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Giovanni Piccoli: “Lo sblocco dei 40 milioni è una buona notizia, ma io non mi fido!” Il senatore di Forza Italia presenta un emendamento per il maltempo sui Fondi 2014-2015

Mar 7th, 2014 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore
Giovanni Piccoli, senatore Forza Italia

Giovanni Piccoli, senatore Forza Italia

L’annuncio dello sblocco dei 40 milioni di euro dovuti dalla Provincia di Bolzano ai comuni di confine non convince il senatore Piccoli, che rilancia: “Intendiamoci, non si può che accogliere positivamente una tale notizia, ma non mi va di cadere nel tranello di chi dice che si tratta del primo passo in avanti. Temo, invece, che sia l’ultimo atto prima del definitivo tentativo di far scorrere i titoli di coda sulla nostra provincia! Anche per questo ho presentato un emendamento con cui si vincolano i fondi Brancher 2014 e 2015 per i danni provocati dal maltempo”.

L’emendamento in questione è stato presentato da Piccoli pochi giorni fa e ha già raccolto il sostegno dei colleghi veneti Marin, Bonfrisco e Zanettin.

Il provvedimento introduce l’articolo 16 bis al disegno di legge 1322, iniziativa legislativa del Governo in materia di Regioni, trasporto locale e calamità naturali. L’articolo “Disposizioni a favore della Regione Veneto per interventi di ripristino della sicurezza idraulica e dei versanti” autorizza la spesa di 80 milioni di euro per la realizzazione di primi interventi a favore della Regione Veneto nell’ambito dei comuni confinanti con le province autonome di Trento e di Bolzano a seguito degli eventi atmosferici di dicembre 2013 e gennaio 2014. La somma, per l’appunto, deriverà dalle annualità 2014 e 2015 del Fondo per i comuni di confine con le province autonome di Trento e di Bolzano.

“E’ una contromossa necessaria perché è fin troppo chiara l’intenzione di trentini e bolzanini di insabbiare la questione Brancher”, rimarca Piccoli. “Basta sentire le parole del governatore altoatesino Arno Kompatscher, che, commentando l’ok ai 40 milioni del 2011, parla di “richiesta di disponibilità a pagare” fattagli pervenire dal governo e di come un conto sia il pregresso, un altro il futuro del Fondo. Mi sembra un concetto sconcertante e la sintesi è inequivocabile: cari bellunesi, vi abbiamo dato quello che non potevamo fare a meno di darvi visto che c’è una legge che ce lo impone. Il futuro è tutta un’altra cosa.”

“A questo si aggiungano le dichiarazioni del presidente trentino Ugo Rossi che ha affermato come “l’ottica risarcitoria dei fondi Brancher vada rivista”. Insomma, Trento e Bolzano stanno allentando i cordoni della borsa perché da un lato costretti dai patti precedentemente assunti e dall’altro perché intenzionati a chiudere la partita il prima possibile. Rispetto a qualche anno fa, la loro autonomia risulta ancora più blindata e possono permettersi di dettare condizioni”

“Sì, perché – va ricordato soprattutto all’onorevole De Menech – che la straordinaria “azione di pressione” compiuta dall’allora ministro Graziano Delrio nei confronti delle autonomie ha portato, in un sol colpo, all’abolizione dell’Odi e alla maxi delega fiscale alle province di Trento e Bolzano, che introduce un nuovo drammatico elemento di concorrenza sleale nei confronti dei nostri territori e delle nostre imprese. Sarei cauto, dunque, a parlare di successi. Bolzano non ha fatto altro che adempiere a un obbligo previsto dalla legge, peraltro per la sola annualità 2011”.

“Quando un atto dovuto ed anzi compiuto con tre anni di ritardo viene fatto passare per una vittoria, mi preoccupo seriamente. Lo sblocco dei 40 milioni suona tanto come il prezzo pagato dalle province autonome, per togliersi definitivamente di mezzo il problema di Belluno e delle aree confinanti. E tutto ciò con la complicità del Pd che parla di specificità e poi presenta alle Camere un disegno di legge sulle province, che – come continuo a ripetere – rischia di essere la pietra tombale del nostro territorio. I bellunesi non sono asini: la smetta il governo di pensare che mostrando la carota, qui ci si scordi del bastone!”.

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One comment
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  1. Verrebbe da dire “pedo ‘l tacon del bus”.
    Piccoli dovrebbe ricordare che il Fondo Brancher è nato per cercare di riequilibrare le dispartità tra Regione Trentino Alto Adige e Comuni confinanti in Veneto e Lombardia.
    Col suo emendamento si rischierebbe di trasformarlo in intervento straordinario al posto di quanto correttamente dovrebbe essere a carico dello Stato.
    Con buona pace dei progetti di crescita per i quali era stato giustamente programmato.
    I Bellunesi non sono asini, caro Piccoli, anche se purtroppo sono “becchi e bastonati” e di corta memoria.