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Auronzo di Cadore verso il referendum * di Silvano Martini

Mar 16th, 2014 | By | Category: Cronaca/Politica, Lettere Opinioni, Prima Pagina
Silvano Martini

Silvano Martini

È urgente che il Comune di Auronzo di Cadore deliberi a favore del referendum per il passaggio al Trentino Alto Adige-SudTirol.

Il 30 e il 31 ottobre 2005 a Lamon si è svolto un referendum per chiedere che il Comune passasse dal Veneto alla Provincia Autonoma di Trento. Con 2.377 “sì” e 155 “no”, si è avuta una netta vittoria dei favorevoli all’aggregazione. La questione dei comuni lombardi e veneti al confine con il Trentino-Alto Adige è una tematica politica sollevata nel 2003 dall’associazione di 47 comuni della Lombardia e del Veneto, confinanti con la regione Trentino-Alto Adige, al fine di sensibilizzare i propri governi regionali e quello nazionale sul malcontento dei paesi di montagna privi di finanziamenti pubblici e agevolazioni fiscali adeguati rispetto a quelli trentino-altoatesini.Il parlamento italiano per attenuare le richieste degli enti locali, nel dicembre 2005, approvò, con un provvedimento della Finanziaria, lo stanziamento di 10 milioni di euro ai comuni delle province di Sondrio, Brescia, Verona, Belluno e Vicenza confinanti con il Trentino-Alto Adige

Gli aiuti finanziari si rivelarono inconsistenti rispetto alle originali richieste avanzate, così, tra il 2005 e il marzo 2008, dodici comuni veneti, Lamon, Sovramonte, Pedemonte, gli otto comuni dell’altopiano di Asiago, Cortina d’Ampezzo, tramite referendum costituzionale approvato dalla popolazione, hanno chiesto ufficialmente l’annessione al Trentino-Alto Adige-SuedTirol.

Negli ultimi anni molti comuni del bellunese hanno chiesto, tramite referendum, di abbandonare la Regione Veneto per passare ad altra Regione. Tra pochi giorni il Comune di Comelico Superiore celebrerà il proprio referendum e i cittadini del Comelico Superiore saranno chiamati a esprimere la loro volontà circa il passaggio del loro Comune alla Regione Trentino Alto Adige-SuedTirol.

Per “chiudere” la lista dei Comuni di confine bellunesi che hanno celebrato o celebreranno il referendum per abbandonare la Regione Veneto e passare ad altra regione manca solo il Comune di Auronzo di Cadore.

Le firme necessarie a manifestare la volontà dei cittadini di Auronzo di indire il referendum per il passaggio alla Regione Trentino Alto Adige-SuedTirol sono state consegnate al Sindaco di Auronzo di Cadore già da molto tempo. Ora è necessario che venga rispettata la volontà popolare espressa tramite le firme già consegnate ed è necessario che il Consiglio Comunale deliberi al più presto la richiesta di referendum da inviare alle autorità centrali che avvieranno l’iter referendario nei tempi previsti dalla Costituzione.

Non importa l’opinione del Sindaco e dei consiglieri riguardo al quesito referendario ma solo che venga data la parola ai cittadini come essi hanno chiesto ottemperando alla richiesta del Sindaco di Auronzo quando ha correttamente preteso che fossero raccolte le firme a sostegno dello stesso.

C’è una ragione importante per la quale è oltremodo urgente che il Comune di Auronzo chieda il referendum. Ci sono anzi tre milioni e mezzo di ragioni, tanti sono gli euro che potremo presto investire sul nostro territorio sulla base del fondo ODI (Brancher) per realizzare la ciclabile fino a Misurina e la centrale idroelettrica di Malon.

Come è spiegato nella parte introduttiva di questo articolo dovrebbe essere chiaro a tutti che senza i referendum di Lamon e delle altre decine di Comuni bellunesi, senza il lavoro di quei cittadini che hanno creduto in questo importante strumento democratico, non ci sarebbe il fondo Brancher ne il Fondo Letta col quale è stato realizzato il nuovo viale di via Roma ad esempio.

Allora, se il Comune di Auronzo ha accolto con gioia la notizia dell’arrivo dei denari dei fondi perequativi, ODI e Letta, guadagnati con i referendum celebrati sino a qui, occorre anche raccogliere il testimone referendario e chiedere al più presto che anche i cittadini Auronzani possano esprimere la loro volontà circa il passaggio del nostro Comune alla Regione Trentino Alto Adige-SuedTirol.

Avanti perciò col referendum. Un referendum per unire le comunità Alpine di Belluno-Dolomiti

Silvano Martini – Auronzo di Cadore

 

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12 comments
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  1. sempre piu’ innovativi.

  2. Bravo Martini non credo che Auronzo sia l’ultimo comune in provincia. Stona anche che il fondo brancher sia tutto lavoro vostro. Poi regalare le tre cime sarebbe l’ennesimo regalo al trentino ,sicuramente saranno favorevoli a questa fusione insieme a cortina ma non con altri comuni che non sono così economicemte importanti. Avanti con l’ennesimo fallimento politico con costi faraonici per la comunità. Sarebbe interessante sapere a quanto ammontano le spese sostenute da tutti i comuni e stato per questa iniziativa ormai superata in efficacia e efficienza

  3. sono cose che potevano avere un misero peso politico 7,8 anni fa.
    Come si fa ad avere ancora una strategia del genere?

  4. @cleber, NicolA: complimenti per la completezza delle vostre misere argomentazioni…

  5. @ panda di misero c’è la continua illusione di passare a regione autonoma. Ripeto ormai questa strada è vetusta e molto pericolosa per l’attuazione dell’ art. 15 da parte della regione. Mi par di vedere l’assessore bellunese(zaia) che ride a 64denti a ogni referendum di distacco e di disgregazione del territorio bellunese.

  6. Mi piacerebbe proprio sapere quanto siano finora costati i referendum…

  7. @ lino nel mio comune ( Comelico superiore) che si voterà il30 marzo il comune ha speso 10.000 € circa più il saldo più le spese sostenute dallo stato schede elettorali forze dell’ordine che presidiano seggi personale prefettura chi porta fisicamente schede in giro per provincia stato ecc. credo che sia credibile altri 10.000€ moltiplicando per tutti i comuni più qualche euro per comuni sopra 2000 abitanti come il mio la cifra si fa grossa per una semplice protesta

  8. @NicolA: proprio come pensavo: i referendum costano, e non poco…

  9. @ panda
    dammi un buon motivo. Me ne basta UNO

  10. @Lino. Mi piacerebbe proprio sapere quanto poco sia tornato indietro delle tasse pagate dai Bellunesi in tutti questi anni.

  11. @Lino e NicolA. Posso solo chiedere a voi quanto sia costata la politica fallimentare che ha condotto alla disgregazione dei nostri territori, ora in mano ad un commissario, dopo che PD, PDL, Lega hanno dimostrato la totale incapacità a governare, amministrare gestire un territorio come il nostro. Zaia ride comunque, sa fare solo quello. Se si investono 10000 euro per far parlare la gente e far loro esprimere un’opinione allora sono soldi ben spesi. Se si spendono soldi per far vedere che si è vivi e non condannati alle decisioni dei vostri compari, che ci vogliono morti, allora sono soldi ben spesi. Caro NicoLa l’art. 15 è una grande bufala, fatta per far star buona la gente e per illudere gli allocchi. Verze i guoie…

  12. Caro tasietira a voi manca solo il televoto e sareste un bel reality. Provate a gestire il territorio in prima fila da partito politico non con due piedi in una scarpa o un piede in due scarpe, in piazza a Belluno ricordo male forse ma c’era destra sinistra centro ecc. Troppo facile partire come movimento di consenso con appoggi a destra e sinistra e poi quando vi fa comodo ( tramite i referendum) sparare nel mucchio. Questo è cercare consenso popolare per un fine che, io, ho sempre sostenuto fin dalla vostra comparsa sia la carega del potere che nel frattempo vi è sfuggita con la cancellazione delle province. Vi ricordo che grillo vi ha superato in velocità.