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Confcommercio. Inaccettabili, per il Cadore, le penalizzazioni derivanti dall’attuazione dell’orario cadenzato per il trasporto ferroviario

Dic 24th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina, Società, Associazioni, Istituzioni

confcommercio bellunoSi è svolto lo scorso venerdì 20 dicembre presso gli uffici di Pieve di Cadore, l’incontro che ha sancito ufficialmente l’affiancamento delle categorie del commercio, turismo e servizi alla protesta in atto da parte di pendolari e amministrazioni locali relativamente l’adozione dell’ per il trasporto ferroviario.

Alla presenza del coordinatore Confcommercio del Polo Cadore, Silvano Pivirotto, del presidente provinciale Federalberghi, Gildo Trevisan, del delegato Alberto Dal Mas e del presidente dell’Associazione Albergatori di Cortina d’Ampezzo, Gherardo Manaigo, l’incaricato dalla Magnifica Comunità di Cadore, consigliere del Comune di Pieve, dott. Maurizio Bergamo, ha esposto le problematiche esistenti e le forti penalizzazioni che sta subendo il comparto del turismo e dei servizi con gli interventi riorganizzativi che la Regione Veneto attraverso Trenitalia sta perpetrando nei confronti della tratta che interessa il capolinea di Calalzo di Cadore.

I rappresentanti delle categorie si sono detti dunque fortemente preoccupati per le continue decurtazioni che avvengono ai servizi alla montagna, dove si continua a dover combattere con armi improprie una crisi che si inasprisce di giorno in giorno, riscontrando continuamente la sordità da parte delle amministrazioni centrali nei confronti delle necessità di chi ancora vuole fare impresa e vuole fare turismo.

Come sarà infatti possibile pensare di promuovere la pista ciclabile, il lago di Pieve di Cadore, i Mondiali di Sci a Cortina del 2019, se avremo un asse ferroviario poco più che in disuso? Questa la domanda che si evidenzia dall’amarezza dell’analisi relativa alla considerazione che viene data a questo territorio, anche sotto il profilo del trasporto ferroviario. Si è passati dal Roma-Calalzo, dal Calalzo-Milano diretto di qualche anno fa, al Calalzo- “diretto”. L’orario cadenzato, buono forse per la pianura, con la fine dei diretti fa pagare il prezzo più alto al Bellunese e in primis alle sue attività turistiche. Anche i treni nel week-end calano, tanto per aiutare il turismo…

Inoltre, con l’adozione di questo sistema, manca totalmente l’integrazione ferro-gomma dove gli autobus devono portare la gente ai “nodi” ferroviari (Calalzo, Belluno etc..) ed avere coincidenze in tempi adeguati, auspicando sempre nella costituzione di un biglietto unico treno-autobus.

“Siamo pronti ad intervenire in ogni modo affinché quantomeno si mantengano una coppia di treni diretti mattina e sera Calalzo-Venezia e Venezia-Calalzo e uno Padova-Calalzo e ritorno”, dice Silvano Pivirotto. “I diretti sono indispensabili al turista con valigie e bagagli al seguito. Inoltre sono utili al trasporto biciclette dato che con l’attuale orario nessun treno è adatto a tale scopo con grave danno alla crescente attrazione esercitata dalla ciclabile più bella del mondo.”

”Vogliamo un treno dignitoso, moderno, efficiente che torni ad essere attrattivo e competitivo. Vogliamo essere collegati al mondo con un treno utile a turisti, pendolari, studenti, un treno che sia in grado di aiutare la nostra economia. Vogliamo essere cittadini di serie A, questo il grido lanciato dall’imprenditoria cadorina del turismo del commercio e dei servizi.”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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3 comments
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  1. Da sempre tutti i politici bellunesi hanno chiuso entrambi gli occhi sul servizio ferroviario che degradava sempre di più, arrivando ai giorni nostri con la grande opportunità che poteva rappresentare l’orario cadenzato con treni veloci e coincidenti con i treni ad alta velocità verso Milano e verso Roma.
    Invece l’assessore ai trasporti del Veneto ha pensato bene che i treni bellunesi erano troppo indecorosi per inquinare la pianura veneta; alla pianura veneta interessa solo l’acqua che carpisce direttamente con opere di presa già delle nostre sorgenti, acqua ed energia elettrica che si portano via praticamente gratis.
    Mettere in condizione i milioni di turisti che da tutto il mondo arrivano a Venezia di visitare le Dolomiti patrimonio dell’umanità con un servizio ferroviario rapido ed efficente, (considerando che i turisti dagli altri continenti arrivano con l’aereo e non hanno l’auto al seguito), sarebbe troppo per quei quattro “montagnari piagnoni” che di turismo potrebbero anche vivere e anche contribuire al benessere del Paese in maniera sostanziosa.
    Certo che per ottenere dei risultati ci vorrebbe una classe politica che riesce a vedere avanti ed oltre il proprio interesse personale.

  2. @Osservatore. Concordo e aggiungo quanto già detto. Confrontarsi con Bolzano e Trento, dove le ferrovie hanno wi-fi e sedili in loden e portano il turista direttamente alla partenza delle funivie, è improponibile.
    Ma nessuno ha avuto l’avvertenza di farlo presente a Delrio o al nostro figlio degenere Bressa. E il Bellunese contimua a pagarne le conseguenze.

  3. E svegliarsi prima, no?