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martedì, Maggio 26, 2020
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I rappresentanti del Bard incontrano il presidente della Provincia di Sondrio e una delegazione Valtellinese

Bard Incontro BL-SOSi rafforzano i rapporti dalle province di Sondrio e Belluno, unite dalle similitudini territoriali (sono le uniche province italiane interamente montane) e la voglia di dare battaglia per ottenere maggiore autonomia e continuare a mantenere un ente di primo livello che rappresenti il territorio.

Ieri una delegazione del Bard (Belluno Autonoma Regione Dolomiti) guidata dal presidente Moreno Broccon (presenti Paola Paganin, Andrea Bona, Alfonso Liotta e Guido Trento) ha raggiunto Ponte in Valtellina per un pranzo informale con il presidente della Provincia di Sondrio, Massimo Sertori, e una delegazione valtellinese.

Un incontro proficuo, nel corso del quale i rappresentanti dei due territori si sono confrontati su temi importanti, trovandosi totalmente d’accordo e ancora una volta uniti nel chiedere il rispetto delle peculiarità territoriali.

“Da due anni stiamo conducendo insieme una battaglia a difesa delle nostre Province – afferma Sertori -. Anzi, sarebbe più giusto dire che il nostro obiettivo é quello di ottenere pari dignità e condizioni del resto dell’Italia. Partiamo da un dato oggettivo: Sondrio e Belluno sono le uniche province interamente montane, un dato riconosciuto anche nell’ambito delle riforme che si sono susseguite. Non siamo più disposti a vedere cittadini di serie A e di serie B. Abbiamo diritto a forme di governo uguali rispetto a Trento e Bolzano, sistemi che funzionano e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Le nostre province hanno caratteristiche simili dal punto di vista orografico e storico, sono strette tra stati esteri e province autonome, e questo genera una sorta di concorrenza sleale che sta mettendo in ginocchio la nostra gente. Il rischio concreto é quello dello spopolamento, che significherebbe la mancanza di manutenzione, tutela e monitoraggio del territorio. Territorio che noi preserviamo, ma che è un patrimonio di tutti, non si può lasciare che si demolisca nel tempo, sarebbe da irresponsabili”.

Il presidente Sertori é convinto che il decreto Delrio verrà bocciato, così come quello firmato da Mario Monti, perché incostituzionale, e ha già pensato al passo successivo.

“Se il ministro Delrio, o altri dopo di lui, vorranno mettere mano alla Costituzione dovranno comunque continuare a permetterci di occuparci del territorio – afferma -. Se ci sarà la volontà di proseguire nella riforma con una legge costituzionale Sondrio e Belluno, insieme, chiederanno una modifica alla Costituzione che riconosca lo stesso grado di autonomia che hanno Trento e Bolzano. Credo si tratti di una richiesta assolutamente legittima”.

“I nostri sono territori distanti, ma su questo fronte quanto mai vicini – afferma Broccon -. Viviamo situazioni parallele in due regioni diverse. Siamo convinti che a contare siano solo i territori e chi li abita. É evidente che abbiamo bisogno di uno “status” particolare e che sia indispensabile che le Province siano elettive e autonome per dare risposte ai cittadini. il Decreto Delrio non risponde alle nostre necessità. Anche in futuro lavoreremo gomito a gomito con i valtellinesi per raggiungere obiettivi concreti”.

All’incontro anche il sindaco di Ponte in Valtellina, Franco Biscotti, che ha spiegato: “I nostri cittadini sono una minoranza nel panorama nazionale, e le minoranze fanno fatica a far sentire la loro voce. La Provincia é l’unico punto di riferimento serio per noi amministratori locali, l’unico modo per rappresentare le nostre istanze, pur piccole che siano. Senza l’ente a rappresentarci non avremmo alcuna forza, e un ente di secondo livello non può garantirci lo stesso”.

Un atto giusto e in qualche modo dovuto, secondo il Bard così come secondo Sertori, per consentire alle terre alte di giocarsela alla pari con i territori come quelli di Trento e Bolzano piuttosto che con la vicina confederazione elvetica. «Quello delle province autonome deve essere anche il nostro modello se vogliamo che la montagna sopravviva perché – è convinto Broccon – se non agiamo nei prossimi cinque anni, non ce la faremo: le nostre imprese non sono in grado di competere, neppure l’organizzazione turistica può stare al passo con quella delle province autonome senza la possibilità non soltanto di pari risorse, ma anche legislativa. Non possiamo fare gli interessi delle nostre comunità montane con leggi tagliate sulle realtà urbane».

Nelle prossime settimane saranno avviate delle attività comuni sia in opposizione al Ddl Delrio – in primis con i ricorsi alla Corte Costituzionale – che alla creazione di una proposta costituzionale condivisa tra i territori di Belluno e Sondrio da consegnare al governo nella fase di riforma delle istituzioni del Titolo V.

 

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