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martedì, 31 Marzo, 2020
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Impiantisti, le piccole imprese rischiano di andare fuori mercato

AppiaProblemi per il terzo responsabile. Una piccola modifica alle regole che disciplinano il ruolo dei tecnici nella gestione delle grandi caldaie potrebbe scatenare il caos: le piccole imprese rischiano di essere tagliate fuori dal mercato, dando vita a un contenzioso dagli effetti potenzialmente devastanti anche se il Governo, sotto la costante pressione della CNA, pare intenzionato a risolverlo già con le nuove regole sul libretto di impianto, previste al massimo per inizio 2014.

Tutto ha inizio con una novità inserita in sordina in un decreto del ministero dello Sviluppo economico, che rivede il punto 52 dell’allegato A del D.Lgs. n. 192/2005, che disciplina le regole relative al terzo responsabile degli impianti termici. In sostanza, il ruolo di terzo responsabile non potrebbe più essere svolto indifferentemente da persone fisiche e giuridiche ma solo da persone giuridiche.

Un dettaglio che però, se interpretato in modo restrittivo fa si che non possano essere considerate persone giuridiche le società in nome collettivo, le società semplici, le società in accomandita semplice e le imprese individuali. Insomma, un piccolo terremoto nel settore dell’impiantistica.

Per Mirko Guerra, Presidente dell’Unione Installatori e Impianti dell’APPIA, «va detto che l’interpretazione che esclude le ditte individuali non è pacifica. La Cassazione, ad esempio, equipara la ditta individuale alla persona giuridica». Ma quello che preoccupa di più, al di là delle minuzie interpretative, è che questa incertezza possa avviare una sanguinosa stagione di contenzioso «e se passa l’interpretazione che esclude le ditte individuali – fa notare Guerra – mi pare un esito molto probabile, visto che si tratta di una palese violazione dei più elementari principi di concorrenza: le imprese abilitate sono tutte uguali».

Così la Confederazione Nazionale per l’Artigianato, sollecitata anche dall’ APPIA, ha posto la questione al ministero dello Sviluppo Economico, chiedendo una modifica del contestatissimo allegato. Ad essere coinvolte dal problema sono, infatti, migliaia di imprese non solo sul nostro territorio, ma in tutta Italia: secondo le stime, i terzi responsabili che potrebbero essere tagliati fuori dal mercato si aggirano intorno ai 20mila. Il dicastero, dal canto suo, si è detto disponibile ad adottare il cambiamento. La sede per renderlo operativo potrebbe essere l’aggiornamento dei modelli dei libretti di impianto, che dovrebbe arrivare entro la fine dell’anno o nei primi mesi del 2014. L’ipotesi allo studio prevede, infatti, l’eliminazione di ogni riferimento alle persone fisiche e giuridiche.

 

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