Sunday, 25 August 2019 - 22:19
direttore responsabile Roberto De Nart

La proposta ai sindaci bellunesi della Lega Nord: fate disobbedienza istituzionale

Dic 16th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

lega-nord“Noi tutti abbiamo udito venerdì sera le idee strampalate del buon Ministro che ha, senza giri di parole, letto il testamento per la nostra Provincia.  Ebbene sì, moriremo gestiti da uno pseudo nuovo , comandato da un sindaco che dovrà fare, oltre che al suo, anche il presidente di questa provincia, ibrida e senza soldi”.

Lo afferma in una nota la segreteria provinciale della Lega Nord, che così prosegue:

“Considerato che di azioni amministrative, delibere dei comuni, prese di posizione di sindaci, categorie e politici ne sono state fatte da poter fare un libro oltre che alle manifestazioni di piazza, e che la risposta della controparte governativa è stata deludente, cosa fare ora?

Ci siamo resi contro che in questi mesi tra bellunesi e ministro c’è stato un dialogo tra sordi che è ha avuto la sua apoteosi con il nuovo disegno di riorganizzazione delle province? Lo hanno capito anche i sassi che tutti noi, qui, chiediamo un ente di primo grado elettivo con una sua autonomia fiscale.

L’assurdo disegno che ci ridurrà in un ente privo di democrazia e senza risorse che attingerà a nuove competenze tramite la Regione. E dove sarebbe la novità? Dalla Regione? E la Regione con chi dovrebbe trattare eventuali competenze? Con un sindaco o con un commissario?

In secondo luogo la tanto richiesta autonomia fiscale dove è finita?

Non voglio soffermarmi sul madornale autogol del Pd che pensava di portare in passerella a Belluno un Ministro che si è nei fatti inciampato dimostrando a tutti di non capire minimamente i problemi dei bellunesi ma vorrei invece chiedermi quali azioni politiche si possano mettere in atto per tentare l’ultima spiaggia.

Dato che di atti amministrativi e di manifestazioni, come detto, ne sono state fatte di ogni genere, non resta che la disobbedienza istituzionale ossia preparaci ad una nuova forma di protesta”.

 

 

 

Share
Tags: , ,

13 comments
Leave a comment »

  1. Certo che questi hanno delle belle pretese, dopo essere stati al governo otto anni con maggioranza bulgara, dopo essere alla guida della regione da sempre e alla guida della provincia dove hanno mostrato la lora immensa capacità politica, ora si permettono di dare lezioni e sarebbero anche quelli di roma ladrona!

  2. Cara lega nord di Belluno, a venezia c’è un vostro presidente, giunta e consiglieri: fate andare avanti l’articolo 15 dello statuto… oppure cominciate voi a disubbidire al vostro partito. Stesso invito vale anche per gli altri partiti pd compreso.

  3. Lega o non Lega l’unica soluzione sono le DIMISSIONI di massa dei Sindaci, consiglieri regionali e parlamentari (dei miei cordoni).
    Dubito che i Signori caregari lo facciano ma se succedesse sarebbe un’avvenimento con risonanza enorme (forse europea).
    E’ due anni che lo ripeto ma continuano ad accavallarsi proclami su proclami a destra e a manca (PD, PDL, LEGA, BARD) che hanno portato solo a miseri FALLIMENTI.

  4. E tu cleber oltre a scrivere post in anonimato, cosa fai?

  5. principalmente pago un mucchio di tasse per mantenere gente come te.

  6. p.s. ovviamente suppongo tu sia in politica visto il tuo msg

  7. Poareto.

  8. ma chi saresti, personaggio importante?

  9. questi sono gli stessi che facevano fare il falo’del canone ai patani che li votavano…naturalmente poi sono arrivate multe a raffica ma tant’e’…..se uno come bossi e’ ancora in parlamento ci sara’ un motivo

  10. Leggete queto articolo: in Italia, nel Veneto ed a Belluno chi è contro il federalismo e/o l’autonomia? Fate i bravi……se uno è centralista e statalista ha diritto di esserlo ma basta travisare la realtà!!
    Corriere del Veneto >
    • Politica >
    • Province autonome, i numeri delle differenze
    LA RICERCA
    Province autonome, i numeri delle differenze
    La CGIA di Mestre spiega cosa cambia tra una Regione ordinaria e una a Statuto speciale
    Quali sono le differenze in materia fiscale tra le province autonome e quelle ordinarie? Ce lo spiega una ricerca dell’Ufficio Studi CGIA di Mestre. La Regione Trentino-Alto Adige e le Province autonome di Trento e Bolzano sono regolamentate dai rispettivi Statuti di autonomia che hanno forza di legge paragonabile a quella della Costituzione. Il finanziamento di tali enti avviene, in aggiunta ai consueti tributi regionali (IRAP e addizionale regionale IRPEF), mediante l’attribuzione di rilevanti quote (fissate dagli Statuti) di tributi statali, che di fatto “rimangono” nei rispettivi territori: 90% dell’IRPEF, 90% dell’IRPEG, 90% dell’IVA, 100% dell’Imposta su energia elettrica, 90% dell’Imposta ipotecaria e sulle successioni, 90% dell’Imposta di registro e dell’Imposta di bollo, 90% dell’Imposta sui tabacchi e 90% su molte altre imposte minori.
    Le risorse aggiuntive «trattenute» dal Trentino-Alto Adige vengono utilizzate per finanziare le maggiori competenze attribuite dallo Statuto. Le più rilevanti sono nell’istruzione (i docenti sono alle dipendenze delle Province e non dal Ministero), nella finanza locale (il finanziamento dei Comuni avviene prevalentemente grazie ai trasferimenti dalle due Province autonome), nella viabilità e nei trasporti, nonché nella valorizzazione e tutela della cultura e della lingua. Le maggiori competenze, unitamente al surplus di risorse finanziarie, consentono alle Province autonome di disporre di considerevoli margini di manovra nella politica fiscale e nel sostegno all’economia. Ad esempio, Trento ha abbattuto drasticamente dal 3,9% allo 0,9% l’aliquota IRAP per le nuove imprese; Bolzano, invece, prevede la riduzione del prezzo della benzina e del gasolio: del 95% della differenza tra il prezzo in Italia e i prezzi in Austria e Svizzera, per cittadini residenti nei Comuni situati entro i 10 km dal confine; del 70% della differenza tra il prezzo in Italia e i prezzi in Austria e Svizzera, per cittadini residenti nei Comuni situati tra i 10 e i 20 km dal confine.
    In Veneto e nelle Regioni ordinarie il sistema è completamente diverso: l’unica imposta centrale che viene «restituita» alle Regioni è l’IVA (in media circa il 50%, ma con percentuali diverse da Regione a Regione al fine di garantire la perequazione verso i territori più «poveri»). Tutti gli altri tributi ( quelli elencati sopra) vanno direttamente allo Stato centrale che li utilizza per finanziare l’erogazione dei servizi pubblici in tutte le aree del Paese.
    13 dicembre 2013

    1300© RIPRODUZIONE RISERVATA

  11. Non ho mai simpatizzato con la Lega, anzi in qualche circostanza, a sentire le sparate dei vari Gentilini e Bitonci, non sono andato propriamente orgoglioso delle mie origini venete; è un fatto anche che la Lega e Zaia hanno grosse responsabilità nella mancata applicazione dell’art. 15 dello Statuto veneto, grosse quasi quanto quelle del PDL/FI che per questa Provincia obbiettivamente non hanno mai fatto nulla; fatte queste premesse, condivido a pieno la proposta di Vello, serve un cambio di passo nelle nostre rivendicazioni di autonomia: bisogna alzare la voce e battere i pugni sul tavolo, altrimenti continueranno ad ignorarci; una proposta di legge di riordino degli enti territoriali che non tiene conto delle richieste che arrivano proprio dai territori e dalla società civile è un controsenso nei termini; è avvilente che il ministro per gli affari regionali faccia spallucce quando gli si fanno notare le enormi disparità di trattamento che lo stato riserva ai suoi diversi cittadini; che un ministro non dovrebbe permettersi di dire: voi non sarete mai come Trento e Bolzano… ma è un fatto, in Italia i governi ed i ministri cambiano con una certa frequenza e il ministro Delrio potrà presto tornare se vorrà, a fare il sindaco nella sua Reggio Emilia e, a tempo perso, anche il presidente di quella provincia…

  12. La Lega Nord è allo sbando!

  13. E’ ora di avere una unica targa: BL-Dolomiti.
    Disubbidire a partiti, ministri, sindacati, corporazioni ecc.