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Gian Mario Raffaelli, il cadorino che nel 1895 aprì l’edizione trevigiana del Gazzettino. Nell’ultimo libro di Sante Rossetto “Treviso e la Marca nel Novecento”

Mar 15th, 2014 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Prima Pagina

Gian Mario Raffaelli, chi era costui? Fu il primo redattore dell’edizione trevigiana del Gazzettino, aperta nella primavera del 1895. La notizia interessa la nostra provincia perché Raffaelli era originario di Pieve di Cadore dove era nato, da Luigi e dalla contessa Arpalice Sanfermo, nel 1867. Una decina di anni dopo si era trasferito con la famiglia nel capoluogo della Marca dove aveva fatto il militare nel 3° reggimento bersaglieri. Ma la sua vocazione era il giornalismo. E così lo troviamo in piazza dei Signori, a Treviso, nel 1895 come “redattore” della pagina del Gazzettino. A quei tempi la “edizione” del Gazzettino di Treviso si limitava a una mezza dozzina di notizie di poche righe. Ma è da quell’anno, e con il cadorino Raffaelli, che nasce una delle più importanti redazioni del giornale dell’altro cadorino, il grande Gianpietro Talamini. Raffaelli, nel 1902 abbandona il Gazzettino e passa alla redazione veneziana de “L’Adriatico”, torna a Treviso nel 1906 per fondare “Il Giornale di Treviso” dove lavora fino al 1911.

Treviso e il Gazzettino sante rossettoE’ quanto ci racconta ora il giornalista e storico , per molti anni capocronista della redazione del Gazzettino di Belluno, nel suo ultimo libro “” edito da Piazza e in libreria in questi giorni. Rossetto ha esaminato la storia della provincia trevigiana nelle pagine del Gazzettino di Treviso dalla fondazione fino alla elezione del sindaco Manildo lo scorso anno.

Una cavalcata di quasi 120 anni che conduce il lettore lungo le vicende storiche trevigiane ma anche venete del XX secolo.

Uno studio utile che sintetizza i principali avvenimenti e i più importanti personaggi, giornalisti compresi, del secolo scorso e degli inizi del terzo millennio. Dal quale vengono alla luce curiosità e notizie non sempre conosciute. Come quella che, oltre a Talamini, il Gazzettino deve qualche cosa ad un altro cadorino, a Gian Mario Raffaelli.

 

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