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Venerdì in Biblioteca civica di Belluno, Il deserto dei Tartari di D. Buzzati e Aspettando i Barbari di J. M. Coetzee: la vana attesa di un nemico

Feb 24th, 2014 | By | Category: Appuntamenti, Arte, Cultura, Spettacoli, Pausa Caffè

Venerdì 28 febbraio alle h. 19.15 si svolgerà presso la sede della Biblioteca civica il sedicesimo aperitivo bibliotecario “Il deserto dei Tartari di D. Buzzati e Aspettando i Barbari di J. M. Coetzee: la vana attesa di un nemico” a cura di Elena De Bettio.

Palazzo Crepadona, sede della Biblioteca civica di Belluno

Palazzo Crepadona, sede della Biblioteca civica di Belluno

Nel 1980 J. M. Coetzee pubblica il suo terzo romanzo intitolato Aspettando i Barbari. Il titolo del romanzo nasce da un componimento del poeta greco Costantino Kavafis (1863-1933) intitolato, per l’appunto, Aspettando i barbari. Qui la presenza dei barbari si rivela molto importante per le dinamiche di potere di uno stato che, soprattutto in fase di decadenza, può scaricare su di loro le tensioni politiche e sociali del paese. Nella poesia tutto l’apparato statale di una Roma imperiale decadente si blocca, in una vana attesa dei barbari che non arriveranno mai: “E adesso senza barbari, che ne sarà di noi?/ Quella gente, in qualche modo, era una soluzione”. In un periodo storico di atroci lotte razziali in Sudafrica, Coetzee scrive un romanzo che parla, sì, di discriminazione razziale, di oppressione politica, di crudeltà, tortura, violazione impunita dei diritti umani, ma lo ambienta in un tempo e in un luogo innominato, e affida a un non meglio identificato impero e a dei barbari altrettanto vaghi il compito di rappresentare la violenza della Storia.

Questo intervento si prefigge di individuare le affinità che legano Aspettando i barbari con Il deserto dei Tartari di Dino Buzzati, pubblicato nel 1940 sotto il regime fascista. Anche il romanzo di Buzzati gioca sull’indeterminatezza dell’ambiente, la Fortezza Bastiani si trova in un non-luogo e un non-tempo, per mettere a nudo la falsità dei miti creati a giustificazione di un impero, tra i quali quello della costruzione di un “nemico”, addirittura inesistente nel testo di Buzzati. Contro l’Altro, il barbaro, diverso e quindi minaccioso, il potere totalitario può convogliare le energie, le aspettative e le paure della propria gente; soltanto in opposizione a un Altro percepito come pericoloso e violento uno stato violento e pericoloso può affermare se stesso. In un certo senso possiamo dire che il romanzo di Coetzee comincia dove finisce quello di Buzzati, se in quest’ultimo i barbari non arriveranno mai, il protagonista del romanzo di Coetzee entra in contatto con i barbari, si sforza di incontrare l’Altro ma non lo trova, soffre del fatto di non poter colmare quella distanza che lo separa dai barbari e non impara mai del tutto la lezione più difficile, il rispetto dell’Altro.

L’incontro, che ha lo scopo di presentare documenti di autori della Biblioteca, è a ingresso libero e aperto alla partecipazione di tutti.

Info: tel. 0437948093 o biblioteca@comune.belluno.it

 

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