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La truffa del venerdì. Assegni circolari? No grazie aspetto l’accredito del bonifico

Feb 4th, 2014 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

truffaEbay annunci, Subito.it, kijiji.it, la rete internet offre varie bacheche virtuali dove comprare o vendere oggetti nuovi e usati, suddivisi per categorie merceologiche e per città. In pochi click si può inserire la merce e concludere l’affare. Ma come nella vita reale, l’insidia è sempre nascosta nel momento in cui si perfeziona il contratto tra le parti.

La più frequente che ci è stata segnalata in questi ultimi mesi è quella “del venerdì”.

Il truffatore, infatti, concorda l’incontro con il con il venditore il venerdì. L’oggetto della vendita è indifferente, normalmente si tratta di un’auto di un certo valore commerciale, diciamo 20mila euro.

Dopo uno scambio di mail e telefonate il truffatore si presenta all’appuntamento con l’assegno circolare intestato a nome del venditore come concordato. Veste in modo elegante, ha buone maniere, parla del suo lavoro, in genere si qualifica come medico chirurgo di qualche ospedale o professionista, consulente ecc. L’affare si conclude in mattinata, con la stretta di mano e firma autenticata dinanzi al funzionario del Comune dell’atto di vendita e la consegna dell’assegno circolare. Così il truffatore se ne va tranquillo con l’auto appena acquistata che porta direttamente in qualche container per l’esportazione. Il venditore deve attendere il lunedì mattina per versare l’assegno alla sua banca e solo allora apprende che gli è stata rifilata carta straccia. Non gli rimane che precipitarsi al primo posto di polizia a denunciare la truffa. Ma oramai è troppo tardi perché il truffatore ha avuto tutto il tempo di far sparire l’auto e recarsi in un’agenzia automobilistica ad annotare l’esportazione definitiva del veicolo. Assegno falso, documenti falsi, del truffatore non rimane alcuna traccia. Se non il ricordo confuso, una fotocopia del documento con la foto irriconoscibile e …tanta rabbia.

Per non rischiare, l’unico metodo sicuro è attendere l’accredito in conto corrente dell’importo pattuito.

Alberto De Nart

 

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