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mercoledì, Maggio 27, 2020
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Cessata emergenza. I vigili del fuoco tornano all’attività di soccorso ordinaria

vigili del fuoco 2I vigili del fuoco tornano all’attività di soccorso ordinaria dopo il maltempo che ha colpito il Bellunese.

Sono stati chiusi i 3 COM (centro operativo misto) di Agordo, Borca di Cadore e Santo Stefano e il CCS (centro coordinamento soccorso) che sono stati coordinati dai funzionari del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e dal comandante Mauro Luongo. La gestione per il post emergenza è ora passata alle amministrazioni locali.

Le criticità degli interventi effettuati dai vigili del fuoco sono state determinate dalla mancanza di corrente elettrica, dallo sgombero della neve dalle strade per raggiungere centri abitati rimasti isolati, dall’elevato quantitativo di neve e dalle abbondanti piogge che si sono succedute, con problematiche legate alla staticità degli edifici.

Gli interventi più rilevanti sono stati la rimozione della neve dai tetti, quali scuole strutture pubbliche, chiese, edifici privati, tutti con problemi di staticità. Pericolosità di caduta neve sul passaggio pubblico, taglio di piante per liberare strade e cavi elettrici, sgombero neve in collaborazione con i gestori delle strade. Alcune frazioni di Arabba sono state raggiunte dopo 4 giorni dall’inizio dell’emergenza con il gatto delle nevi. Soccorso a persone bloccate in casa, a causa dall’enorme quantità di neve e bisognose d’aiuto. Servizi di assistenza per il ripristino dei servizi essenziali con l’installazione di generatori e posizionamento di grossi gruppi elettrogeni per conto di Enel smottamenti frane e valanghe.

Il dispositivo di soccorso ha visto impegnati in totale 420 pompieri di cui 300 Bellunesi tra permanenti e volontari, grazie al raddoppio della turnazione con 100 automezzi in particolare autogru, autoscale, mezzi movimento terra, gatto delle nevi, motoslitte e mezzi fuoristrada per il trasporto dei generatori.

Per sopperire alle numerosissime chiamate il comando si è avvalso del supporto di personale dei comandi del Veneto, del Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana, Piemonte e Lazio con personale dei gruppi GOS (gruppo operativo speciale) per il movimento terra e personale specializzato S.A.F. (speleo alpino fluviale) per la rimozione della neve dai tetti e messa in sicurezza degli edifici.

Sono stati eseguiti in totale circa 1500 interventi tra cui: i soccorsi a persona effettuati con il gatto delle nevi a persone isolate e bisognose nelle frazioni di Bramezza (Rocca Pietore) e presso l’ex rifugio Madres di Cortina D’Ampezzo vicino alle piste del Faloria; soccorso ad animali in particolare effettuato piste di emergenza per raggiungere malghe con animali della Val Visdende e il soccorso anche ad animali selvatici come ai cervi che, a Cortina D’Ampezzo vicino al torrente Boite, hanno cercato di avvicinarsi alla zona abitata in cerca di cibo che causa le abbondanti nevicate per loro scarseggia provvedendo quindi con delle pale gommate a portare loro del foraggio; la messa in sicurezza in emergenza per il parziale cedimento del tetto della palestra del Centro Sportivo del Corpo Forestale dello Stato a Palus San Marco (Auronzo), crollo del Palazzetto del Curling di Cortina D’Ampezzo; numerosi anche gli interventi per slavine sulla viabilità ordinaria.

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