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martedì, 31 Marzo, 2020
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Decreto Destinazione Italia. Gianni Pastella: “I carrozzieri non vogliono essere rottamati per decreto”. Il 15 gennaio la manifestazione a Roma

Le recenti disposizioni in materia di RC auto contenute nell’articolo 8 dell’ultimo provvedimento del Governo denominato “Destinazione Italia”, che di fatto rendono possibile per le assicurazioni il risarcimento in forma specifica, rischiano di far chiudere decine di imprese di carrozzeria nel territorio bellunese e decine di migliaia di in tutta Italia.

Gianni Pastella

“Se il Parlamento non cambierà le previsioni del decreto Salva Italia per quanto riguarda il settore RC auto e del mercato della riparazione dei veicoli incidentati, a breve migliaia di aziende artigiane di autocarrozzeria chiuderanno e le tariffe assicurative continueranno a crescere. Con la conversione in legge del decreto così com’è si ucciderà la concorrenza, comanderanno le imprese assicuratrici che stabiliranno al ribasso costi, tempi e guadagni ed a rimetterci saranno gli artigiani ed i consumatori.” Così Gianni Pastella, presidente provinciale dell’Unione Servizi alla Comunità di APPIA CNA, che comprende autoriparatori e carrozzieri.

Dagli anni novanta ad oggi, i costi delle polizze sono aumentati del 245% mentre i sinistri (e dunque i risarcimenti) sono calati del 40%. Questo significa concretamente che sono aumentate le entrate delle assicurazioni ed è diminuito di molto il lavoro dei carrozzieri. Le frodi assicurative in Italia sono la metà di quelle europee (3%) mentre il prezzo delle polizze è il doppio rispetto alla media europea.

“Con l’articolo 8 del Decreto il Governo ha di fatto regalato l’assoluto controllo del mercato della riparazione dei veicoli incidentati alle assicurazioni. L’automobilista, infatti, sarà costretto a far riparare il veicolo incidentato esclusivamente dalle officine di carrozzeria convenzionate con le assicurazioni, dovendo subire una consistente penalizzazione di natura economica se volesse utilizzare una carrozzeria di propria fiducia. Non potrà inoltre più cedere il proprio credito al carrozziere che sarà impossibilitato a trattare il sinistro direttamente con la compagnia, e magari dovrà anticipare costi di tasca propria.” – osservano Cristian Sacchet e Mario Nenzi, responsabili rispettivamente dei carrozzieri di APPIA CNA e Confartigianato Imprese Belluno.

D’altro canto, la riparazione costituisce solo una piccola parte nella gestione del sinistro. L’obiettivo, assolutamente condivisibile, della riduzione del costo delle polizze deve essere, pertanto, individuato altrove e con strumenti più incisivi e coraggiosi. Le frodi si combattono efficacemente rendendo obbligatorie le riparazioni e la documentazione fiscale e non certo limitando la cessione del credito (riconosciuto dal codice civile) che è strumento irrinunciabile per i carrozzieri che non può essere affidato alla discrezionalità delle Compagnie di assicurazione.

Per opporsi alla conversione del decreto, quindi, i carrozzieri parteciperanno alla mobilitazione generale unitaria delle carrozzerie italiane, ai presidi permanenti davanti al Ministero dello sviluppo economico ed alla manifestazione nazionale unitaria che si svolgerà a Roma il 15 gennaio.

“Una mobilitazione forte – precisa Gianluigi Furlin, presidente degli autoriparatori di Confartigianato Imprese Belluno – con la quale i carrozzieri artigiani intendono invitare da un lato tutti i colleghi a non convenzionarsi con le assicurazioni ed a disdire le convenzioni in essere, e dall’altro i consumatori/automobilisti a non cadere nella “trappola” delle assicurazioni firmando la clausola della “forma specifica”. Ne va del loro diritto al pieno risarcimento e della loro libertà di scegliere il riparatore di fiducia.

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