Wednesday, 21 August 2019 - 12:24
direttore responsabile Roberto De Nart

Reagire subito. Il Bard aderisce alla class-action contro Terna

Dic 28th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

belluno-provincia-autonoma“Vedere 56.000 Bellunesi lasciti al buio per 2 giorni in pieno inverno ci fa male il cuore. Perché mentre nei TG nazionali si parla solo di Cortina e della fuga dei VIP, migliaia di nostre famiglie ed anziani devono combattere per i bisogni primari”.

Lo afferma una nota del Movimento autonoma Regione Dolomiti all’indomani del black out che ha interessato i comuni più a nord della provincia di .

“Il silenzio e la pazienza dei Bellunesi ci stupiscono sempre – prosegue il comunicato del Bard –  quanto sapranno ancora sopportare questo trattamento da cittadini di serie B, non degni di ricevere i servizi minimi, non degni di votare per le proprie istituzioni da oltre due anni?

Questo disastro di Santo Stefano, nel pieno della stagione turistica, non è un caso: è frutto dell’abbandono progressivo della montagna da parte delle istituzioni statali e regionali. Ogni giorno assistiamo al taglio della sanità, nei trasporti, nei servizi essenziali. Chi siamo per accettare che le stesse istituzioni statali ci vengano a dire che tutto sommato la situazione dei giorni scorsi non era grave, perchè tutti in montagna hanno la fornela dove bruciare la legna? Questo non è accettabile.

Assistiamo al depauperamento del sistema produttivo, alla chiusura degli alberghi, ai negozi che chiudono, mentre a pochi chilometri da noi, dove già i montanari vengono trattati con ogni rispetto, ricevono anche la delega fiscale e la possibilità di tagliare le tasse. Questo non è più accettabile.

Sindaci, categorie economiche e cittadini chiedono un ente forte ed autonomo che li rappresenti e faccia i nostri interessi di montanari che vogliono vivere nella loro terra e non siamo degni neppure di essere ascoltati da un ministro della repubblica che viene a spiegarci cosa sia giusto per noi? Questo non è accettabile.

Serve reagire e deve farlo ogni Bellunese. Dobbiamo difendere la nostra gente e tutelare i nostri interessi.

Bisogna reagire al disastro di Santo Stefano attivandosi immediatamente per una class action che ripaghi imprese turistiche e cittadini per i danni sostenuti. E bisogna che garantisca che i chi produce l’energia elettrica la abbia garantita, ripensando al sistema di distribuzione locale.

Bisogna reagire alle differenze di trattamento con le autonomie speciali: i trattati internazionali non c’entrano nulla, leggeteli e diteci dove sta scritto che uno studente bellunese debba pagare 400 euro per andare a scuola e meno della metà uno trentino, che una valla trentina spenda in promozione tureistica quanto tutto il bellunese, che i nostri tabià cadano a pezzi, mentre i masi diventano residence 5 stelle con i contributi provinciali.

Bisogna reagire agli atti incostituzionali del governo che ci impedisce di andare a votare e di avere un’ente autonomo, che tuteli la nostra gente e ponga le condizioni per il rilancio economico delle nostre valli Dolomitiche.

Quanto successo con mezzo metro di neve è un’ulteriore dimostrazione pratica di come un sindaco o un’assemblea degli stessi a gestire l’Ente Provincia, come vorrebbe la folle proposta del ministro Delrio, di fatto non sarebbe in grado di far fronte, assieme al proprio comune in emergenza, anche all’emergenza del 40% del territorio provinciale, non può funzionare. Lo capisce anche un mulo. Portare ad esempio la gestione di aree come Barcellona o Genova è solo dimostrazione di non capire per nulla quello di cui si sta invece distruggendo con provvedimenti privi di senso e razionale capacità politica.

Abbiamo tutto quel che serve: produciamo oltre il 5% dell’energia nazionale, per oltre un miliardi euro e ci tornano indietro le briciole. Abbiamo un residuo fiscale di oltre 700 milioni di euro che vanno a finanziare i buchi di Roma capitale. Abbiamo le risorse per pagarci le nostre istituzioni e far ripartire l’agricoltura, primo pilastro su cui costruire il nostro modello di turismo e l’economia del XXI secolo. Abbiamo teste buone, molte delle quali obbligate ad emigrare altrove e molta pazienza.

Quest’ultima, però, è finita”.

BARD

 

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8 comments
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  1. BLACK OUT E CAZZATE: I DELIRI DI CAPPELLARO
    http://bellunopiu.it/black-out-e-cazzate-i-deliri-di-cappellaro/

  2. salve
    ancora una volta purtroppo finirà con i mogugni da bar, poi pian piano torneremo alla vita di tutti i giorni dove noi resteremo montanari di serie b con autlook negativo e i nostr vicini continueranno a godere di grossi privilegi.
    Ben vengano quindi tutte quelle iniziative che mantengono aperta la questione bellunese. Io sono abbastanza anziano per cui inevitabilmente ho perso un po’ di entusiasmo, certo mantengo intatta la rabbia e quel senso di frustrazione che mi investe di fronte al persistere di insopportabili ingiustizie che stiamo subendo dalla fondazione della repubblica.
    E ora di finirla , come si può definire democratico e mi duole dirlo, uno stato che tratta diversamente i suoi cittadini che vivono la stssa realtà della montagna, ma che subiscono trattamenti diversi ?
    Spero che voi giovani con queste battaglie riusciate ad ottenere quello che la nostra generazione non ha saputo conquistare, cioè parità di diritti e di doveri con i cugini trentini e bolzanini. Sarà difficile ma solo combattendounitariamente io aggiungo democraticamente, alla fine qualche risultato sarà conseguito.
    Chissà che il 2014 non ci porti davvero buoni frutti…..un po’ ci spero.
    Sinceri uguri a tutti i bellunesi …….

  3. Sono arrivato nel comune di Falcade in piena crisi di black out ELETTRICO e nessuno dava informazione sullo stato della crisi ,credo che gli ospiti dovrebbero essere trattati con un poco più di riguardo è non lasciati soli a se stessi per due giorni al freddo.
    Spero che Terna ed Enel rifondano i danni della non manutenzione fatta alle linee elettriche .Riguardo ad Enel poi dovrebbe spendere meno soldi sulle pubblicità del capitani coraggiosi e mandarli a tagliarli i rami degli alberi

  4. Siamo alle solite…..succede qualche cosa ed è subito un brontolio incazzato…..a cosa servirà ” brontolare ” ??? a niente, tanto passato il santo passato il miracolo. La corrente adesso l’abbiamo tutti, tutti lo spero molto, e sicuramente domani o lunedì al massimo nn ci si ricorda più, verrà in mente il vergognoso disservizio a chi è rimasto al freddo, come è successo a me, purtroppo ho un camino solo e mi serve x il gas, e questo perchè chi ha costriuto il condominio dove abito, certi problemi sicuramente nn li ha. In pianura o giù in Sicilia basterà un camino, ma in montagna, minimo ce ne vogliono DUE…..o no!!!!!!!! Bando alle chiacchere….vogliamo svegliarci e farci sentire veramente!!!!!!

  5. Non possiamo contate su nessuno, a verità é che siamo soli contro tutti.
    Comunque al mio paese si dice “il Signore aiuta i giusti”

  6. MA SE A GESTIRE L’EMERGENZA ERA LA PROVINCIA COMMISSARIATA E CHE NON RISPONDEVA AL TELEFONO………….

  7. Non solo Enel e Terna, gli alberi ci hanno invasi ovunque, linee elettriche, linee telefoniche, strade, ripetitori telefonici, alvei dei torrenti e case. Questo non è il sintomo di una cattiva gestione aziendale, ma è il sintomo dell’abbandono di un intero territorio e della popolazione che vi abita.

  8. @OTTO per la verità a gestire era la Prefettura, quando in passato lo faceva la Provincia ora messa a servizio supina e depotenziata in tutto, fuorché della buona volontà dei pochi addetti, in realtà le cose andavano meglio, chiedete al Prefetto dov’è Costalta o chiedete al commissario Cappocelli dov’era nell’emergenza, di sicuro non al suo posto. Paghiamo questa gente profumetamente. E qualcuno se la prende con i sindaci? sig GRAZIANO permetta, ma gli ospiti, graditi, vengono alla pari della popolazione residente 365 giorni all’anno qui. Le sue rimostranze, pur se giustificate, non sono ben accette nei termini che ha posto. In quanto ospite non ha più diritti di chiunque altro, la sua condizione di ospite non ha prelazione alcuna, lei al contrario dei residenti poteva girare l’auto e tornarsene a casa al calduccio, i nostri, a meno che non li ospitasse tutti a casa sua, NO!. Le informazioni in Comune non gliele davano per il semplice motivo che a monte Prefetto e Commissario non hanno fatto il loro lavoro ed i sindaci per primi non avevano notizie. Come vede la vita in montagna ha regole ben diverse, che valgono sempre, non solo il tempo di una vacanza.