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Disturbi alimentari, sabato 15 marzo la giornata nazionale di sensibilizzazione

 

ospedaleAnche quest’anno l’Associazione Margherita, riferimento per il   Bellunese dei famigliari di persone con disturbi del comportamento alimentare,  con la collaborazione dell’equipe  del centro specialistico DCA di Belluno e della equipe del neo centro di Feltre, organizzerà un momento di sensibilizzazione al problema dei Disturbi del Comportamento Alimentare il 15 marzo, Giornata Nazionale per la sensibilizzazione e prevenzione dei DCA.

Presso la sede Ospedaliera del San Martino a Belluno, e in via Marconi (ex Casa di Cura Bellati) a Feltre, alcuni  volontari dell’Associazione  saranno a disposizione di quanti vorranno chiedere informazioni sul tema, anche con la possibilità di ricevere un opuscolo edito dall’equipe di Belluno sui disturbi del comportamento alimentare. L’opuscolo è strumento utile per conoscere queste malattie e per avere degli indirizzi, sia “fisici “(a chi rivolgersi ), di metodo (quali percorsi-professionisti intervengono) che relazionali (come riconoscere, come comportarsi etc. ).

I tassi di prevalenza lifetime sono dello 0,9% per l’Anoressia nervosa , 1,5% per la Bulimia e del 3,5% per il disturbo di alimentazione incontrollata. Sommati , questi dati indicano che circa 6 ragazze su 100 soffrono di questo disturbo. A queste stime manca tutto il sommerso, gli adolescenti che incorrono nel disturbo sotto i 18 anni e i disturbi non altrimenti specificati, oltre che la prevalenza nei maschi, che si avvicina ad un rapporto 1 a 10. Quel che hanno in comune questi disturbi sono un’immagine di sè e del peso distorta e dei meccanismi di auto attribuzione di valore e relazionali disfunzionali, perchè visti attraverso le lenti del problema alimentare. Se non curati questi disturbi portano ad una grande compromissione della qualità della vita, con problemi scolastici, sociali e, non ultimi, di salute per una compromissione di tutti gli organi ed apparati. Ancor oggi la gran parte delle ragazze arriva all’osservazione dopo lunghi anni di malattia, aspetto che rende più difficile il recupero e la guarigione.

Quale percorso? In prima istanza ambulatoriale, ad opera di professionisti (psicologo, dietista, internista, psichiatra) che , in equipe, lavorano con conoscenze specifiche sul problema; in alcuni casi, o per alcuni momenti del percorso, è poi necessario un ricovero. I famigliari, in questo percorso, hanno da un lato loro stessi bisogno di aiuto, dall’altro – se aiutati – rappresentano un tassello fondamentale ed importante della cura, in quanto fonte di vicinanza, aiuto e supporto continuo al ragazzo/a. Sotto la guida di una psicologa dell’Associazione Fenice di Porgogruaro, e grazie al contributo della Banca Popolare dell’Alto Adige – Volksbank, l’associazione Margherita, da settembre organizza degli incontri, ogni due settimane per dar voce, supportare e guidare i famigliari delle persone affette da questi disturbi, aiutando loro non solo a non sentirsi soli ma anche a dare risposte adatte alle sofferenze dei propri figli.

Per chi fosse interessato, il riferimento è: tel. 3319186820 – e.mail: assmargheritabl@libero.it.

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