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Creiamo lavoro e aboliamo le leggi Fornero. Cristina Muratore: “Vogliamo restituire dignità a tutti gli esodati. Introdurre un’indennità di maternità per le donne lavoratrici dipendenti, precarie e disoccupate”

Mar 15th, 2014 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Giovedì 13 marzo, una delegazione di donne dell’Italia Dei Valori, tra cui la coordinatrice regionale per le politiche di genere del Veneto, Cristina Muratore, assieme al segretario nazionale Ignazio Messina e al presidente Antonio Di Pietro, ha depositato presso la Corte di Cassazione la proposta di legge di iniziativa popolare “Creiamo lavoro e aboliamo le leggi Fornero”.

Lo scopo principale è appunto creare lavoro, problema per il quale il paese non può più attendere, attraverso proposte concrete e allo stesso tempo abolire la riforma Fornero, che ha tradito le aspettative di lavoratori e datori di lavoro trasformandoli in disoccupati senza speranze.

“Noi vogliamo restituire dignità a tutti gli esodati che hanno subito la grande ingiustizia di essere stati tagliati fuori dal mondo del lavoro – afferma la coordinatrice provinciale dell’Idv Cristina Muratore –  e vogliamo che siano introdotti dei contratti flessibili per fare in modo che, a fine carriera, coloro che lo desiderano possano ridurre l’orario di lavoro, fornendo ai giovani la possibilità di essere assunti immediatamente. Inoltre, ad un Parlamento che dice no alla parità di genere, IDV risponde che il mondo del lavoro deve essere aperto alle donne e che queste devono avere pari dignità. Il testo del progetto mira anche a ripristinare la legge Prodi nei casi di dimissioni in bianco, pratica indecente per un paese civile.

Nel nostro testo è inoltre prevista un’”indennità di maternità universale” per tutte le donne lavoratrici dipendenti e precarie, ma anche disoccupate, per fare in modo che possano avere pari dignità e diritti, come avviene nel resto dl’Europa. Ricordiamo che se da un lato nel nostro Paese è difficile abortire (spesso umiliante!) a causa di un obiezione di coscienza diffusa e non limitata dalle necessità di garantire il servizio, dall’altra ci sono donne che non possono nè portare avanti, nè pianificare una maternità a causa di problematiche economiche, precarietà, disoccupazione o per il timore di perdere il posto di lavoro. Partirà quindi a breve la raccolta delle firme in tutte le piazze e in tutti i comuni.

Un ringraziamento particolare – conclude Cristina Muratore –  va all’impiegata dell’ufficio elettorale di Belluno, che, contattata per telefono, in pochi minuti mi ha inviato a Roma, tramite pec, il certificato elettorale che avevo dimenticato permettendomi di apporre anche la mia firma ad un testo cui tenevo moltissimo soprattutto per le tematiche femminili! Lei dice semplice lavoro, ma probabilmente lo sa che non è da tutti!”

 

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