasil Borgata Ecchè di Sappada. “Nel primo caso parliamo di una struttura di oltre 160 mila metri cubi”, ricorda il senatore di Forza Italia. “Si tratta della superficie più estesa in tutto il Veneto”.

“L’annuncio del ministro Pinotti è assolutamente positivo, ma questa deve essere la volta buona. E’ da anni che se parla: con la legge Finanziaria del 2007”, ricorda Piccoli, “si avviò un piano di cessione che doveva realizzarsi attraverso degli strumenti come la concessione di valorizzazione e il Programma unitario di valorizzazione. Due anni fa è stato poi avviato il cosiddetto “federalismo demaniale”, ma anche questo non ha prodotto grossi risultati. Gli ostacoli burocratici sono sempre tanti, per non parlare della crisi del mercato immobiliare”.

“Proprio per questo, non basta semplicemente parlare di cessione. Piuttosto parliamo di valorizzazione, concedendo le strutture a quelle associazioni che fanno volontariato: le associazioni combattentistiche, ma anche le protezioni civili o le realtà che si occupano di sociale”, propone Piccoli.

“Dobbiamo essere elastici: ci sono siti che possono essere venduti e altri che devono essere preservati nella loro dimensione “sociale” o perché già utilizzati da associazioni come base logistica o perché difficili da vendere”, prosegue il senatore.

Nell’interrogazione Piccoli chiede al Ministro se non sia il caso di sviluppare nuove forme di cooperazione tra il governo e gli enti locali finalizzate alla strutturazione di una programmazione di tipo continuativo e non emergenziale del recupero del patrimonio militare dismesso: “Credo molto nello strumento dell’accordo di programma. Lo spot della “vendita” lascia il tempo che trova; per difendere il patrimonio militare serve un piano strategico concordato con i territori”.

 

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