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Belluno e la specificità dell’art.15 che non arriva * intervento di Erika Dal Farra, segretaria provinciale Pd

Feb 22nd, 2014 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina
Erika Dal Farra

Erika Dal Farra

Pochi giorni fa il consigliere regionale di Forza Italia Bond ha avanzato le sue perplessità circa l’operazione Renzi e l’ennesima discriminazione da parte del PD ai danni delle realtà montane; cerchiamo di fare un po’ di chiarezza. Per fare chiarezza bisogna partire da un punto fermo: l’unica parte politica che sta difendendo i territori montani e sta cercando in ogni modo di portare a casa l’autonomia per Belluno è il Partito Democratico.

Il consigliere Bond deve spiegare ai bellunesi perché il suo partito a Belluno predica l’autonomia e a Roma lavora, con la solita sponda della Lega Nord, per distruggere i riconoscimenti e le maggior funzioni che il Pd e Roger de Menech stanno portando a casa per la Provincia di Belluno. Il consigliere Bond può inoltre illuminarci sul perché l’art. 15 dello Statuto del Veneto (articolo che riconosce la specificità di Belluno) sia ancora fermo ai nastri di partenza e sul perché la solidissima maggioranza Lega-Forza Italia in regione si rifiuti di riempire l’art. 15 di risorse e competenze.

Chiediamo a Bond e a Forza Italia di lavorare assieme a noi e alle altre forze politiche per cercare di portare a casa il più possibile per la nostra provincia invece che continuare con i soliti “giochini” da vecchia politica. Per non dar l’impressione che siano solo “verba volant”, in seguito elenchiamo i vari emendamenti di Forza Italia e Lega Nord atti a distruggere e disarticolare gli articoli a favore della nostra provincia.

OPERAZIONE VERITA’: COSA SUCCEDE AL SENATO AL DDL DELRIO

Riassumiamo brevemente gli articoli del cosiddetto DDL Delrio che riguardano le province montane così come approvato alla CAMERA:

CAPO I

DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1.

(Oggetto)

1. La presente legge detta disposizioni in materia di città metropolitane, province, unioni e fusioni di comuni al fine di adeguare il loro ordinamento ai princìpi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza.

2. Le città metropolitane sono enti territoriali di area vasta con le funzioni di cui all’articolo 8 e con le seguenti finalità istituzionali generali: cura dello sviluppo strategico del territorio metropolitano; promozione e gestione integrata dei servizi, delle infrastrutture e delle reti di comunicazione; cura delle relazioni istituzionali afferenti al proprio livello, ivi comprese quelle a livello europeo.

3. Le province sono enti territoriali di area vasta disciplinati ai sensi del capo III.

Alle province con territorio interamente montano e confinanti con Paesi stranieri sono riconosciute

le specificità di cui agli articoli 11, 12 e 17.

CAPO III

LE PROVINCE

Art. 11.

(Disposizioni generali)

1. Le province, fermo restando quanto previsto nel capo II, esercitano le funzioni di cui

all’articolo 17.

2. Restano comunque ferme le funzioni delle regioni nelle materie di cui all’articolo 117,

commi terzo e quarto, della Costituzione, e le funzioni esercitate ai sensi del- l’articolo 118

della Costituzione.Le regioni riconoscono alle province di cui all’articolo 1, comma 3,

secondo periodo, forme particolari di autonomia nelle materie di cui al predetto articolo

117, commi terzo e quarto, della Costituzione.

3. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 29, comma 4, le norme di cui al presente capo

non si applicano alle province autonome di Trento e di Bolzano e alla regione Valle d’Aosta.

Art. 12.

(Organi delle province)

1. Sono organi delle province di cui all’articolo 11 esclusivamente: a) il presidente della provincia;

b) il consiglio provinciale; c) l’assemblea dei sindaci.

2. Il presidente della provincia rappresenta l’ente, convoca e presiede il consiglio provinciale e

l’assemblea dei sindaci, sovrintende al funzionamento dei servizi e degli uffici e all’esecuzione degli

atti; esercita le altre funzioni attribuite dallo statuto. Il consiglio è l’organo di indirizzo e controllo,

propone all’assemblea lo statuto, approva regolamenti, piani, programmi; approva o adotta ogni

altro atto ad esso sottoposto dal presidente della provincia; esercita le altre funzioni attribuite dallo

statuto. Su proposta del presidente della provincia il consiglio adotta gli schemi di bilancio da

sottoporre al parere dell’assemblea dei sindaci. A seguito del parere espresso dall’assemblea dei

sindaci con i voti che rappresentino almeno un terzo dei comuni compresi nella città metropolitana

e la maggioranza della popola- zione complessivamente residente, il consiglio approva in via

definitiva i bilanci del- l’ente. L’assemblea dei sindaci ha poteri propositivi, consultivi e di controllo

secondo quanto disposto dallo statuto. L’assemblea dei sindaci adotta o respinge lo statuto proposto

dal consiglio e le sue successive modificazioni con i voti che rappresentino al- meno un terzo

dei comuni compresi nella provincia e la maggioranza della popolazione complessivamente residente.

3. L’assemblea dei sindaci è costituita dai sindaci dei comuni appartenenti alla provincia.

4. Gli statuti delle province di cui all’arti- colo 1, comma 3, secondo periodo, possono prevedere, d’intesa con la regione, la costituzione di zone omogenee per specifiche funzioni, con organismi di coordinamento collegati agli organi provinciali senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Art. 17.

(Riordino delle funzioni delle province)

1. Le province di cui all’articolo 11, quali enti con funzioni di area vasta, esercitano le seguenti funzioni fondamentali: a) pianificazione territoriale provinciale di coordinamento, nonché valorizzazione dell’ambiente, per gli aspetti di competenza; b) pianificazione dei servizi di trasporto in ambito provinciale, autorizzazione e controllo in materia di trasporto privato, in coerenza con la programmazione regionale, nonché costruzione e gestione delle strade provinciali e regolazione della circolazione stradale ad esse inerente; c) programmazione provinciale della rete scolastica, nel rispetto della programmazione regionale; d) raccolta ed elaborazione di dati, assistenza tecnico-amministrativa agli enti lo- cali.

2. Le province di cui all’articolo 1, comma 3, secondo periodo, esercitano altresì le seguenti ulteriori funzioni fondamentali: a) cura dello sviluppo strategico del territorio e ge1stione di servizi in forma associata in base alle specificità del territorio medesimo; b) cura delle relazioni istituzionali con province, province autonome, regioni, regioni a statuto speciale ed enti territoriali di altri Stati, con esse confinanti e il cui territorio abbia caratteristiche montane, anche stipulando accordi e convenzioni con gli enti predetti.

Al SENATO sono stati presentati 2900 emendamenti, alcuni di questi tolgono o modificano dal testo gli articoli dedicati alle province montane.

Di seguito, una breve sintesi di questi emendamenti con i relativi primi firmatari:

ARTICOLO 1

1.3. De Petris (SEL): sopprime il comma 3

1.4. De Petris (SEL): cambia il comma 3 e spariscono le province montane

1.64 Sibilia (F.I.) sopprime il comma 3

1.65 Fazzone (F.I) sopprime il comma 3

1.66 Campanelli (M5S) cambia il comma 3 togliendo le province montane e chiedendo il commissariamento di tutte le province.

1.66 Nencini (socialisti) sostituisce il comma 3

1.71 Fazzone (F.I.) sopprime solo il secondo periodo del comma 3 (quello delle province montane)

1.72 Alberti Casellati (F.I.) al comma 3 sopprime le parole “con territorio interamente montano e”

1.73 Alberti Casellati (F.I.) al comma 3 sostituisce la parole “interamente” con “prevalentemente”

1.74 Alberti Casellati (F.I.) al comma 3 sostituisce la parola “confinanti” con “contigui”

ARTICOLO 11

11.10 Sibilia (F.I.) sopprime il comma 2

11.11 Bisinella (Lega Nord) sopprime il comma 2

11.18 Nencini (socialisti) sopprime il secondo periodo del comma 2

ARTICOLO 12

12.72 Sibilia (F.I.) sopprime il comma 4

12.73 Bisinella (Lega Nord) sopprime il comma 4

12. 74 Nencini (socialisti) sopprime il comma 4

ARTICOLO 17

17.90 Bisinella (lega nord) sopprime il comma 2

17.91 Nencini (socialisti) sopprime il comma 2

17.93 Sibilia (F.I.) sopprime la lettera A del comma 2

17.94 Bisinella (lega nord) sopprime la lettera A del comma 2

17.101 Sibilia (F.I.) sopprime la lettera B del comma 2

17.102 Bisinella (lega nord) sopprime la lettera B del comma 2

 

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15 comments
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  1. Ricordo sommessamente alla gentile sig.ra Dal Farra che c’è anche un’altra forza politica che da anni si sta battendo per lo stesso scopo, ed è il Movimento Bard, Belluno Autonoma Regione Dolomiti, e questo, purtroppo, anche con il boicottaggio da parte del consigliere Pd Sergio Reolon.

  2. chiedo: è gentilmente capace la segretaria del PD provinciale di riassumere la sua posizione in una riga e non oltre? non servono tante parole…solo un indirizzo chiaro e concreto! che volete fare per un futuro migliore per Belluno?

  3. Ma la neo segretaria Dal Farra sa come la pensano i vari Renzi, Reolon, De Menech sulle provincie? No, perché, dico, c’è o ci fa?

  4. Renzi, Delrio e e la ruota di scorta De Menech saranno la tomba del bellunese.

  5. Grazie pd, grazie di niente.

  6. Dopo la sortita di De Menech e Delrio in provincia credo che la signora Dal Farra abbia ben poco da difendere anche se è comprensibile che, nel suo ruolo non possa far altro. Dopo la stagione della Lidia Maoret , fatta fuori per sue posizioni sinceramente autonomiste è venuta l’ora della normalizzazione di un partito che è al servizio degli interessi nazionali e ben lontano dal rappresentare le istanze del territorio. Non resta altra via che organizzare al più presto una forza politica territoriale sul modello della SVP che spazzi via questi saprofiti fuori del tempo che non rappresentano altro che le voglie di potere di persone che da decenni calcano le scene della politica bellunese e che sono responsabili della crisi e dello spopolamento delle terre alte. Basta partiti il suo unico risultato è dividere un popolo che altrimenti potrebbe ottenere molto di più , a cominciare dall’autonomia che deve essere la stessa di Trento e Bolzano.

  7. Chi paga? Gli autonomisti vogliono la Regione Autonoma. I bellunesi vogliono la Provincia Autonoma. Sarebbe forse opportuno speigare alla gente che comunque soldi non arriveranno, ne con la specificità e neanche con l’autonomia. Non ci sono soldi! Se li sono mangiati tutti. Basta vedere palazzo piloni e Veneto Strade.

  8. @Mirco, purtroppo quanto lei afferma in buonafede non è corretto. I soldi ci sono. Io, lei, la gente comune, gli operatori turistici, i commercianti, gli artigiani…non li vediamo ma di soldi ne arrivano e molti. Qualcuno la tavola ce l’ha ben imbandita da sempre e tutti i giorni in barba alla crisi. Provi a leggere tra le righe dei contributi europei che transitano in regione e passano di mano nella nostra provincia. Provi a misurare i risultati economici che tali supposti investimenti producono a beneficio del territorio…non ne troverà traccia. Troverà invece qualche esperto che le spiegherà le strategie future per il rilancio economico delle nostre valli…sempre che per la stesura dei relativi progetti ci sia un qualche bel contributo da succhiare di nuovo…e la storia continua a fare il suo corso. Si chieda perché si vuole eliminare la Provincia, perché si riducono alla fame i Comuni, perché non si fanno votare i cittadini? Chiediamocelo ed avremo credo la risposta.

  9. @tasietira: dovresti fare degli esempi concreti, con tanto di numeri!

  10. @ Martini.
    Finalmente ammetti che tu è il bard volete diventare un partito politico. Per anni avete fatto credere alla gente di essere solo un movimento di opinione e intanto cercavate consensi con dei referendum costosissimi per le tasche dei comuni per avere quale risultato? Un nuovo partito bravi…

  11. Ma cosa vuoi che combinino questi inetti!

  12. Nicola, e se anche fosse?
    Devono forse vergognarsene?
    Io mi vergognerei piuttosto di stare in un partito che a noi bellunesi dice che vuole autonomia e specificità,
    manda qui un primo ministro a spergiurare sui 2000 morti del Vajont che abbiamo diritto all’autonomia e se lo scriverà nell’agenda del governo, ma quando torna a Roma dice a Delrio di andare a Belluno a dire ai Bellunesi che è stato uno scherzo.
    E il nuovo primo ministro ribadisce:”Province? Via!” mentre De Menech, magari supportato dal figlio degenere Bressa, continua a volerci riemopire il c**** di luganega!
    Ma non preoccupatevi più di tanto; i bellunesi hanno la memoria corta.
    Becchi e bastonati è il loro motto.

  13. Ma è il medesimo Silvano Martini che faceva politica con i voti di Forza Italia?

  14. Carissimo tasietira. Io parto sempre dal presupposto, aimè, che io continuerò a fare la fame. Questo con il Pd, il PD-L, 5 stelle e chi più ne ha più ne metta. Credo poco all’autonomia in quanto, se vedo il buco del BIM la cui gestione è stata fatta principalmente da esponenti “Bellunesi”, c’è poco da stare allegri. La mia considerazione riguarda principalmente sul fatto che molta gente crede che la tanto decantata specificità sia propedeutica alla “autonomia” stile Trentino Alto Adige. Invero, per quel che ne so, non si parla di fondi economici e quanti fondi rimangano direttamente in sede. Se pensi che i pagamenti per contributi ai Comuni, ora, transitano prima su un conto destinato della banca d’Italia; in pratica i soldi destinati ai Comuni vanno prima a Roma e dopo, un paio di mesi, gli stessi vengono …..stornati ai Comuni (per farla molto spicciola). Quindi non c’è alcuna intenzione di dare, appunto, una ……. specifità economica, e , a mio avviso, senza questa, anche se passerà la Legge, rimarrà una scatola vuota. Almeno io la penso così.

  15. Mirco, vediamo se ho capito.
    Tu sei daccordo sia su specificità che Autonomia, però, visto che non ci sono fondi economici (questo per te, ma in altra battuta ti potrò far vedere che così non è, nel senso che abbiamo enormi risorse bellunesi) allora non se ne fa niente e, soprattutto, è meglio non cercare di invertire la situazione.
    Ma allora seguendo il tuo ragionamento dovremmo tutti tagliarceli. Scusa la battuta.
    Se qualcuno cerca di darsi da fare bisogna sostenerlo, non deprimerlo, o no?