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Addio a Renata Casanova, poetessa d’immagine del ‘900

Dic 10th, 2013 | By | Category: Prima Pagina, Società, Associazioni, Istituzioni

luttoOggi è venuta a mancare all’età di 95 anni, , figlia di Giuseppe Casanova e Giuseppina De Bastiani, fotografi dai primi anni del ‘900 con sede in Santa Giustina, ma conosciuti in tutta la provincia bellunese.

Renata cominciò a frequentare la camera oscura all’età di 14 anni, sotto la maestria della mamma che con il marito aveva creato il primo studio di posa nella loro casa sulla riva del fiume Veses. Il padre fu fotografo ufficiale chiamato spesso dall’esercito durante la prima guerra mondiale, mentre la madre si dedicò subito ai ritratti di famiglia. E fu proprio Giuseppina a trasferire la creatività a Renata, portandola ad essere un fotografo di riferimento per tutto il bellunese. Alla morte della madre avvenuta nel 1956, Renata prese in mano completamente lo studio lasciando alla sorella Romana tutta la parte di “ritocco a colori” deliziando i ritratti che venivano commissionati alla sorella.

Immagini “Foto Casanova” è un ricordo presente in quasi tutte le case, una sorta di icona da custodire per sempre. Renata con la sua grande sensibilità di sapere cogliere ciò che una macchina fotografica non poteva fare da sola, magari le pesanti reflex che amava tanto portare con sé in ogni occasione in una borsa con decine di rullini e ricambi di flash, riusciva a cogliere sfumature e particolari che si riconoscono immediatamente in tutte le sue foto. Un’anima fortemente artistica e un carattere cocciuto le hanno consentito di esprimere al meglio se stessa e realizzare foto davvero uniche. Ogni posa non era uno scatto, ma ore di preparazione, tutto doveva essere perfetto e allo stesso modo semplice e di grande emozione.

Ad iniziare dagli anni ’70 divenne il fotografo preferito per i matrimoni, accompagnata dalla sua assistente Mirella, che con lei lavorò per oltre 40 anni. Renata amava raccontare che era felice di partire con il suo “duetto rosso alfa romeo” e correre a raggiungere gli sposi per dare a loro il ricordo più bello, anche se spesso si trovava a discutere con il parroco che cercava di bloccarla quando saliva sull’altare e dietro di lui cercava di rubare scatti con bagliori di luci filtrate dalle finestre, che lei definiva “poesia”. Un anima gentile e una professionista di altissimo livello, conoscitrice di tecniche e sempre pronta alle innovazioni.

Ha lavorato fino a 80 anni, quando si è ritirata a casa ma sempre pronta a fotografare solo quelle luci che lei sapeva cogliere. Non la sorprese nemmeno l’avvento del digitale, che giudicava adatto al nuovo mondo e con il quale aveva anche simpatia, scorrendo immagini sul computer o sfogliando un touch screen di un i-phone. Una grande “poetessa d’immagine” di tutti i tempi.

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