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Marò, l’India trema: Giorgetti, Coppola, Donazzan, Bond, Cortelazzo, dichiarano guerra all’India con una pagina di Facebook

Maro Bond DonazzanLa dichiarazione di guerra è già stata consegnata nei profili Facebook degli ambasciatori dell’India, che in queste ore tremano di paura.

Se non fossero ancora bloccati in India i nostri due Marò, verrebbe da ridere alla lettura del comunicato dei nostri intrepidi politici. Se poi aggiungiamo che la delegazione di parlamentari e politici italiani qualche tempo fa si era recata in India per incontrare la diplomazia, ed ha sbagliato clamorosamente data, perché si è trovata  “a sua insaputa” nel bel mezzo di festività ed altro non ha potuto fare che limitarsi ad affettuose strette di mano ai due militari, bè, siamo davvero al grottesco.

“Dichiariamo guerra all’India! Siamo tutti terroristi!”  Lo proclamano in una nota stampa i  consiglieri regionali Dario Bond e Piergiorgio Cortelazzo con gli assessori Massimo Giorgetti, Elena Donazzan e Isi Coppola nel presentare,

udite udite

la pagina facebook “Siamo tutti terroristi! Marò liberi” inaugurata in queste ore per lanciare un messaggio forte e inequivocabile alle autorità indiane.  Che certamente saranno appicicate ai monitor in attesa di leggere la spaventosa minaccia.

“Abbiamo sopportato anche troppo, dalle minacce di pena di morte alle accuse di terrorismo: il Governo Indiano ha tradito la nostra fiducia ed è ora di dire basta”, affermano i cinque esponenti politici regionali, una volta attivata la pagina www.facebook.com/FreeItalianMarines.

“Questo gruppo facebook nasce per creare, condividere e pubblicizzare tutte le iniziative volte a riportare a casa i nostri Marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, che da due anni sono ingiustamente detenuti in India in attesa di un processo che sembra sempre più complesso e dai tratti foschi”, spiegano Bond, Cortelazzo, Giorgetti, Donazzan e Coppola, che invitato tutti ad aderire al nuovo gruppo e a inondare con messaggi, post, mail tutti i siti internet e i social network delle autorità indiane.

“Quindi da oggi partirà la nostra guerra virtuale con l’obiettivo di far sentire il nostro grido di giustizia e di libertà alle autorità indiane ed a tutta la comunità internazionale”, concludono i cinque esponenti politici regionali.

Se questa è la difesa messa in campo dai politici nostrani, per i nostri Marò la strada è ancora in salita. E comunque, in ogni caso, finché l’India non avrà concluso la sua tornata elettorale la questione rimarrà congelata.

 

 

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