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Mancata assegnazione della gestione del Castello di Zumelle. Pressioni dirette e indirette, ma la ditta Imaz Rhistoria potrà dimostrare la validità del suo progetto * intervento di Stefano Cesa, sindaco di Mel

Feb 21st, 2014 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina, Società, Associazioni, Istituzioni
Stefano Cesa, sindaco di Mel

Stefano Cesa, sindaco di Mel

Ritengo non sia segno di maturità formulare demagogiche argomentazioni con false allusioni anziché approfittare degli errori quale occasione di crescita. Siamo tutti adulti e lontano è il tempo in cui il bambino vede il giocattolino e fa i capricci finché non gli viene dato.

Un’Amministrazione Comunale indice un bando per la gestione di un Bene Pubblico e ha tutto il diritto e dovere di riservarsi di valutare se e quali siano le proposte migliori; qualora questa Amministrazione ritenga che nessuna delle proposte ricevute sia idonea, legalmente e legittimamente, può non dare corso all’assegnazione.

È ora di piantarla di investire importanti risorse di tutti per ristrutturare patrimoni pubblici e vederli affidati a gestioni incapaci di valorizzare appieno il bene concesso perché non si ha il coraggio di mandare deserte le gare! Purtroppo di esempi di questo tipo ne troviamo quotidianamente nel nostro Paese. Per il Castello di Zumelle, in questi ultimi vent’anni, grazie all’impegno delle Amministrazioni Comunali che si sono succedute, sono stati spesi molti soldi pubblici: europei, regionali e comunali. Soldi comunque dei cittadini che meritano di trovare nella gestione privata una contropartita finalizzata unicamente all’incremento del valore bene e non esclusivamente al suo mantenimento. D’altro canto questo concetto era molto ben comprensibile dalla lettura del bando dato che per i primi due anni di gestione, l’affitto simbolico richiesto dal Comune per l’intero complesso si aggirava intorno ai 250 € mensili! Nel bando non si parlava di ristorante o altre tipologie di ristorazione: stava nella facoltà del concorrente presentare un progetto il più attraente possibile ma certamente non limitato a distributori automatici di bevande e merendine! Ritengo non ci sia nulla da meravigliarsi che un Amministratore pubblico richieda, per la propria struttura, investimenti idonei e si accerti della solidità economica del soggetto proponente al fine di garantire una gestione decennale improntata sullo sviluppo e valorizzazione di attività culturali, di marketing e promozione dell’intero sito oltre che della Valbelluna!

È pur vero che solo due offerte, nonostante l’interesse di altri soggetti dimostrato alla vigilia della gara, sono pervenute all’attenzione di una commissione tecnica, appositamente costituita in virtù della separazione dei poteri gestionali da quelli politici, così come previsto dalla normativa vigente per i procedimenti amministrativi e composta da due architetti e dal Segretario Generale del Comune di Mel, nei confronti della quale l’Amministrazione nutre assoluto rispetto e completa fiducia per le valutazioni effettuate in sede di gara. Non trovo assolutamente giustificate le dichiarazioni rilasciate dalla ditta che lungi dal presentarsi come critiche costruttive tendono invece esclusivamente a screditare l’operato dell’Amministrazione comunale e contengono supposizioni del tutto prive di fondamento circa presunti intendimenti o decisioni assunti dagli organi politici in ordine a provvedimenti amministrativi che sono invece di esclusiva competenza dei funzionari.

È anche altrettanto vero che, se un riscontro positivo dobbiamo trarre da questa vicenda è quanto scaturito per effetto degli articoli dei giorni scorsi. Sono diverse infatti le imprese locali di riconosciuta ed indiscussa serietà che non avevano partecipato al bando temendo di sprecare inutilmente tempo e risorse perché immaginavano un’attenzione diversa da parte di realtà più forti e strutturate ed hanno ora invece manifestato il loro interesse per la partecipazione a successivi bandi.

Non è questa la sede per discutere se l’offerta proposta dalla Ditta Imaz Rhistoria sia congrua o meno, rispetto a quanto richiesto dal bando che, peraltro, già soddisfaceva nei contenuti le aspettative di questa Amministrazione Comunale. La Ditta se lo riterrà, potrà far valere le proprie ragioni nelle opportune sedi.

Ciò che, quale Sindaco di Mel, mi preme evidenziare con rammarico sono le pressioni pervenutemi direttamente e indirettamente da vari soggetti e, da ultimo, l’assalto mediatico, dai caratteri provocatori, animato da posizioni di parte e poco obiettive che ha fatto seguito all’esclusione dell’offerta della Imaz Rhistoria.

La gestione del Castello è una questione tutt’altro che chiusa e per questa Amministrazione rimane una priorità anche se non un’urgenza da chiudere a qualsiasi costo con chiunque si dichiari disponibile.

Non mancherà, a breve, l’occasione anche per la Ditta Imaz Rhistoria, se ancora interessata, di dimostrare formalmente e non solo a parole, la validità del proprio progetto, anche sotto il profilo della sostenibilità economica.

Mi auguro che una più attenta analisi potrà portare ad una valutazione più matura e ad un clima più disteso che permetta a questa Amministrazione di compiere la scelta più giusta nell’interesse della comunità zumellese.

 

Mel, 21 Febbraio 2014

 

IL SINDACO

Stefano CESA

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6 comments
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  1. E poi qualcuno si domanda perchè Belluno è ancora senza Presidente..tutto si lega..ci castriamo da soli..meglio che il Castello e tutto il resto rimanga ancora chiuso

  2. Tra parentesi le parole del sindaco.

    “È ora di piantarla di investire importanti risorse di tutti per ristrutturare patrimoni pubblici e vederli affidati a gestioni incapaci di valorizzare appieno il bene concesso”.
    Il sindaco quindi fa rientrare tout court nelle “gestioni incapaci” la proposta di Imaz Rhistoria” , senza una approfondita diesamina dell’offerta, senza un colloquio approfondito coi soci, che gli avrebbe sicuramente aperto un ampio orizzonte di capacità degli stessi e che non poteva essere logicamente espresso appieno, se non con una relazione che avrebbe richiesto un allegato voluminoso.

    “Sono diverse infatti le imprese locali di riconosciuta ed indiscussa serietà che non avevano partecipato al bando temendo di sprecare inutilmente tempo e risorse perché immaginavano un’attenzione diversa da parte di realtà più forti e strutturate ed hanno ora invece manifestato il loro interesse per la partecipazione a successivi bandi”.
    Caro sindaco, del senno di poi sono piene le fosse. troppo facile pararsi il c**** con queste argomentazioni.
    E anche quelle “imprese locali” che lei giudica “di riconosciuta ed indiscussa serietà”, se esistono, hanno giocato sporco nell’attendere per fare poi il gioco al ribasso, aspettando magari una trattativa privata in seconda battuta. Perché non hanno avuto il coraggio, se credevano nel sito e nel loro eventuale progetto di valorizzazzione, di presentarsi alla luce del sole?

    In definitiva, come diciamo a Belluno, “pedo il tacon del bus”!
    Resto in attesa di smentite.

  3. A fine mandato una amministrazione pubblica emana un bando per una gestione decennale?
    DECENNALE ??? A fine mandato, quando a maggio si vota?

    In qualsiasi caso, Signor Sindaco di Mel, ha dichiarato che la possibile gestione di un’impresa di giovani Bellunesi sarà incapace.
    Ha esposto, inoltre, che questa giovane e locale impresa è superficiale o frivola o irresponsabile.
    Due giovani Bellunesi che si sono impegnati a presentare un progetto con tutti i requisiti idonei alla luce del sole.

    Da un giovane Bellunese,
    cordiali saluti.

  4. “Le imprese locali di riconosciuta e indiscussa serietà”, ovvio che il pensiero è rivolto alla ristorazione mentre le attività culturali, turistiche e di valorizzazione del patrimonio architettonico e territoriale le diamo in mano ai volontari. Tanto non servono a niente.

  5. Parliamo tanto dei nostri “coraggiosi” sindaci, se non cominciamo a salvare noi stessi, i nostri giovani, le nostre idee, dove andremo a finire?… La poca lungimiranza e le porte in faccia dalle amministrazioni alle iniziative imprenditoriali dei giovani del territorio sono pessimi segnali… Soprattutto nei casi in cui sono gli unici a darsi da fare… Il fatto qui proposto è un vero abuso di potere!
    Soprattutto nei casi in cui sono gli unici a darsi da fare, finiremo veramente male…
    Per altro se avessero ritenuto necessario l’investimento di una determinata somma, avrebbero dovuto scrivere nel bando che per loro, l’investimento minimo da fare era pari a X…
    Si prospetta un futuro torbido ed incerto per Zumelle, povero castello… Poveri Zumellesi…

  6. Rappresento l’altra ditta che aveva partecipato al bando. Non mi esprimo in merito al bando, che, come tutti i bandi rappresenta un enorme impegno da parte di tutti, né alle reazioni di ognuno di noi, che sono soggettive. Posso solo dire di aver parlato col sindaco, mi è stato riferito cosa non andava bene, al prossimo bando provvederò e parteciperò anche se saremo magari in 200 stavolta a partecipare, e intanto porto avanti i miei progetti, che sono ed erano in sintonia con la gestione del castello e con l’identità locale. Mi spiace che il castello sia ancora chiuso, è un posto fantastico, ma è anche molto impegnativo e va assolutamente portato al livello degli altri castelli, italiani ed europei, e non è una cosa semplice.