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Fusione Longarone Castellavazzo. Toniolo: “Nel Bellunese la giusta interpretazione dello strumento referendario. Vantaggi del +20% per 10 anni di trasferimenti statali e esenzione del vincolo del Patto di stabilità per 2 anni”

Feb 17th, 2014 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina
Costantino Toniolo

Costantino Toniolo

“Oggi in commissione tutto è andato come doveva: giovedì il Consiglio regionale potrà votare la legge che sancisce la fusione di Longarone e Castellavazzo per permettere ai cittadini del nuovo comune di andare a votare alle amministrative già di Primavera”.

Lo afferma il presidente della commissione affari istituzionali e bilancio Costantino Toniolo (NCD) dopo che nella seduta di commissione di oggi i consiglieri hanno ratificato l’esito positivo del referendum del 9 febbraio scorso. “C’è da dire che molti sono i comuni che si sono dati da fare per mettere assieme le forze al fine di dare vita alle cosiddette Unioni per svolgere funzioni ed erogare servizi in forma associata (che portano vantaggi nelle economie di scala)”, prosegue Toniolo, “ma ancora troppo pochi hanno avuto la maturità di giungere alla fusione, di rinunciare ai campanilismi, in nome di una migliore funzionalità dell’ente grazie anche ad una serie di vantaggi acquisiti per legge”.

Toniolo sottolinea che i nuovi comuni frutto di fusione hanno sicuramente un vantaggio nelle economie di scala di gestione a livello economico e di personale (come per le unioni) ma anche immediati vantaggi in trasferimenti maggiori dallo Stato (più 20% per 10 anni rispetto a quelli del 2010), e soprattutto sono esenti dai vincoli del Patto di stabilità per due anni e ricevono una serie di vantaggi regionali grazie alla legge 40 del 2012.

“Capisco sia difficile rinunciare al proprio Municipio”, spiega Toniolo, “ma con i chiari di luna che ci sono a livello economico per le casse comunali, la soluzione della fusione rappresenta sicuramente una valida possibilità per continuare a offrire servizi di livello ai cittadini”.

“Di fronte alle bocciature dei referendum di fusione che si sono svolti nel Polesine e nel Trevigiano”, conclude Toniolo, “un ragionamento va fatto anche sull’informazione verso i cittadini: bisogna essere più chiari e dare informazioni in modo corretto. Vedremo se è il caso di intraprendere una campagna promozionale volta a mettere in risalto i vantaggi della fusione tra piccoli comuni”.

 

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