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Autonomia. Pier Virgilio Dastoli: “Le realtà a statuto speciale sono anacronistiche”. il presidente del Consiglio Italiano del Movimento Europeo che giovedì sera sarà ospite di Confindustria Belluno Dolomiti

Mar 11th, 2014 | By | Category: Cronaca/Politica, Lavoro, Economia, Turismo, Prima Pagina
Palazzo Doglioni-Dalmas sede Confindustria Belluno Dolomiti

Palazzo Doglioni-Dalmas sede Confindustria Belluno Dolomiti

«Le autonomie speciali sono state e sono dal punto di vista delle minoranze linguistiche la soluzione pacifica alla convivenza di culture diverse per evitare la tragedia delle secessioni separatiste. Esse sono un buon esempio per quel che sta avvenendo in Europa (Crimea, Catalogna, Paesi Baschi). Dal punto di vista economico, invece, la riforma della costituzione, rivedendo la disastrosa modifica del Titolo V, deve modificare il sistema ormai anacronistico delle Regioni a Statuto Speciale: Sicilia, Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta».

Ad affermarlo è Pier Virgilio Dastoli, presidente del Consiglio Italiano del Movimento Europeo e protagonista dell’incontro (aperto al pubblico) promosso da Confindustria Belluno Dolomiti nell’ambito del ciclo “Capire la Politica”, in programma giovedì 13 alle 18, a Palazzo Doglioni Dalmas. A dialogare con l’ex assistente di Altiero Spinelli, uno dei padri dell’europeismo, sarà, come di consueto, un imprenditore: Stefano Giacomelli, general manager della Sinteco di Longarone. «Abbiamo ancora bisogno dell’Europa?», questo il titolo della conferenza e l’interrogativo al quale risponderà Pier Virgilio Dastoli, spiegando perché, a suo giudizio, il crescente euro-antagonismo, che sembra contagiare anche molti imprenditori veneti, non è giustificato.

«L’’Europa – afferma Dastoli – non è la causa della crisi economica, ma la sua prima vittima. Una crisi che parte da lontano per la miopia dei governi che hanno pensato che fosse possibile realizzare l’unione monetaria senza unione economica e senza unione politica. Con l’Euro l’Italia ha ottenuto una drastica riduzione dei suoi tassi di interesse sul debito pubblico, ma i governi italiani non hanno sfruttato quest’occasione per risanare le nostre finanze. I cittadini e le imprese hanno ottenuto una drastica riduzione sui tassi dei mutui. Uscire dall’Euro significherebbe abbandonare un sistema di regole che impone all’Italia l’abbandono della finanza allegra. La soluzione alla crisi non è né meno Europa né più Europa ma un’Europa diversa: con una BCE prestatore di ultima istanza e arbitro delle decisioni sui tassi di cambio dell’Euro, con un bilancio europeo dotato delle risorse necessarie per garantire la crescita, con una Commissione dotata della forza politica per arginare le resistenze corporative e contraddittorie dei governi, con un parlamento che agisce nell’interesse dei cittadini». Vista la collocazione geografica, per il Veneto e per Belluno in particolare l’Europa, dice Dastoli, «può essere un grande spazio di collaborazione interregionale, usando al meglio non solo le risorse della coesione territoriale, ma anche i fondi a gestione diretta (ambiente, ricerca, energia, cultura) senza passare necessariamente attraverso le regioni e lo Stato».

«Personalmente – commenta Gian Domenico Cappellaro, presidente dell’associazione degli industriali bellunesi – non condivido la posizione di Dastoli in materia di autonomie. Come ho avuto modo di ribadire anche in occasione del recente incontro organizzato dalla Federazione dell’Industria del Trentino Alto Adige, noi non chiediamo di togliere competenze e risorse ai nostri vicini, ma di riconoscerne di più ai bellunesi, nell’ottica di una revisione in senso federalista dello Stato. Su questo avremo modo di confrontarci».

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12 comments
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  1. Il concetto è: togliere un bel pò alla Sicilia, Bolzano e Trento e dare un bel pò di piu’ a Belluno.

  2. Stasera, mercoledì 12 marzo dalle 20.30 presso la sala veranda della birreria di Pedavena incontro pubblico ad accesso libero organizzato da Indipendenza Veneta .
    Verranno illustrati i risultati già ottenuti dal movimento e quanto si potrà raggiungere.
    Saranno presenti:
    – Massimo Vidori (coordinatore di Indipendenza Veneta Dolomiti)
    – Franco Roccon, Sindaco del primo comune a supportare il PdL regionale 342 (referendum sull’indipendenza)
    – Alessio Morosin,socio fondatore e leader storico di Indipendenza Veneta
    – Michele Favero, portavoce ufficiale di Indipendenza Veneta
    – Cesare Busetto, componente del Direttivo di Indipendenza Veneta
    – Nicola Gardin, socio fondatore di Indipendenza Veneta
    Sono invitati tutti i cittadini, i Sindaci ed i Consiglieri comunali interessati a conoscere le tappe dell’unico percorso realistico per raggiungere l’autonomia della nostra provincia.

  3. In una Europa dove non c’è niente che funziona le realtà a statuto speciale che invece funzionano diventano “anacronistiche”.
    E’ facile pensare che gli tagliani non contenti dei danni fatti nelle regioni ordinare si impegnino ora a distruggere quelle a speciali. Ma si sa’ oggi la moda è questa! quindi tutti dietro il pifferaio…

  4. @BL-Frei
    Bene, allora teniamoci la sicilia così com’è.

  5. @Cleber. C’è Autonomia (Tr e Bz) ed autonomia (con la minuscola, Sicilia) lo capisci anche tu.
    Cosa poi centri il discorso di Pier Virgilio Dastoli col titolo del convegno organizzato da Confindustria Belluno Dolomiti, lui solo lo sa.
    Giustamente anche Cappellaro ribadisce questo concetto

  6. @ Tomaso
    non sono d’accordo per nulla: che spendano bene o male i loro soldi siciliani o austroungarici non me ne frega niente. Voglio avere anch’io questo privilegio, ne piu’ e ne meno. Solo che il giorno che Lombardia e Veneto smetteranno di tenere in piedi il baraccone chiamato italia questo crollerà inevitabilmente.
    Sono semplicemente realistico e onesto.
    Quindi, caro Tomaso, ho parli senza girarci attorno di secessione o parli della favola di Cenerentola. Ne convieni?

  7. errata corrige:
    “o” senza acca.

    Pubblicità progresso.

  8. @Cleber.Sono daccordo con te, ma ti correggo, perché le parole hanno un senso:
    “Voglio avere anch’io questa giusta opportunità”

  9. Però ci giri in tondo, lo sai che è impraticabile la cosa.
    O parliamo di Padania (senza fare giri di parole) o parliamo di un 75%-80% di tassazione che rimane sul territorio, senza se e senza ma.
    E comunque OGGI la sicilia, trento e bolzano hanno privilegi, non opportunità. Non mi ero sbagliato.

  10. Padania?

  11. Se preferisci lo chiamo Nord

  12. la mia conferenza sarà concentrata sulla concezione del federalismo, europeo e interno, e sui suoi vantaggi. In materia di regioni a statuto speciale, la mia posizione è molto più vicina a quella di Giandomenico Cappellano da quello che appare nella sintesi della mia dichiarazione. Non ho affermato che bisogna sottrarre alle regioni a statuto speciale i loro poteri anche se ci sono in Parlamento delle proposte che vanno in questa direzione. Non si tratta insomma di rendere “meno speciali” le regioni a Statuto Speciale ma di rendere “più speciali” le regioni a statuto ordinario nella logica di un vero federalismo interno che si colleghi maggiormente con la dimensione di un’Europa diversa, Ne parleremo domani.