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Maltempo, chiusura strade. E Cappellaro se la prende con i comitati di cittadini: “Il nostro territorio paga le conseguenze di una cattiva gestione e dello strapotere dei comitati del no a qualsiasi opera di interesse pubblico”

Dic 27th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

«La chiusura della statale di Alemagna proprio nel giorno di santo Stefano e il guasto alla rete elettrica in Cadore sono un danno enorme per l’economia bellunese, soprattutto per il comparto turistico. Sarebbe facile dare la colpa alla “tempesta di Natale”, ma la verità è che questo territorio paga le conseguenze di una cattiva gestione e, soprattutto, dello strapotere dei comitati del no a qualsiasi opera di interesse pubblico».

Il presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, Gian Domenico Cappellaro con un ragionamento sorprendente, attribuisce quanto successo nella parte alta della provincia a un non meglio identificato “strapotere dei comitati del no”. 

«Le previsioni meteorologiche – prosegue Cappellaro – erano note da giorni. Come è possibile che non si sia agito tempestivamente e in modo efficace per evitare la chiusura della statale 51 di Alemagna, la principale strada di accesso per i turisti? Cos’è che non ha funzionato? Di chi sono le responsabilità?

Forse, l’Anas dovrebbe dare qualche spiegazione ai bellunesi». Ma il presidente dell’associazione industriali punta il dito anche contro «i comitati del no», vale a dire contro «coloro che si oppongono, per interessi personali o per ragioni ideologiche, a qualunque opera di interesse pubblico».

Il riferimento è forse al Comitato acqua bene comune che si è battuto per la difesa dei corsi d’acqua fermando la costruzione di nuove centrali elettriche? Il presidente degli Industriali nono lo dice apertamente. E non dice nemmeno quali sarebbero gli interessi personali dei comitati, difficile da focalizzare. Mentre sono facilmente intuibili gli interessi degli industriali in questo senso.

«Non è più tollerabile – si sfoga Cappellaro – che una minoranza rumorosa di cittadini impedisca la realizzazione di infrastrutture strategiche per lo sviluppo economico del territorio. Come possiamo pensare di essere competitivi se abbiamo strade inadeguate e una rete ad alta tensione vecchia di cinquant’anni? Troppo comodo assecondare sempre le proteste dei vari comitati, rinunciando a investimenti fondamentali, e poi infuriarsi se una nevicata, per quanto abbondante, mette in ginocchio una parte della nostra provincia, provocando danni enormi a tutte le principali località turistiche».

 

 

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8 comments
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  1. Oltre alle opere di interesse pubblico andrebbe citata anche quella cosa che si chiama “opere di prevenzione e manutenzione ordinaria e straordinaria”, perche’ non e’ possibile che l’intorno dell’unica dorsale di distribuzione elettrica della provincia sia in mano al bosco ! Magari questa e’ un’opera di interesse pubblico piu’ semplice da gestire e di immediata fattibilita’….o almeno dovrebbe esserlo…

  2. Gli è andato di traverso il cappone di Natale?

  3. Concordo con Manlio e non capisco cosa c’azzeccano i comitati.
    Forse quelli che vorrebbero l’interramento delle linee elettriche?
    Mi sa che la prevenzione e la manutenzione è tutta un’altra cosa.

  4. “Il riferimento è forse al Comitato acqua bene comune che si è battuto per la difesa dei corsi d’acqua fermando la costruzione di nuove centrali elettriche?”

    No, questo sarebbe un puro nonsense. Piu’ centrali = meno blackout? Non scherziamo, suvvia.
    Semmai questa uscita bizzarra di Cappellaro sembra un attacco ai comitati del no per l’elettrodotto Terna Polpet-Scorze’. E anche in questo caso, comunque, la forzatura ideologica risulta evidente.

  5. Certi personaggi, che non muovono mai un dito per la provincia, farebbero meglio a stare zitti!

  6. Cappellaro, permettetemi un francesismo, ha pisciato fuori dal vaso. L’accenno ai comitati nel No forse riguardano il NO alla speculazione vergognosa dell’Autostrada, sostenuta da Assindustria. Allo sfruttamento delle acque, fortemente voluto da Assindustria. Al passaggio di nuovi elettrodotti che andranno a garantire energia alla pianura, ricoprendoci di ferraglia lungo le valli, sostenuto da Assindustria. Ma ha sbagliato bersaglio, momento e ha sparato con munizioni scariche. Tutto questo con quanto successo non c’entra nulla. Si scagli invece contro una politica succube di bassi interessi di parte, con il continuo spostamento fuori dal territorio di tutti i processi decisionali (Enel, Telecom, Protezione Civile, Strade…….) siamo senza un’Autorità politica provinciale. Si scagli contro chi deve fare la manutenzione a lato delle linee elettriche (non mi pare ci siano comitati del NO TAGLIO FRASCHE), chieda ai sindaci quanti solleciti hanno fatto in tal senso, guidati dal buon senso di montanari, e di come nessuno li abbia ascoltati. Quei sindaci spogliati di poteri e denari oggi impegnati nell’emergenza in prima persona. Si scagli contro chi avvalla la distruzione del nostro territorio, contro quei pochi predoni che lo stanno svendendo ad interessi fuori provincia. Se la prenda con chi usa il nostro turismo per fare cassetta ed il territorio muore sotto di loro. Cappellaro è una brava persona di buon senso, ragioni per il bene del territorio dove poter fare economia ed impresa, ma sana e consapevole. Se qualcuno qualche volta dice NO sarebbe bene ascoltarlo perchè le ragioni possono essere condivise se lo sguardo va oltre la piccola bottega. Parchè a dire sempre si, oltre tut, i dis che se pase anca da mone.

  7. @Ancora per il presidente Cappellaro e per gli altri belunesi in lettura. Ad esempio di come a dire NO spesso ci si guadagna. Leggere e farsi un’idea pensando all’elettrodotto che Terna, la stessa che ci ha lasciati al buio, la stessa che sfrutta le nostre acque, la stessa che vuole il nuovo elettrodotto che castrerà il paesaggio della Val Belluna, la stessa che è stata obbligata dal NO di una valle a fare quanto qui si dice che è impossibile fare. Leggere l’articolo e considerare di appoggiare un bel NO ai signori TERNA. http://www.lavalsusa.it/lelettrodotto-invisibile-attraversa-la-valle-di-susa-e-la-val-sangone/

  8. BLACK OUT E CAZZATE: I DELIRI DI CAPPELLARO
    http://bellunopiu.it/black-out-e-cazzate-i-deliri-di-cappellaro/